Tv: il giornalista Alessandro Amato lascia Tgs e scrive una lettera su Facebook

Tv: il giornalista Alessandro Amato lascia Tgs e scrive una lettera su Facebook

L’emittente televisiva siciliana Tgs, attualmente in stato di crisi, ha perso uno dei volti storici che da anni caratterizza l’informazione sportiva sul Palermo. Il giornalista Alessandro Amato,.

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L’emittente televisiva siciliana Tgs, attualmente in stato di crisi, ha perso uno dei volti storici che da anni caratterizza l’informazione sportiva sul Palermo. Il giornalista Alessandro Amato, infatti, ha deciso di interrompere la sua collaborazione con la testata siciliana, lasciando le conduzioni della trasmissione domenicale “Tgs Studio Stadio”, quella del lunedì “Tgs Studio Sport”, la trasmissione radiofonica “Il bar dello sport” e la collaborazione giornalistica con il telegiornale quotidiano. Pubblichiamo di seguito la lettera di Alessandro Amato con cui ha spiegato ai telespettatori il suo addio a Tgs dopo lunghi anni di intensa collaborazione.
Tgs Studio Stadio è rimasta orfana anche del gruppo di collaboratori storico di Amato che ha scelto di non andare avanti per solidarietà con il collega e amico. Hanno lasciato, infatti, anche Eliana Chiavetta e il comico Ivan Fiore. La trasmissione della domenica è stata affidata alla conduzione del giornalista Salvatore Fazio, mentre quella del lunedì a Giovanni Di Marco.
Dal 12 gennaio scorso, a causa della crisi, 13 tecnici dell’emittente sono stati messi in cassa integrazione con il decurtamento dello stipendio del 50%.

“Lascio Tgs.
A metà gennaio ho incontrato per la prima volta il mio datore di lavoro, l’editore. Incontro avvenuto dopo venticinque anni di attività nella sua azienda: ottomila articoli (non è un modo di dire) per il Giornale di Sicilia, oltre mille trasmissioni (non è un modo di dire) a Tgs. Gli ho fatto notare che mi sembrava strano aver atteso così tanto tempo per parlargli. Mi ha risposto che “può capitare” e, in effetti, aveva ragione.
Abbiamo parlato di strategie e di programmi, del presente e del futuro e ho ascoltato una serie di proposte contrattuali e organizzative improponibili. Mi sono reso conto che abbiamo idee opposte, ambizioni opposte, speranze opposte, professionalità opposte. Due modi opposti di concepire impegno, produttività e rapporti tra datore di lavoro e lavoratore.
Potrei raccontare cosa è stato detto e fatto negli ultimi due mesi a Tgs: guadagnerei tanti consensi ma non sarebbe giusto perché, comunque, è stata un’avventura stupenda, in particolare negli ultimi dieci anni con i risultati del programma domenicale che hanno superato abbondantemente anche le mie ambizioni.
Adesso, davanti a me, vedo un solo obiettivo: ripartire da zero e provare a far qualcosa di dignitoso anche lontano da Tgs”.

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