Rispoli: “Da bambino ero un attaccante, mio idolo era Weah. Il Parma non credeva in me. Palermo? La mia fortuna”

Rispoli: “Da bambino ero un attaccante, mio idolo era Weah. Il Parma non credeva in me. Palermo? La mia fortuna”

“Io nato lo stesso giorno di Berlusconi e Schevchenko? Milanista e calciatore, scelgo Schevchenko. Ma il mio idolo da bambino era Weah. A quei tempi giocavo nel ruolo di attaccante”. Lo ha detto.

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“Io nato lo stesso giorno di Berlusconi e Schevchenko? Milanista e calciatore, scelgo Schevchenko. Ma il mio idolo da bambino era Weah. A quei tempi giocavo nel ruolo di attaccante”. Lo ha detto Andrea Rispoli, intervistato dal Corriere dello Sport. L’esterno del Palermo, sbarcato in Sicilia a gennaio, ha ripercorso le tappe della sua carriera. “Sono cresciuto nell’Alba Cavese, sono poi passato alla Salernitana e dopo il fallimento ho rischiato di rimanere fermo. Poi ho fatto un provino con il mitico Luciano De Paola, ma nella Primavera non c’era spazio. Così, mi presero alla Berretti, senza soldi né convitto – ha dichiarato Rispoli -. Rimasi da mio zio per un anno circa, a Brescia, e cominciai a giocare nel ruolo di esterno. La delusione più grande della mia carriera fu quando la Sampdoria non mi riconfermò, dovetti ripartire da zero a Padova. Forse neanche il Parma credeva in me, partivo sempre dalla panchina. Per fortuna il Palermo mi ha accolto, sono stato bravo e mi hanno premiato”.

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