Rajkovic: “Passo le mie giornate al campo, sono il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Sulla situazione societaria…”

Rajkovic: “Passo le mie giornate al campo, sono il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Sulla situazione societaria…”

Le dichiarazioni del difensore serbo del Palermo, Slobodan Rajkovic

Parla Slobodan Rajkovic.

Nonostante il lungo periodo passato in infermeria, a causa di infortuni significativi che lo hanno tenuto lontano dal terreno per più di 500 giorni, come la lesione del ginocchio destro in aggravamento di condropatia femoro-rotuleo – rimediata lo stesso anno della frattura al naso -, il difensore serbo, è diventato una pedina fondamentale del club di Viale del Fante: il classe 89′, infatti, è dei titolari inamovibili della difesa di Roberto Stellone.

 Sbarcato a Palermo nell’agosto del 2016, Rajkovic, è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, per ringraziare se stesso e tutti i protagonisti delle sua rinascita calcistica.

Di seguito, le sue dichiarazioni.

“Il primo ringraziamento, intanto, va a me stesso. Poi a mia moglie che mi ha sopportato così meticoloso e intransigente come sono. A Tedino e Stellone e ai loro collaboratori, al medico e alla sua equipe e a chi pensava che non avrei più giocato e che prendevo soldi senza fare niente. A volte la gente non capisce cosa si nasconde dietro a un infortunio. Passo le mie giornate al campo, 6 o 7 ore tra allenamenti, terapie, lavoro extra. Sono il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via. Situazione societaria? Abbiamo capito il momento, la nostra vita sportiva scorre tranquilla, siamo concentrati sul campo e i risultati lo dimostrano. Non basta avere qualità e giocatori eccellenti. Tutti siamo importanti. Decisive mentalità vincente e continuità. Da dimostrare in ogni occasione”.

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