PRESS ROOM LAFFERTY:”RISPETTO DECISIONI ALLENATORE, MI RIFACCIO A BECKHAM PER LE PUNIZIONI. E SUI TIFOSI..”

PRESS ROOM LAFFERTY:”RISPETTO DECISIONI ALLENATORE, MI RIFACCIO A BECKHAM PER LE PUNIZIONI. E SUI TIFOSI..”

di Claudio Scaglione In una squadra che vuole tornare tra le grandi d’Italia è necessario che vi siano personalità consone all’ambiente, che nutrano rispetto nei confronti.

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di Claudio Scaglione In una squadra che vuole tornare tra le grandi d’Italia è necessario che vi siano personalità consone all’ambiente, che nutrano rispetto nei confronti delle decisioni dei capi-gruppo: perché solo se vi è unione e stima reciproca si può crescere ed intravedere il pertugio che conduce all’obiettivo prefissato, la promozione. Di rispetto per le scelte effettuate dal mister Gennaro Gattuso, Kyle Lafferty ne ha parecchio: intervistato in sala stampa, il nord-irlandese ha chiarito quelle che sono le gerarchie all’interno della squadra, gerarchie che al momento lo vedono dietro Hernandez. “A tutti piacerebbe partire titolari, anche a me, ma so di essere in una buona squadra con buoni giocatori. Cè tanto rispetto per le decisioni di Gattuso il quale mi ha inserito nel momento giusto. La cosa importante è che siano stati presi i tre punti venerdì sera contro il Cesena”. Il successo contro la formazione di Bisoli riporta anche il suo sigillo: per lui si tratta del primo gol stagionale. “Mi piace segnare gol decisivi: il mio e quello di Hernandez lo sono stati nella partita contro il Cesena. La rete di Abel è stata importantissima, lui aveva tanta pressione dal dischetto. Comunque non sono un bomber, non mi pongo obiettivi per il numero di gol: ciò a cui penso è aiutare il più possibile la squadra. So di essere alto e forte, migliorerò anche nel colpo di testa: farò di tutto per condurre la squadra verso la promozione”. La rete su punizione segnata ai bianco-neri ha fatto ricordare qualche traiettoria disegnata da un altro attaccante rosanero del passato, Fabrizio Miccoli. Anche di questo tratta il nord-irlandese nel corso della disamina. “Non ho avuto modo di conoscerlo, ma so che è stato un grande giocatore a Palermo. Ho fatto un solo gol su punizione, devo continuare a segnare prima di essere considerato un tiratore importante. Per le battute da palla inattiva ho un esempio da seguire, si tratta di David Beckham. Fin quando giocava lho sempre seguito cercando di carpire i segreti di come battesse le punizioni. Da quando si è ritirato non seguo più nessuno anche perché lo ritengo un professionista unico nel suo genere nel battere le punizioni”. Nei suoi mentori e nel suo stile, Kyle Lafferty dà dimostrazione di voler custodire gelosamente questo suo esser ‘British’. È attaccato parecchio alla sua terra, una terra che lo ha visto militare nella Championship inglese, la serie B d’Oltremanica. “Quali sono le differenze tra la B italiana e quella britannica? Sono due campionati diversi, ho giocato nella B inglese quando ero molto giovane e mi ha permesso di confrontarmi con compagni che avevano giocato in Premier League. La Serie B la affronto negli anni della maturità, è molto più tecnica, più difficile. Ogni avversario cerca di dimostrare la propria forza cercando di giocare al massimo contro di noi”. La Serie B lui la sta sperimentando con il club rosanero, squadra di nuova generazione con modulo nuovo e allenatore giovane. “Gattuso ci sta indicando la strada giusta, sta mettendo tutta la sua pressione, il suo carisma e la volontà di fare bene. Non è importante il sistema di gioco, se giochiamo con il 4-2-3-1 o il 4-3-2-1 cambia poco. Limportante è che il gruppo possa creare occasioni e possa aiutarsi, perché questo può portarci ad ottenere vittorie su vittoria. Gattuso laveva detto alla vigilia che la vittoria ci avrebbe aiutato. Ci stiamo conoscendo meglio come gruppo, credo che la nostra sia la squadra da battere appena riusciremo ad affinare gli ultimi automatismi”. Al termine della conferenza stampa, c’è spazio anche per parlare dei tifosi rosanero, il cui apporto è stato provvidenziale per agguantare la vittoria venerdì scorso. “I tifosi a Palermo sono il 12° uomo in campo, lho capito per la carica che ci danno ogni volta che giochiamo in casa e venerdì scorso ne hanno dato dimostrazione. Mi fa piacere essere entrato così in breve tempo nel cuore dei tifosi”.

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