PRIMOPIANO: COSÌ IACHINI SFIDA IL GENOA

PRIMOPIANO: COSÌ IACHINI SFIDA IL GENOA

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Un esame particolare per Beppe Iachini. Per la terza volta in questa stagione la sua squadra sarà impegnata nel Monday-Night di Serie A. Tutti i riflettori saranno puntati sul match, la compagine siciliana non intende rimediare una brutta figura. Meglio non guardare ai precedenti due appuntamenti del lunedì sera (contro l’Hellas e contro la Lazio): due sconfitte, entrambe immeritate. Il tecnico marchigiano, però, non si sofferma su questo dato. Il suo Palermo nel frattempo è cresciuto e al Ferraris, contro il Genoa, ha l’opportunità di dare una sterzata al campionato. Sì, proprio quel Genoa. Impossibile dimenticare, per l’allenatore di Ascoli Piceno, le vicende risalenti al 2012: frasi dette inconsciamente, defezione e multa per il suo vecchio club, la Sampdoria. “Esatto. Non ne vorrei più parlare, altrimenti dovrei dire cose che non posso dire. Penso però di aver fatto sempre il possibile per vincere le partite, per onorare i colori che ho portato. Se poi questa è una colpa… Si tratta di un capitolo che non vorrei più affrontare – le parole di Iachini, intervenuto in conferenza stampa -. Mi dà anche solo fastidio parlarne. Da parte mia non c’è nessun problema verso il Genoa”.

Gara come le altre – “Io la vivo come tutte le altre partite. Rispettiamo il Genoa perché ha un bravo allenatore come Gasperini e sa sicuramente preparare bene le sue squadre. Sappiamo che il Palermo dovrà fare necessariamente una grande partita per portare a casa un risultato positivo. Dobbiamo giocare nel migliore dei modi”.

Bolzoni infortunato, come sostituirlo? – “Sono valutazioni che si fanno ogni settimana nel mio pensiero. Nelle mie squadre, non solo a Palermo, ma dovunque ho allenato, ho sempre giocato con almeno tre davanti. A prescindere dal fatto che qui si possa giocare con due, la manovra offensiva va accompagnata con più giocatori. Il principio è che diversi uomini devono braccare la porta avversaria, siamo infatti una delle prime squadre per tiri in porta in questo campionato. Questo la dice lunga sul tipo di gioco che facciamo, smentendo chi dice che qui si cura soprattutto la fase difensiva. Se dobbiamo trovare un difetto, forse dovremmo concretizzare più spesso le tante occasioni che creiamo. Uno degli aspetti che dobbiamo migliorare è proprio questo”.

Gerarchie – “Quando siamo in campo con Dybala e Vazquez, il primo rigorista è Paulo, poi Franco e via via gli altri. Certo, può benissimo capitare che qualcuno se la possa sentire di più o di meno di calciare, per una questione di stanchezza momentanea o altro: la storia è piena di questi esempi. Noi ci alleniamo sempre anche sulle palle da fermo e sui rigori, per essere pronti a tutte le situazioni”.

Dualismo con Ceravolo – “Sono dichiarazioni del presidente, io faccio l’allenatore e ho fatto sempre le mie scelte tecniche in piena autonomia. Se poi qualcosa non andava e non era gradita, sono colloqui che avranno fatto tra loro il presidente e Ceravolo. Io però faccio sempre l’allenatore e non ho altro da aggiungere. Porto avanti il mio lavoro, rispettando l’opinione di tutti, ma poi devo scegliere per il bene della squadra”.

Maresca verso la riconferma – “Si tratta di una soluzione che ci può tornare utile, come quella di Rigoni. Ci possono dare delle varianti al tema tattico, in un senso o nell’altro. Fermo restando che il nostro principio deve essere il rimanere propositivi, essere efficaci e creare problemi agli avversari. Se lo facciamo con un giocatore o con un altro, magari cambiando le soluzioni tattiche ai fianchi, può essere d’aiuto perché ci rende imprevedibili”.

Pericolo Genoa – I rossoblù hanno delle individualità importanti come Pinilla, Matri, dei nazionali come Burdisso, Perin, Bertolacci, Antonelli. Nella storia del Genoa, ricordo solo ottime squadre, tutti gli anni. E’ una squadra forte, che rispettiamo. Sappiamo che tra le mura amiche sa sfruttare bene il fattore campo. Hanno difficoltà in casa? Beh, hanno battuto la Juventus due partite fa. Non so quante partite utili consecutive aveva giocato la Juve. Dobbiamo comunque fare una grande partita per fare risultato lì”.

Iachini e le ambizioni – “Dobbiamo pensare una partita alla volta, preparare una piccola grande impresa nella partita che andiamo a fare. Una partita fatta di concretezza, intensità di gioco. I risultati sono una conseguenza di quello che mettiamo in campo. I discorsi sulle nostre ambizioni li faremo strada facendo. Altrimenti rischiamo di snaturare quello che siamo”.

Capitolo rinnovi – “Non ho visto reazioni particolari alle voci sui rinnovi. La società si sta muovendo bene, per far sì che queste situazioni si evolvano in maniera positiva. Penso che anzi, ci sarà più motivazione e più partecipazione al progetto rosanero”.

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