Zauli: “Vazquez, tue giocate mi incantano. Ma ho un consiglio per te. Su Zamparini-Iachini…”

Zauli: “Vazquez, tue giocate mi incantano. Ma ho un consiglio per te. Su Zamparini-Iachini…”

Le parole dell’ex numero 10 del Palermo.

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Zamparini in estate è stato chiaro. “Riesco a tenere Franco Vazquez fino a giugno 2016, poi dovrà andar via. Non posso tappargli le ali”. Il volo del Mudo, il salto di qualità tanto atteso, avverrà dunque tra qualche mese. Sì, e al riguardo vi sono pochi dubbi. L’ex Belgrano al termine della stagione corrente lascerà Palermo ed il Palermo. E la destinazione sembra proprio essere quella rossonera. Il Milan vuole fare sul serio. Una trattativa che sarà condotta personalmente dal patron, Silvio Berlusconi. Il pubblico palermitano, però, si aspetta ancora tanto dall’italo-argentino. Il gol latita. Punto fermo della squadra di Beppe Iachini, Vazquez adesso è chiamato a tornare protagonista. E chi con la maglia rosanero è esploso alla sua età è stato Lamberto Zauli che – intervistato dal ‘Corriere dello Sport’ – ha parlato del numero 20 e di altre tematiche.

Vazquez, ecco perché la gente ti critica – “Lo adoro e lo seguo in tv perché le sue giocate mi incantano. Guardi il Palermo e speri che la palla passi sempre da lui per vedere cosa inventerà. Lo spettacolo lo fanno i giocatori con le sue doti. Maledizione o fortuna essere così? A me è piaciuto da morire. Gli occhi puntati addosso, valutazioni alte, guadagni superiori. Però anche le pretese diventano maggiori. Dal dieci non ci si aspetta una prestazione anonima. Prendiamo Vazquez. La gente non gli vuole male, se lo boccia, è perché lo vede sempre e comunque protagonista. Segno di un amore infinito e della speranza che tirerà il Palermo fuori dai guai. Allora deve guardare sempre il bicchiere mezzo pieno non quello delle critiche. Glielo dico per esperienza. Quel numero ti condanna ad essere sempre decisivo”.

Sul ruolo del Mudo – “Vaquez può indossare qualsiasi maglia, le sue qualità sono da dieci moltiplicato per dieci. La cosa più gratificante per uno come lui è vedere che i compagni pendono dai suoi piedi. Se giocasse di più a tutto campo e dove c’è meno pressione, potrebbe segnare un sacco di gol. Contro l’Empoli, le volte che è tornato nelle retrovie per guadagnare palla, poi si è presentato in area di rigore. Devastante. Nel nostro calcio, lo facciamo giocare davanti la porta pensando che non sia in grado di difendere. In Europa vediamo che questi giocatori sono delle vere mezze ali. Se a Vazquez si fa capire che è potenzialmente forte in ogni zona del campo, diventa un marziano”.

Crisi Vazquez – “I numeri dieci sono incostanti per definizione perché cercano le cose più difficili, dribbling e ultimo passaggio. I più bravi abbassano la percentuale degli errori. Avete presente Messi? Lazaar, ad esempio, per caratteristiche, non potrà mai fare il tocco in più, la palla va data a Vazquez. E’ un fuoriclasse, ma contro l’Empoli non ha giocato da leader. Ho visto un atteggiamento indolente che non può permettersi. E’ lui l’esempio. Il dieci o il venti che sia non può fare finta di rincorrere l’avversario. La crisi di Vazquez è di responsabilità. Non può pensare al pubblico o alla stampa, i compagni si aspettano sempre la giocata vincente. Gli allenatori si aspettano sempre qualcosa in più da un numero 10? Nessuno te lo spiattella in faccia ma si intuisce da come si preparano le partite e dall’invito a passarti immediatamente il pallone. Messaggi indiretti dai quali ti rendi conto che sei il dieci e che devi lasciare l’impronta. Ho portato dietro con orgoglio l’etichetta dello Zidane della B e del Triveneto, mi chiamavano il principe per il mio modo di essere. Ho sempre avuto equilibrio e a 44 anni mi si riconosce soprattutto quello, perché il calciatore diventa storia e l’uomo rimane e va apprezzato. Questo è il complimento più bello che possa ricevere. Ho letto qualche intervista e Franco la pensa allo stesso modo”.

Palermo, che ricordi – “Un episodio che mi appartiene? Al Renzo Barbera, contro il Verona, subimmo gol dopo venti minuti e alla ripresa del gioco palla al piede puntai dritto verso l’area di rigore avversaria saltando uno, due, tre giocatori prima di ricevere fallo. Corini mi esortò: ‘Bravo, sono sicuro che ribalteremo il risultato’. Infatti Toni segnò tre gol. Avevo provato con un gesto a trascinare la squadra e Corini mi aveva letto nel pensiero. Una delle cose più belle che mi siano rimaste. Da Vazquez contro il Chievo mi aspetto lo stesso comportamento”.

Su Gilardino – “Gilardino non è Dybala, Dybala e Vazquez coppia da Milan o Juventus e da scudetto, senza nulla togliere a Gilardino. Vazquez dovrà farsi carico anche del Dybala che non c’è più. Gilardino è solo un finalizzatore. Che Vazquez ritrovi un compagno giovane e affamato, che si muova a tutto campo con la classe di Dybala, mi sembra almeno per ora impossibile”.

Futuro a tinte rossonere? – “Vazquez da Milan? Per talento, se gioca Honda nel Milan, mando in campo Vazquez con le scarpe da ginnastica. Ho letto le ultime di Zamparini: dopo giugno Franco andrà via, al migliore offerente. Sbagliato. Così l’attenzione in campo si abbassa”.

Zamparini vs Iachini – “Con Zamparini ho vissuto una vita. E’ il suo modo di essere. Adesso mi pare che stia andando oltre. Una minaccia di licenziamento continua, un talk show in diretta. Eccessivo quello che si sta costruendo attorno a Iachini e alla squadra. Iachini meriterebbe rispetto e modi più garbati a prescindere dalla scelta che Zamparini farà, se la farà. E comunque Iachini ha fatto il massimo. Non debbo schierarmi da una parte o dall’altra. Beppe o chi per lui non merita questo trattamento. Ci vuole la giusta pazienza. Palermo-Chievo non è la sfida ultimativa. Basta una vittoria per tornare a centro classifica”.

Un voto al Mudo – “Nove. Il dieci quando avrà salvato il Palermo. E Iachini. Per il feeling che si è creato tra i due, per senso di riconoscenza. Vazquez dovrà dare tutto e di più. Con mentalità e atteggiamento del trascinatore. Poi avrà la coscienza a posto. Io ero lo Zidane dei poveri lui è divino come Baggio. Il divin Mudo. Vazquez è Vazquez. Unico e nuovo nel panorama del calcio. Un giorno altri si paragoneranno a lui, futuro dieci della Nazionale. E collezionista di pali? (scherza, ndr) Una grande mira. Se ne colpisce tanti, significa che tira un sacco di volte. Di recente, ha segnato poco, il gol di Bologna vale triplo. Deve sapere che la gente non gli vuole male, lo vorrebbe protagonista. Mi auguro che non sia questione di mercato. Pressioni? Deve conviverci. E per proteggere l’allenatore farsene carico”.

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