PRIMOPIANO: ZAMPARINI CONTRO TUTTI

PRIMOPIANO: ZAMPARINI CONTRO TUTTI

L’intervista al patron friulano

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di Claudio Scaglione

“Di salute sto molto bene, ma da italiano sto molto male”. Maurizio Zamparini è avvilito: il presidente del Palermo prova disgusto nei confronti delle manovre del Paese. “Sono triste, l’Italia è alla deriva e stanno facendo di tutto per affogarlo ancora”.

Via coi paragoni. “Mi sembra il periodo di Monti, quando tutti si esaltavano mentre faceva danni. Togliere l’articolo 18 non serve a niente, come recuperare 3 miliardi dall’evasione fiscale. Questo paese sta morendo e lo dico da imprenditore: ho creato migliaia di posti di lavoro ma sono vessato e perseguitato da uno stato canaglia”.

La provocazione. “Voglio che qualcuno dello stato mi denunci così potrò dimostrare davanti a un pm quanto è canaglia questo stato. Confindustria fa parte di questo discorso, non si salva nessuno”.

Il sogno di Zampa. “Mi piacerebbe che si trattasse l’Italia come un’azienda, infatti mi piace quello che dice Della Valle. Ci vuole anche lui, ci voglio io, ci vuole gente vera, che lavora”.

Sul decreto per la sicurezza negli stadi. “Renzi non capisce niente e non si avvale di collaboratori all’altezza. Sta facendo la stessa cosa che hanno fatto gli altri senza risolvere i problemi del paese. Sono tutte balle quando dice che gli imprenditori adesso dovranno assumere e non avranno più alibi. Si nascondono davanti agli slogan. Quando ho detto a un politico straniero questa roba degli straordinari pagati dalle società di calcio si è messo a ridere: cosa c’entra l’ordine pubblico con le società? Il problema comunque non è questo qui, nei fatti cambia poco. Il problema è il paese che è morto e lo stanno uccidendo ancora. E’ una stronzata pazzesca questa degli straordinari. L’unico modo che c’è per risolvere il problema della violenza negli stadi sarebbe quello di dire ai club: siete voi i responsabili della sicurezza negli stadi, però facciamo una legge che permette ai sorveglianti che pagate di avere le funzioni che hanno i poliziotti“.

Iachini, questione di stipendio? “Perché non ho cacciato ancora Iachini? Perché ho mandato via così tanti allenatori che mi sono stufato (ride). Con Iachini ho un rapporto come tra padre e figlio, è nato con me come allenatore, è stato il mio capitano nel Venezia, è un ragazzo molto serio e va aiutato. Penso che verrà fuori bene. La tentazione di esonerarlo c’è stata? Ho esaminato la situazione in tutti i dettagli, da imprenditore, perché ne dobbiamo uscire e ne usciremo. Lo Zamparini di qualche anno fa magari lo avrebbe esonerato. Con l’età si diventa anche più saggi. Quest’anno pago solo Iachini – ha dichiarato Zamparini a Radio 24 nel corso della trasmissione ‘La Zanzara’ -, gli altri anni ne pagavo 2-3 alla volta. Il calcio è l’unica cosa sana di questo paese e lo vogliono sputtanare. Lasciamogli almeno questo, perché si parla sempre di calcio in crisi, di calcio in allarme, non è vero niente. Il calcio sta benissimo”.

Messicani, sì o no? “I giornali vendono poco e sparano cazzate. Sono venuti perché si sono proposti per fare da sponsor e il mio amministratore sta trattando. Magari ci fossero imprenditori stranieri interessati. Non vengono perché sanno che l’Italia non è uno stato di diritto”.

Platini non sa un c… “Platini faceva il giocatore fino a pochi anni fa e non deve sparare sentenze come se sapesse tutto. Che c***o sa? Perché l’hanno nominato presidente dell’Uefa crede di sapere tutto. La punizione a Tavecchio? Mi fa ridere, da che pulpito si può titolare come ha fatto qualcuno che l’Italia ha subito una lezione, ma da quale pulpito? Platini è un francese che ha la puzza sotto il naso, crede che l’Italia non sia un popolo all’altezza. Che parli dei cavoli suoi francesi. Non dobbiamo dargli peso”.

Opti Pobà. “Non darei un premio a Tavecchio, ma non lo criminalizzerei. Il fatto è che se questa frase l’avessi detta io mi avrebbero lasciato in pace, mentre Tavecchio ha contro alcune fazioni importanti come gli Agnelli. Per me la Fiat è un centro di potere e lo è ancora, io detesto tutti i centri di potere”.

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