PRIMOPIANO:ROSA BELLI E STREMATI, PARI OK

PRIMOPIANO:ROSA BELLI E STREMATI, PARI OK

di Leandro Ficarra
.

Commenta per primo!

di Leandro Ficarra

La quinta vittoria consecutiva non è arrivata. Ciò nonostante, il punto ottenuto nel turno infrasettimanale contro il Siena di Mario Beretta costituisce l’ennesimo passo importante verso il perseguimento dell’obiettivo finale. Il pari maturato al “Barbera” contro la formazione toscana può essere accolto con legittima soddisfazione in casa rosanero. Un risultato comunque positivo in virtù del valore dell’avversario e dei relativi riflessi in classifica. Le sconfitte di Empoli e Lanciano, sorprese da Varese e Crotone, consentono agli uomini di Iachini di allungare il margine sul secondo posto mantenendo inalterato il vantaggio sulla terza posizione adesso occupata dal Trapani in condominio con i calabresi guidati da Drago. L’equilibrio che regna in zona play off e la discontinuità delle principali contendenti fanno il gioco del Palermo anche in una giornata in cui non si è riusciti a conquistare l’intera posta in palio.

Lodevole il primo tempo giocato dall’undici rosanero. Palermo intenso, tonico, aggressivo. Concentrato, arrembante ed al contempo fluido e lineare nel dipanare le sue trame sia in ampiezza che in profondità. Forte nella testa la squadra di Iachini, nell’assorbire subito la mazzata del vantaggio senese firmato Rosseti, reagendo d’impeto e riequilibrando il punteggio grazie ad una sponda caparbia e fortunata di Lafferty su uscita improvvida di La Manna. Il gigante ex Sion è stato sponda e splendido terminale dell’assalto rosa fino al termine della prima frazione: solo un miracolo del portiere toscano prima, ed un palo beffardo su uno splendido sinistro poi,  gli hanno negato doppietta e sorpasso sui bianconeri. Vistoso il calo di ritmo e qualità nella ripresa. Due gare in tre giorni pesano sulle gambe e nella testa.

Seppur denotando una generosa supremazia territoriale i rosa non hanno impensierito più di tanto gli uomini di Beretta nei secondi quarantacinque minuti. Col trascorrere del tempo crescevano densità ed attenzione in fase di non possesso da entrambe le parti. Nonostante qualche potenziale sussulto, e gli ingressi nel finale di Belotti ed Abel, fatica e scarsa lucidità prendevano comprensibilmente il sopravvento ed il triplice fischio ratificava la divisione della posta.
Iachini ha confermato il suo canonico 3-5-1-1 varando un mini turn over. Milanovic ha lasciato il posto a Terzi nel reparto difensivo, Stevanovic si è ripreso la maglia da titolare sulla corsia di destra a scapito di Pisano. Lazaar confermato sul binario mancino, Maresca a dirigere le operazioni in zona nevralgica con Barreto e Bolzoni indomiti gladiatori al suo fianco. Lafferty è il terminale offensivo che affianca l’estro cadenzato del “Mudo” Vazquez.

L’avvio del match è stato gradevole. Il Palermo piace per l’intensità e la ferocia con cui pressa alto il suo avversario. Al recupero della sfera segue una transizione rapida ed armoniosa, con Lazaar e Stevanovic a spingere sugli esterni, Vazquez a galleggiare tra le linee e Lafferty a proporsi come dinamico riferimento, perfetta sintesi di fisicità ed intelligenza calcistica. L’azione rosa sfuma spesso per l’imprecisione nella rifinitura, che sia essa un cross o una verticalizzazione. Lazaar e Stevanovic hanno arato le rispettive corsie con la consueta audacia nel corso di tutto il primo tempo ma non hanno mostrato nell’uno contro uno la brillantezza dei giorni migliori.

Il Siena, schierato con un elastico 3-4-3 , si è difeso con ordine ed è ripartito con buona qualità. Vergassola e Pulzetti garantivano a Beretta dinamismo e geometrie, Angelo rapidità e percussioni sul binario destro, Rosina, Spinazzola e Rosseti componevano un tridente discreta sintesi di fantasia ed incisività. Proprio da un assist in verticale di Spinazzola per Rosseti nasceva il vantaggio senese, viziato in partenza da un controllo con il braccio ad opera dell’autore del gol.

Troppo passiva ed inerme la linea difensiva rosa nella circostanza: imbucata pregevole ma leggibile quella del numero 24 bianconero, un po’ troppo larghe le maglie di Terzi ed Andelkovic, bucati dal giovane bomber di Beretta.  Unica, fatale, leggerezza di un reparto confermatosi solido. Bella la reazione immediata e veemente dei rosanero. Ritmo e coralità di manovra hanno consentito di schiacciare il Siena fino all’intervallo. Gol di Lafferty, forcing continuo ed almeno altre due clamorose occasioni. Pareggio casuale nella dinamica ma meritato per volume e qualità di gioco. Un gioco che adesso è tangibile ed esteticamente gradevole anche nello sviluppo della fase offensiva. Una fase che denota trame codificate e dei sincronismi nei movimenti che schiudono spazi sia sull’esterno che in verticale. Il buon esito della giocata è chiaramente subordinato alla qualità dei singoli ed alla lettura degli avversari, ma traspare nitida l’esistenza di automatismi e temi chiave nello sviluppo della manovra che coinvolgono l’intero collettivo. Le ultime energie degli uomini di Iachini si sono infrante su una straordinaria parata di La Manna su testa di Lafferty e sul palo timbrato dallo stesso numero 18 rosa a fine primo tempo.
Inevitabile e prevedibile il calo fisico nella ripresa. Esauritasi la spinta di Lazaar e Stevanovic sugli esterni, con gli stantuffi rosa comprensibilmente esausti, la manovra rosa si è un po’ aggrovigliata. Anche Vazquez , per doti e caratteristiche l’unico che può accendere la luce sulla trequarti, si è sfiancato e spento col trascorrere dei minuti. Il giro palla di Maresca e compagni si è così infranto sulle linee senesi, con la squadra di Beretta che si raccoglieva sorniona in attesa di una ripartenza letale a cui il Palermo saggiamente non prestava il fianco.

Encomiabili come sempre i gregari di lusso Barreto e Bolzoni. Gli unici che sembrano aumentare i giri parallelamente allo scorrere del cronometro. Pressing, raddoppi di marcatura, filtro, perfino costanti inserimenti offensivi nella partita del capitano. Giallo pesante per lui che gli costerà la squalifica.  Chilometri, sagacia tattica ed un prezioso contributo alla cucitura della manovra per il barbuto mediano di Iachini, che ha sfiorato il jolly con un destro dalla distanza nel finale. I cambi, forse un po’ tardivi del tecnico marchigiano non hanno mutato l’inerzia del match.
Belotti ed Abel non hanno avuto modo e tempo di entrare in partita, così come Pisano. Ancora undici tappe al traguardo. Primato saldo, buone indicazioni ed una conferma: da qui alla fine il Palermo dovrà temere solo sé stesso.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy