Simone Barone: “Ho rifiutato la Juventus per rimanere al Palermo. Che emozione quel gol di Brienza nel 2005!”

Simone Barone: “Ho rifiutato la Juventus per rimanere al Palermo. Che emozione quel gol di Brienza nel 2005!”

Le parole dell’ex rosanero

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Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Tuttojuve, l’ex rosanero Simone Barone ha detto la sua sul match di domenica sera, Palermo-Juventus, ricordando anche qualche confronto del passato. “L’1-0 firmato da Franco Brienza? Quella è stata una delle situazioni più belle della mia carriera calcistica. Nel 2005 il Palermo era una grande squadra ed eravamo un bel gruppo, di fronte avevamo una corazzata. Era sera, lo stadio era stracolmo e la Juventus ritornava per la prima volta a Palermo dopo tantissimi anni – ha ricordato -. Vincemmo meritatamente e, quella contro i bianconeri, fu la più bella partita che disputai nei due anni trascorsi in rosanero. Juve? A quel tempo era veramente una squadra molto forte e piena zeppa di campioni. C’erano Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Nedved, Del Piero, Trezeguet e tanti altri. Io vicino alla Juventus? Quando ero a Palermo, nella stagione 2005-2006, fui molto vicino alla Juventus. Nel gennaio del 2006, il club bianconero fu molto vicino al mio acquisto perché il loro centrocampo aveva qualche acciacco (Emerson aveva la pubalgia) e mi sarei dovuto trasferire il giorno dopo della sfida giocata proprio contro la Juventus persa per 2-1 con doppietta di Mutu. Giocai bene e probabilmente convinsi Zamparini che, forse non più convinto da qualche giocatore proposto in scambio, ventiquattr’ore dopo mi disse che non mi avrebbe più ceduto. Fa parte del gioco. Ero felicissimo dell’interesse bianconero, ma era il periodo in cui giocando a Palermo ero nel giro della Nazionale e avevo molto paura di perderla. In rosanero ero titolare, alla Juve non lo sarei mai stato perchè avevo grandi campioni davanti a me. Il fascino della Vecchia Signora e il fascino di giocare in Champions League era grande, ma alla fine è andata così. Mi sono guadagnato la chiamata tra i ventitre che parteciparono al Mondiale in Germania. Forse era destino”.

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