Parma, parla Calaiò: “Più di una volta ho pensato di dire basta, spero di finire qui la mia carriera”

Parma, parla Calaiò: “Più di una volta ho pensato di dire basta, spero di finire qui la mia carriera”

Le dichiarazioni dell’esperto centravanti del Parma, Emanuele Calaiò, squalificato fino al 31 dicembre per slealtà sportiva

Estate turbolenta e ricca di emozioni contrastanti quella vissuta da Emanuele Calaiò.

Dalla felicità per la Serie A conquistata all’ultima giornata di B con la maglia del Parma all’ansia di perderla di nuovo, fino ai tribunali, il processo ed infine il sollievo: sessanta giorni di tormenti per gli SMS finiti agli atti per la denuncia di Filippo De Col, amico e compagno di squadra del centravanti 36enne ai tempi dello Spezia, come tentativo di illecito sportivo e derubricato in seguito a slealtà sportiva, costato quindi cinque mesi di squalifica (che scade il 31 dicembre) al giocatore palermitano ed una multa di ventimila euro, a fronte di una richiesta da parte della Procura Federale che aveva invece chiesto la retrocessione del club crociato o, in alternativa, una penalità da scontare nel campionato corrente.

Un turbinio di sentimenti e paure che hanno portato l’Arciere della formazione ducale a pensare anche di smettere con il calcio giocato, come lui stesso racconta e ammette nel corso di un’intervista concessa al noto quotidiano sportivo piemontese Tuttosport. Di seguito un breve estratto delle sue dichiarazioni.

Più di una volta ho pensato di dire basta. A volte ero positivo, in altre mi facevo prendere dallo sconforto e dalla rabbia. Sentire tanti opinionisti, anche ex giocatori, che si pronunciavano senza conoscere me e senza conoscere i fatti mi dava fastidio. Ho anche detto: non ce la faccio più ma nella mia testa il più delle volte pensavo ‘Io non ho fatto niente, devo dimostrare che posso tornare a giocare a calcio e togliermi delle soddisfazioni’. Sono un professionista, sono stato capitano, leader…Cancellare tutto questo sarebbe ingiusto. I miei compagni mi hanno sostenuto. Ho detto più volte a loro che mi dispiace. Lo dico anche ai tifosi, li capisco. Dalla società alla squadra, passando per staff medici, massaggiatori, magazzinieri, tutti mi sono stati vicini. Certe cose non le dimentico. Sto vivendo male, non è facile. La prendo come se avessi un infortunio di cinque mesi. Mi sento come un ragazzino, come se fosse la mia prima stagione nei professionisti. Penso a quello. Gli acciacchi ci sono, sì, ma non mi fermeranno. Che sia in A o in B. Per me sarebbe bello finire la carriera a Parma, vorrei restare, sono stato protagonista della cavalcata in Serie A, però capisco il club. In ogni caso non dimenticherò mai questa piazza e se ci sarà l’opportunità di rimanere in questa grande famiglia in futuro ne sarei lieto“.

(Parma, D’Aversa: “L’impatto con la Serie A è stato difficile. Il nostro obiettivo? Vogliamo conquistare la salvezza…”)

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