PRIMOPIANO: N. AMORUSO SU JUVE-PALERMO

PRIMOPIANO: N. AMORUSO SU JUVE-PALERMO

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Dai bianconeri ai bianconeri. Dopo aver affrontato il neo-promosso Cesena, il Palermo di Beppe Iachini farà visita alla prima della classe, la Juventus di Massimiliano Allegri. Sulla carta proibitiva la sfida contro la squadra capitanata da Gigi Buffon: una formazione che, da un anno e mezzo ormai, vince tutte le gare interne di campionato (ultimo pareggio allo Stadium risale all’11 maggio 2013). In vista di questo delicato appuntamento per i rosanero, la redazione di Mediagol.it ha intervistato in esclusiva Nicola Amoruso, ex direttore sportivo del club di viale del Fante che in carriera ha vestito la maglia della Juve per quattro stagioni, tra il ’96 e il 2002.

Gara segnata – “Il Palermo allo Juventus Stadium: gara già segnata? Sì, direi proprio di sì. Dopo il pareggio di sabato la Juve ha bisogno di punti, inoltre è complicatissimo venir fuori indenni dall’impianto bianconero. Non dimentichiamo si tratta della squadra più forte del campionato insieme alla Roma e in casa la Juventus si esprime nel migliore dei modi. Il Palermo potrebbe anche accontentarsi anche solo di salvare l’onore: se dovesse arrivare una sconfitta dopo una prestazione importante sarebbe quantomeno qualcosa di importante per il morale e la fiducia”.

Ceravolo e quella chiamata a Ciro Ferrara – “Mi sembra strano che un direttore sportivo azzardi una mossa del genere senza il consenso del presidente. Quello che conta è che ci sia stata la giusta decisione di confermare Iachini, mentre per il resto si sa che Zamparini dà una fiducia molto ballerina ai suoi dirigenti”.

Barreto, Munoz e il rinnovo – “Munoz e Barreto sono due giocatori importanti, bisognerebbe vedere cosa si vuol fare, se c’è troppo margine tra domanda e offerta il Palermo non deve adeguarsi per forza. Qui entra in campo la voglia dei giocatori di rimanere al Palermo, magari accettando un ingaggio meno alto, oppure se si vuole andare a guadagnare qualcosa in più cambiando aria. In club importanti ma non di primissima fascia bisogna stare attenti a non rovinare gli equilibri di spogliatoio”.

Baccin ok – “Baccin è un ragazzo serio, molto preparato, abbiamo lavorato insieme nella mia breve esperienza. Sicuramente è molto legato a Perinetti, quindi può esserci una certa vicinanza. Ha bisogno di fare esperienza, ma sicuramente potrà fare bene questo compito. Ha grandissime qualità tecniche ed umane, è una persona molto in gamba”.

Tridente vs Juventus? – “Io credo si possa azzardare anche un tridente, con Dybala seconda punta, Belotti prima e Vazquez alle loro spalle. Bisogna guardare all’equilibrio della singola gara. In casa si può osare sicuramente di più. Gli attaccanti devono essere bravi in entrambe le fasi, non esistono più gli attaccanti di una volta che stazionavano in attacco. A seconda del loro impegno potranno essere impiegati contemporaneamente insieme o meno”.

Tutto su Dybala – “Per qualità tecnica sono due giocatori sono indiscutibili. Si era parlato tanto sul potenziale tecnico, in particolare di Dybala, bisognava solo che si riuscisse ad esprimere nel modo giusto tatticamente e a livello fisico. Ha bisogno di giocare accanto ad un altro attaccante secondo me. Però non direi si tratti di una novità, perché comunque il suo valore era noto. Stesso discorso vale anche per Vazquez. Stanno dando una grossa mano al Palermo”.

Obiettivo salvezza – “Sicuramente il Palermo ha raccolto di quello che ha seminato, le prestazioni ci sono state ma sono mancati un po’ i punti, ci sono tutti i presupposti per riprendersi e fare una buona stagione, per raggiungere la salvezza, l’obiettivo più importante e poi magari puntare a qualcosa più importante. La squadra è giovane e ci può stare che serva qualche partita in più per abituarsi alla nuova realtà”.

Il mercato – “La partenza di Hernandez è quella che pesa di più perché è un giocatore straordinario. Gli arrivi vanno valutati col tempo. Si tratta di una Serie A che permette di sperimentare ed aspettare giocatori che hanno bisogno di ambientamento. Molti giocatori verranno fuori col tempo. A gennaio ci sarà qualche innesto, ma l’organico può fare bene in Serie A e non sfigurerà. Ci vorrà un po’ di pazienza, ma già le prestazioni ci sono state”.

Iachini e Zamparini – “Iachini è un allenatore molto pratico e concreto, bada alla sostanza e mi sembra l’allenatore giusto per il Palermo. Quest’anno sta riconfermando di avere capacità importanti e di sapersi anche far valere nel confronto col presidente Zamparini, tanto da resistere fino ad adesso”.

Capitolo Ceravolo – “Conosciamo Zamparini, non è la prima volta che si trova in queste situazioni. E’ un presidente particolare, con una sua idea di calcio. I confronti col presidente sono sempre abbastanza serrati, ma magari è anche la sua forza. La sua energia deriva da questo. E’ difficile lavorarci, ma alla fine penso che Palermo è stata un’esperienza importante anche per Ceravolo che è stato pochi mesi. Bisogna dare fiducia e forza alle proprie scelte, ma questo non capita a Palermo come in tante altre piazze. Mi viene da ridere quando sento parlare di programmi a medio-lungo termine in Italia, perché sappiamo che tutto è legato tutto al risultato piuttosto che alla fiducia verso chi vuole fare qualcosa di nuovo. Mancata integrazione con staff tecnico e giocatori da parte di Ceravolo? Il discorso di Ceravolo non è una cosa nuova, ci saranno state discrepanze nella gestione, ma sinceramente non ho molto chiaro il significato di questa non vicinanza alla squadra e all’allenatore di cui si parla. Andrebbe approfondito il discorso. Per quanto riguarda il giudizio sul mercato fatto dal direttore va detto che il Palermo ha fatto comunque il suo in questo campionato, bisognerebbe capire quali sono le risorse messe a disposizione questa estate“.

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