Sensibile-Mediagol: “La qualità del lavoro di Lupo resta sotto gli occhi di tutti. Fabio uomo e dirigente di spessore raro ma qualcuno…”

Sensibile-Mediagol: “La qualità del lavoro di Lupo resta sotto gli occhi di tutti. Fabio uomo e dirigente di spessore raro ma qualcuno…”

Il sollevamento dall’incarico dell’ex ds del Palermo, Fabio Lupo, analizzato dall’ex dirigente del Novara Pasquale Sensibile in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it

di Mediagol77, @Mediagol

Il sollevamento dall’incarico dell’ex direttore sportivo del Palermo, Fabio Lupo, ha destato stupore e non poche perplessità tra opinione pubblica ed addetti ai lavori.

La qualità dell’opera professionale prestata nel corso del suo mandato dal dirigente abruzzese è oggettivamente innegabile.

Progettazione ed allestimento dell’organico capace di conquistare il primato nel girone di andata, restando comunque in piena corsa attualmente per la conquista della promozione diretta nonostante il blackout di gioco e risultati di febbraio, sono chiaramente ascrivibili al merito dell’ex dirigente rosanero, di concerto con Bruno Tedino e con l’avallo del patron.

Ciò nonostante, Fabio Lupo è stato individuato da Maurizio Zamparini come inopinato capro espiatorio di una crisi che aveva ben altre matrici e le cui responsabilità andavano quantomeno condivise tra tutte le parti in causa.

Sul tema si è espresso, in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it, l’ex direttore sportivo di Novara e Sampdoria, Pasquale Sensibile che proprio con il dirigente abruzzese ha condiviso una importante esperienza professionale proprio sotto la lanterna, sponda blucerchiata.

Non mi permetto di giudicare la scelta del presidente Zamparini, primo perché non mi interessa farlo e poi perché non avrei gli elementi per farlo. Quello che voglio assolutamente esprimere è il io giudizio su Fabio Lupo: in prima battuta come uomo, persona di una serietà e onestà intellettuale non comune in questo ambiente, trasparente, motivato e che ha saputo fare la gavetta. Ha saputo superare bene un momento in cui il calcio quasi ti espelle e ti dimentica, ha avuto l’opportunità di rientrare in una piazza ambiziosa come Palermo e credo che il suo lavoro fosse e debba rimanere sotto gli occhi di tutti. Resta indiscutibile è il valore dell’uomo e del professionista Fabio Lupo e della qualità del lavoro che ha svolto. Oggi come oggi, salvo qualche caso, i direttori sportivi sono mediamente dei professionisti non trattati come tali, ma non sto parlando del Palermo. Sono dei team manager leggermente più evoluti dal punto di vista tecnico, perché adesso i presidenti tendono direttamente ad interloquire con gli agenti e con gli intermediari dei calciatori. Un direttore sportivo come Fabio Lupo che rilascia certe dichiarazioni, se lo ha fatto, non credo sia una persona che spara nel mucchio e sono sicuro che lo avrà fatto a ragion veduta e quindi, probabilmente, il fatto che lui avesse instaurato con il presidente un rapporto, per cui in questi mesi palermitani ha operato in totale autonomia, non è escluso che questa abbia cozzato con l’autonomia che rivendica qualcun altro. Questo qualcun altro però, quando si perdono le partite, resta tranquillo e sereno sul divano di casa.

MERCATO GENNAIO – Il mercato invernale del Palermo? E’ sempre tutto molto soggettivo, credo che si debbano vivere le situazioni quotidiane perché bisogna capire in che modo si vuole rinforzare la squadra che presumibilmente dovrebbe andare in A, bisogna capire in quale misura bisogna intervenire perché ci si è accorti che, nonostante il primato in classifica, ci sia qualche scompenso. Sono tantissime le variabili che i direttori sportivi devono affrontare, bisogna  capire in che misura l’allenatore partecipa alla costruzione dell’organico, se ci sono stati dei dettami dall’alto. Con Fabio Lupo ho anche lavorato alla Sampdoria, in quel caso arrivò nel mio staff come responsabile del settore giovanile, però condividevamo spesso il quotidiano. So per certo che non lascia nulla al caso e che ama curare i particolari e quindi se aveva proposto alla società di fare delle operazioni lo avrà fatto di certo con cognizione di causa. Se Fabio Lupo ha pagato perché non andava bene quello che era stato fatto, non era certo l’unico responsabile”.

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