PALERMO VOLA, CAPOLAVORO IACHINI

PALERMO VOLA, CAPOLAVORO IACHINI

di Leandro Ficarra
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di Leandro Ficarra
Una cavalcata entusiasmante. Il campionato del Palermo assume sempre più i contorni di un dominio, un incedere sicuro e travolgente verso il meritato traguardo.

Ancora una vittoria, la quinta in sei partite, l’ottava perla esterna di un gruppo che, sempre più consapevole della sua forza, annichilisce gli avversari con perfette interpretazioni tattiche e motivazionali. Anche il successo conseguito a Varese, griffato dalle prodezze individuali di Vazquez, Belotti e Sorrentino, è figlio di una brillante lettura strategica del match del tecnico Beppe Iachini.

Chiamato a compiere scelte importanti, in virtù dell’assenza di capitan Barreto, del terzo impegno settimanale e della tipologia di avversario, il mister rosanero ha ancora una volta fatto centro. A dieci giornate dal termine l’Empoli resta a distanza di sicurezza ed il margine sul terzo posto, al momento di undici punti, potrebbe addirittura aumentare in caso di mancata vittoria del Crotone nel lunch match domenicale contro la Ternana.

Personalità, equilibrio, qualità. Queste le virtù linfa dell’anima di questa squadra. Personalità subito imposta in avvio di gara, quando al culmine di ripartenze ben orchestrate, il Palermo ha calciato ben tre volte verso Bressan con Dybala e Lafferty. Equilibrio, tattico e mentale, quando a causa di una pennichella difensiva, il Varese trovava il vantaggio con Pavoletti. Qualità nelle giocate di Vazquez, nell’ennesimo acuto aereo del bomber Belotti, nelle parate decisive di Sorrentino. Momenti focali che hanno scritto il risultato finale in favore dei rosa.

Per caratteristiche dei singoli ed atteggiamento tattico, il Palermo visto oggi non è stato il complesso dal gioco brillante ed armonioso ammirato nelle scorse settimane. O meglio lo è stato solo a sprazzi. Per l’occasione la compagine di Iachini ha indossato a tratti la tuta da lavoro, ha saputo remare e lottare al pari del tignoso avversario. Ha vinto di forza, con acume ed  astuzia. Compattandosi, quando serviva, per inaridire i temi lombardi e riproponendosi con raziocinio e qualità. Colpendo al momento giusto con i suoi fini stoccatori e congelando il vantaggio come si conviene ad una grande squadra.
Leggendo l’undici iniziale proposto da Iachini si captano le sue intenzioni. Lazaar e Stevanovic vengono lasciati a riposo. E non solo perché a corto di energie. Il tecnico rosa punta sulla gamba e la disciplina in copertura di Pisano e Daprelà sulle corsie. A loro il compito di arginare la tecnica in velocità di Oduamadi e Di Roberto, che, insieme a Calil, formano il tridente che galleggia alle spalle della boa Pavoletti. I tagli degli esterni alti lombardi, imbeccati dai cambi di fronte di Corti e Blasi, piuttosto che dalle sponde aeree del centravanti ex Sassuolo, sono frecce pericolose all’arco di Sottili. Gol a parte, Pavoletti si è dimostrato prima punta di valore, forte di testa e bravo e stanare i centrali rosa per innescare gli inserimenti dei compagni.

Iachini blinda le corsie con due esterni difensivi, non vuole inferiorità numerica sulle sovrapposizioni frequenti di Grillo e Fiamozzi.
La qualità il tecnico rosa la ricerca centralmente, sostituendo Barreto con Vazquez, confermando Maresca playmaker con il solo Bolzoni ad interdire, e puntando su Dybala a supporto di Lafferty. Il 3-5-2 schierato in partenza, si trasforma in realtà in un 3-4-2-1 in fase offensiva, con il principito che agisce più da trequartista che non da seconda punta. Lafferty terminale e sponda, con i due argentini che si buttano dentro centralmente creando superiorità numerica nell’uno contro uno. Il giochino funziona subito e nei primi dieci minuti il Palermo spaventa Bressan per tre volte portando al tiro due volte Dybala ed una il nordirlandese.

A sorpresa passa il Varese: sponda aerea di Oduamadi e linea rosa che sale male lasciando Pavoletti libero di correggere in rete da due passi.
Il Palermo non fa una piega. Ricomincia a tessere la sua tela, divora due gol con Vazquez, perfetto nei tempi di inserimento su assist di Lafferty ma impreciso nella finalizzazione. El Mudo si riscatta al minuto 31: su una delle rare sortite esterne, Pisano chiude l’uno due con Bolzoni e crossa teso, Daprelà centra Bressan e Vazquez ribadisce in gol.
La ripresa si apre con l’ingresso di Belotti che rileva Dybala. La manovra rosa acquisisce subito profondità. Non una questione di valore, ma di caratteristiche. Questo ragazzo bergamasco è una prima punta vera, un centravanti di razza, senza se e senza ma. Lo vedi da come si muove, dalla ricerca ossessiva della profondità, dalla ferocia nell’attaccare le linee difensive dritto per dritto. Lo stile della sua corsa rivela il suo dna calcistico. Non elegante e dinoccolato ,ma cattivo, secco, risoluto. Da goleador. Forza, esplosività, potenza. Doti che gli consentono di bruciare gli avversari in progressione e nello stacco. Il fiuto di quei bomber prodigio che non vedono la porta, la sentono. Così al minuto 64, il corner arcuato di Vazquez diventa oro per il gallo che vola in alto e schiaccia in rete i cattivi pensieri.  Poco dopo il numero trenta rosa calcia troppo centrale su invito di Maresca. Il Varese ha cuore e corsa e non molla un millimetro. Sorrentino rimedia da par suo con una parata salva risultato su incornata di Rea. Sottili butta nella mischia Zecchin, Forte e Tremolada. Iachini richiama Lafferty e rinforza gli ormeggi con Ngoyi. Ancora il portierone rosa miracoloso su Pavoletti sotto misura. Dentro anche Milanovic per guadagnare centimetri in the box.

Lascia il campo un buon Maresca, che ha distribuito diligentemente la sfera, dando ordine e linearità alla manovra. Belotti fa innervosire i suoi controllori che vanno anzitempo sotto la doccia: prima Rea lo colpisce violentemente alla testa, quindi Blasi lo stende guadagnandosi il secondo giallo. Trionfo rosa sotto lo spicchio dei tifosi palermitani giunti al “Franco Ossola” spettatori ed al contempo protagonisti di un’altra giornata da incorniciare.

La gestione delle risorse tecniche, la versatilità strategica, la lettura della gara in corsa. La settimana appena trascorsa credo sia fedele sintesi della qualità del lavoro di mister Iachini. Conferire solidità ed equilibrio difensivo. Evidenziare le criticità in fase propositiva, suggerendo i giusti correttivi in sede di mercato. Rilanciare giocatori, demotivati ed ai margini. Inserire i nuovi innesti trovando inedite armonie e coralità nei temi offensivi. Gestire al meglio energie e psiche del gruppo, offrendo a tutti la possibilità di dare il proprio contributo e sentirsi compartecipi del progetto. Questi gli innegabili meriti del tecnico marchigiano. Il Palermo è certamente una squadra molto più forte delle contendenti guidata fin qui in maniera impeccabile.

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