PRIMOPIANO: LA RICETTA DI BEPPE IACHINI

PRIMOPIANO: LA RICETTA DI BEPPE IACHINI

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La sosta per tracciare un primo bilancio della Serie A. Beppe Iachini si dice entusiasta di questo inizio di stagione: la sua squadra ha conquistato tredici punti in undici gare, diversi quelli lasciati per strada. Ma il tecnico di Ascoli Piceno non si piange addosso. D’altronde si tratta di una stagionale sperimentale per gran parte dell’organico a sui disposizione. E poi, uno sguardo al calendario. Le gare sulla carta proibitive si sono già disputate, eccezion fatta per la Roma. I presupposti per la salvezza vi sono tutti: Iachini ci crede.

Palermo, voto 7 – “Alla mia squadra vista finora do un bel 7 per mentalità e spirito. E per gioco. Abbiamo sbagliato ad Empoli, contro la Juve siamo stati timidi. Se in A si abbassa il livello di intensità, non si va da nessuna parte. Ora c’è più equilibrio. La squadra ha ripreso autostima, il mio compito era di portare le qualità vincenti dalla B alla A”.

San Siro indimenticabile – “Successo a San Siro? Una vittoria importante, tra le più belle della mia carriera, la massima espressione, non di Iachini ma del gruppo. Comunque non ci possiamo accontentare. Nessun esame di laurea per il sottoscritto, sono un tecnico che cerca sempre il top”.

Rapporto con Zamparini – “Si soffre con o senza Zamparini, soffre anche lui perché vuole bene al Palermo, soffrono i giocatori. Zamparini è pronto a dare una mano, presente, passionale. Qualche volta si hanno idee diverse come è naturale che sia. Al di là delle battute, è stato d’aiuto e coerente, conosce ogni particolare della mia gestione, la stima e la riconoscenza antiche si sono rafforzate. Siamo stati bravi a rimanere compatti. Il presidente ci ha dato fiducia e ha creduto nell’allenatore”.

Etichetta pesante – “A me il giudizio degli altri non interessa. Il mio percorso e la mia gavetta parlano da soli, ho valorizzato i giocatori che mi hanno dato. Ho vinto quattro campionati in quattro piazze diverse, mi sento a posto con la coscienza e professionalmente. Non ho nulla da dimostrare. Dicono che sono da B perché non ho vinto in A. Complimenti. Come se esistessero dieci o quindici squadre come la Juventus. La valutazione del tecnico va fatta sul suo operato e su come utilizza il patrimonio societario”.

Solo il Palermo – “Se mi avvicinano ad altre squadre, può farmi solamente piacere. Anche se sono totalmente concentrato sul Palermo che ha un bel progetto e deve portare entusiasmo alla tifoseria”.

Dybala e Franco Vazquez – “La squadra ha continuato con la massima tranquillità. Sì, i risultati sono fondamentali, ma conta l’evoluzione della squadra. E dei singoli giocatori. Vogliamo parlare di Vazquez e di Dybala, prima che arrivasse il sottoscritto? Vazquez è stata la sorpresa della scorsa stagione. Oggi, se dico Dybala non si offende nessuno, perché ha compiuto passi inimmaginabili. Ora ha la giusta personalità e, talento a parte, sul piano tecnico può ancora affinarsi”.

Difesa ok – “I gol presi sono frutto di errori individuali o calci piazzati. Il reparto ha acquisito consapevolezza e organizzazione. Anche Terzi e altri hanno fatto ottime partite senza raccogliere ciò che si è seminato. Certo, ora, siamo più squadra. Gonzalez e Munoz hanno portato esperienza e certezze. Andelkovic ha esplosività, una conoscenza dei movimenti difensivi che altri non possiedono. Sorrentino va al massimo, non si discute, allo stesso tempo abbiamo fiducia in Ujkani e Fulignati”.

Messaggio ai tifosi – “I fischi a Pisano fanno male. Pisano si impegna, l’anno scorso si è guadagnato la stima nostra e dei tifosi, ha avuto qualche problema fisico, ne è venuto fuori. Lazaar deve credere di più nell’intensità degli allenamenti. Da Morganella ci aspettiamo tanto”.

C’è posto per tutti – “Terzi, Vitiello, Milanovic, Daprelà, Feddal, alcuni hanno avuto chance, altri le avranno. C’è posto per tutti. Emerson, come i giovani arrivati da un altro mondo calcistico, si sta integrando, ha 20 anni, una bella corsa e un bel piede, dobbiamo dargli tempo. Bamba è un po’ indietro”.

Tutto su Maresca e Rigoni – “Maresca è Maresca! Lui e Rigoni costituiscono le varianti tattiche. Si può giocare con un regista classico o con Rigoni, basta che ci sia organizzazione”.

Leader in campo – “Bolzoni? La panchina non piace a nessuno. A volte non si esce per una cattiva prestazione, in quel momento si deve cambiare. Barreto gregario? Non mi pare. È il capitano, impersona lo spirito della squadra. Uno dei leader come Sorrentino, Terzi, Maresca o Rigoni, o come lo diventerà Gonzalez. Tutti leader, non voglio gente che non si assuma responsabilità”.

Belotti, Chochev e Quaison – “Dybala e Vazquez sono intoccabili. Altrimenti non avremmo talento e fantasia. E possono dare di più. Belotti va con l’Under 21 e fa belle cose, contro ragazzi ventenni, non maturi e smaliziati come i difensori di A. Quindi pazienza, deve salire le scale senza fretta. Comunque contento perché a volte è titolare, altre volte subentra e, in ogni caso, ha avuto e avrà le sue occasioni. Con Chochev e Quaison non bisogna correre. Ngoyi lo conosciamo, disponibile in più ruoli e serio. E infine c’è Della Rocca, un giocatore che ha numeri”.

Tra presente e passato: Makienok, Abel e Lafferty – “Hernandez e Lafferty? A Palermo purtroppo non potevano giocare. Joao Silva e Makienok vengono da realtà diverse, Makienok addirittura non lo conoscevo. Non possono risultare determinanti in un campionato così difficile”.

Futuro Bentivegna – “Accursio Bentivegna ha diciotto anni, non si muove e non lo diamo. Rimane con me, deve capire alcune cose, ci stiamo dedicando a lui con pazienza, a gennaio potrebbe avere maggiori attenzioni”.

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