PRIMOPIANO: COSÌ IACHINI SFIDA IL PARMA

PRIMOPIANO: COSÌ IACHINI SFIDA IL PARMA

Le strategie del tecnico rosa

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di Claudio Scaglione

Parma in casa, Torino in trasferta, Sassuolo al Barbera e Atalanta a Bergamo. Saranno questi gli ultimi impegni per il Palermo di Beppe Iachini nel 2014. Quattro gare in cui ci si gioca una buona fetta di campionato e di salvezza: si tratta di squadre che – chi più, chi meno – possono essere considerate dirette concorrenti per la lotta a non retrocedere. Un mese di fuoco, ma il tecnico rosa vuole pensare alla singola partita. ‘Step by step, little by little’. Per ora la testa va ai ducali di Roberto Donadoni.

Parma non è quello che sembra. “Partita facile contro i ducali? Assolutamente no, dobbiamo rispettare sicuramente il Parma, è una squadra che poco meno di sette mesi fa ha raggiunto l’Europa League, solo per un cavillo burocratico non è riuscita a partecipare. La qualità dell’organico è importante, ci sono elementi di grande livello tecnico e un allenatore bravissimo come Donadoni. Al di là delle difficoltà che possono essere economiche ci sono tute le componenti per sapere che c’è una partita da affrontare con grande mentalità e attenzione. Se vengono meno questi fattori come sempre, possiamo avere delle problematiche. La squadra che affrontiamo è importante, hanno fatto una settimana di ritiro e quindi ci sarà anche una certa reazione. Per fare risultato ci vorrà una grande partita”.

Palermo, c’è un dato interessante. “Anche a Genova il Palermo ha fatto vedere il suo gioco e vuole continuare il suo trend. Continuiamo il nostro percorso di lavoro, di squadra e individuale. Cerchiamo di far crescere la nostra idea di calcio con spirito, atteggiamento e mentalità. Anche fuori casa lo stiamo facendo bene, dobbiamo continuare su quel percorso, convinti che abbiamo ancora margini di miglioramento per avere sempre risultati migliori. Dobbiamo essere più bravi a concretizzare, perché siamo la seconda squadra che tira più in porta. Si tratta di una statistica interessante, ma poi negli ultimi 25 metri dobbiamo fare gol, perché ciò ci permetterebbe di ottenere più punti”.

Dybala, fai scegliere al cuore. “Dybala in Nazionale? Deve essere solo il ragazzo a decidere in grande serenità. Le radici di un individuo le stabilisce solo l’individuo. La patria è la patria, la comanda il cuore, decide il cuore e basta. Dovrà decidere lui con grande serenità in base a quello che ha vissuto nella sua pur giovane età”.

Non è più il Palermo di Empoli. “Cosa si deve evitare per non ripetere una partita tipo quella con l’Empoli? Il campionato va avanti, sarebbe auspicabile avere sempre lo stesso tipo di filone di lavoro. Abbiamo comunque lavorato e la squadra sa cosa dovrà fare sul campo. Rispetto ad Empoli la squadra si è evoluta e questo dovrebbe aiutarci a sopperire anche al tipo di lavoro diverso fatto in settimana. Non ho avvertito segnali d’allarme”.

Condizioni di Rigoni e Bolzoni. “Stiamo cercando di recuperare certi elementi come Rigoni. Anche Bolzoni lo valuteremo nella rifinitura. Sceglieremo così chi andrà in campo dal primo minuto, anche se sapete bene come in ogni gara ci siano tante partite diverse”.

Parma, la differenza tra te e noi. “Dobbiamo continuare a dare continuità di risultati. Dobbiamo guardare al chilometro e non al metro, al chilometro ci pensa l’allenatore, ma la squadra deve guardare un impegno alla volta. Dobbiamo rimanere umili e concentrati senza pensare di aver capito tutto, altrimenti si fallisce, è una legge della vita. La voglia di passare a sinistra in classifica? Non dobbiamo pensare a questo, dobbiamo prendere tutti i nostri avversari con grande concentrazione e convinzione, fare sempre la partita perfetta. Se non facciamo così poi non possiamo essere all’altezza degli altri in partita. Noi per essere all’altezza degli altri dobbiamo fare tanto lavoro in più, perché anche nei confronti del Parma si vede una grande differenza a livello di numero di partite giocate in Serie A. La differenza è sostanziale. Dobbiamo ragionare così se vogliamo giocarcela con tutti”.

Visita di Conte. “Per noi è una gratificazione. Continuiamo a lavorare: l’attenzione fa sempre piacere. Antonio è un allenatore che riconosce il lavoro e attraverso il lavoro ha costruito la sua carriera, prima da giocatore e poi da allenatore. Ci è venuto a vedere perché è una persona che apprezza il lavoro, come detto. Questa attenzione deve motivare sempre di più i ragazzi”.

Makienok e Bamba out perché… “Come mai sono stati esclusi dalla lista dei convocati Bamba e Makienok? All’inizio sono state scelte tecniche, ma da qualche settimana Bamba ha qualche difficoltà fisica che sta risolvendo. Anche Makienok adesso ha qualche problemino fisico. Ma all’inizio sono state scelte tecniche. Non è che non si sono integrati, ma a livello di conoscenza, di inserimento nel nostro calcio, chi per un motivo, chi per l’altro, ha dei compagni davanti che hanno qualcosina in più. Noi cerchiamo durante la settimana lavorativa di portarli a una crescita ulteriore. Vedremo quella che sarà la crescita nel corso dei mesi per poterli inserire nella nostra squadra. Nessuno è fuori dai giochi a prescindere, guardate l’esempio di Vazquez. Ci stiamo lavorando sopra augurandoci una crescita costante. Spero solo che l’infortunio di Makienok non sia niente di grave e che possa continuare il suo percorso lavorativo”.

Tridente sì, ma… “Se sto pensando al tridente d’attacco? Sì, io ci penso sempre, mi piace tanto. Però preciso che un conto è che mi piaccia, un conto è schierarlo. In realtà io nella mia storia l’ho sempre schierato il tridente, magari qualcuno non lo sa. Però ogni squadra ha delle caratteristiche, ogni categoria ha il suo livello tecnico e ogni momento ha le sue problematiche. Col Parma? Col Parma lo decideremo di notte”.

Dybala, correggi gli errori. “Se c’è il rischio che un ragazzo giovane come Dybala venga travolto dal clamore attorno a lui? Io non gli faccio mai vedere le cose che fa bene, solo quelle brutte. Quando scivola perché usa i tacchetti sbagliati, quando non mette dentro il secondo gol. E’ un ragazzo pulito, che viene sempre al campo con grande umiltà. Ha voglia e passione di apprendere, vuole capire più in fretta possibile per avere ancora margini di crescita. Non gli abbiamo certo insegnato la fase difensiva, come scrive qualcuno. E’ uno che ha bisogno di stare vicino alla porta e acquisire i tempi giusti nei movimenti di squadra e individuali. Ci continuiamo a lavorare come lo facciamo con Belotti e gli altri ragazzi della squadra – precisa -. Fa un grande lavoro di rientro? Beh, sì, rientra nell’organizzazione di squadra che un ragazzo deve avere. Bisogna non dare riferimenti, è un vantaggio importante nei confronti degli avversari”.

Rigoni-Maresca, ok in coppia. “Vedremo mai Rigoni e Maresca insieme? Beh, ci può stare, come eventualità ci può stare. Anche domani? Sì, certo, ci può stare anche domani”.

Rinnovi Munoz-Barreto? Ecco ciò che so. “Il fatto che Munoz e Barreto non abbiano rinnovato quanto pesa? Il piano strategico e societario va di pari passo. Se si parla di rinnovo è evidente che c’è interesse nello staff tecnico di trattenerli. La società ha già iniziato i contatti coi procuratori, si sta portando avanti col lavoro, poi che ci si riesca in tempi brevi o lunghi, oppure non ci si riesca non dipende dall’allenatore. Io devo solo impegnarmi a mantenere alta la concentrazione partita dopo partita. Ci auguriamo che tutto vada per il meglio. L’eventualità di un pensiero negativo non è nella nostra testa e nel nostro cervello, dobbiamo pensare a un’evoluzione positiva. Più tardi ne riparleremo”.

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