PRIMO PIANO: JUVE STABIA-PALERMO 0-3, IL COMMENTO DI MEDIAGOL

PRIMO PIANO: JUVE STABIA-PALERMO 0-3, IL COMMENTO DI MEDIAGOL

di Leandro Ficarra
.

Commenta per primo!

di Leandro Ficarra

Non c’è stata partita. Il Palermo passeggia al “Menti” ed imprime un deciso strappo al campionato tracciando un significativo margine di vantaggio sulle inseguitrici. Il tanto temuto manto sintetico è d’incanto divenuto velluto per gli uomini di Iachini, in virtù di un divario macroscopico con la modesta compagine stabiese.  I rosanero hanno fugato qualsiasi timore di natura psicologica e motivazionale aggredendo la gara in maniera impeccabile sul piano mentale.

Concentrazione massima e grande autorevolezza. La pochezza dell’avversario ha fatto il resto, la Juve Stabia vista questa sera non è una formazione adeguata alla media di questa categoria.  Disastrosi i campani sotto il profilo tattico, l’undici di Braglia ha suo malgrado legittimato il suo ultimo posto in classifica. Marchiane le lacune tattiche con l’incapacità di rispettare anche le nozioni basilari in fase di non possesso. Evidenti i limiti tecnici sul piano individuale. Il match è virtualmente finito dopo un quarto d’ora scarso.

Bolzoni con un’inconsueta doppietta ha tramortito le velleità delle vespe, inventandosi bomber sotto misura. Prima ha chiuso in rete di testa un morbido cross di Vazquez, imbeccato da Dybala, quindi ha finalizzato col sinistro da pochi metri una palla inattiva ben orchestrata sempre dal tandem argentino. Prima di questo letale uno- due, la Juve Stabia aveva sprecato dopo appena due giri d’orologio una clamorosa chance per il vantaggio: Sowe si è involato su errato retropassaggio di Maresca ma ha aperto troppo il piatto destro sull’uscita di Sorrentino.

Nel calcio i se ed i ma non possono contare. Ma per quanto visto nel corso dei novanta minuti, ci sentiamo di affermare che anche in caso di vantaggio degli uomini di Braglia sarebbe cambiato davvero poco. Troppo alto il gap tecnico, tattico e di personalità tra le due compagini. Un abisso, fedelmente tradotto in numeri dalle rispettive posizioni di classifica. Lo spessore qualitativo dei rosanero ha acuito frustrazioni e modestia dei campani, apparsi nel primo tempo totalmente privi anche di quella sana cattiveria agonistica che dovrebbe essere prerogativa principale di chi annaspa con l’acqua alla gola.
Così le assenze di Abel e Lafferty sono passate del tutto inosservate. Abbiamo ammirato un Palermo diverso, a tratti esteticamente più gradevole sul piano dello sviluppo della manovra. L’assenza della boa nordirlandese e del puntero uruguaiano hanno modificato la consueta impostazione della fase offensiva. Meno lanci lunghi alla ricerca della sponda o della profondità, maggiore fraseggio corto, più linearità e scambi stretti. Temi idonei ad esaltare il tandem argentino Vazquez- Dybala. L’intesa tra i due e la levatura balistica di alcuni duetti a passo di tango  hanno impreziosito la performance rosa. Dybala ha confermato di essere un promettente e talentuoso falso nueve. Non ama attaccare la profondità, ma venire incontro, ondeggiare tra le linee, comunque svariare sul fronte offensivo. Il principito gioca meglio fronte alla porta, sfrutta il suo dribbling secco nell’uno contro uno, ama andare dentro cercando il dai e vai , o rifinire premiando la sovrapposizione sugli esterni.

Vazquez ha qualità ed estro per galleggiare sulla trequarti e sinistro morbido, ma risulta prezioso anche quando partecipa con saggezza alla cucitura della manovra in zona nevralgica.

L’azione del terzo gol del “Mudo”, dopo uno splendido scambio con Dybala, esemplifica alla perfezione le qualità sciorinate stasera dai due giocatori argentini. Vazquez da oggetto misterioso, sta diventando una risorsa preziosa in questa categoria. Merito di Iachini che gli ha restituito fiducia ed autostima. Chiaramente il tutto va contestualizzato, i virtuosismi di stasera vanno commisurati alla totale assenza di pressione e senno tattico da parte dell’avversario. A tratti i rosanero si sono esibiti in un prolungato esercizio di possesso palla, quasi pura accademia al cospetto di una Juve Stabia stordita sotto il profilo tecnico ed avvolta da uno stucchevole torpore agonistico.

Le percussioni di Vazquez e Dybala, gli inserimenti centrali di Bolzoni, le scorribande sulle corsie di Lazaar e Stevanovic . Il Palermo sfaldava da ogni dove le sfilacciate linee stabiesi, e l’audacia di Iachini sui binari laterali, con la contemporanea presenza del marocchino e del serbo, si spiega anche con la scarsa consistenza difensiva degli uomini di Braglia.

I rosa si permettevano, tra il raddoppio di Bolzoni ed il tris di Vazquez, di fallire anche un rigore con Maresca. L’arbitro puniva un intervento scomposto proprio su un taglio di Stevanovic, ma il centrocampista ex Samp calciava in bocca a Benassi. Proprio la prestazione di Maresca, sotto ritmo e stranamente impreciso nel palleggio, può considerarsi un piccolo neo in una serata trionfale.

Ancora in ritardo sul piano fisico, Maresca non è stato sempre lucido e continuo nella distribuzione del gioco. Da un giocatore della sua classe e personalità ci si aspetta certamente di più, ma il rendimento non potrà che migliorare di pari passo con la condizione atletica.

Ingiudicabili, nella fattispecie, Sorrentino ed il pacchetto difensivo, perfetti nell’ordinaria amministrazione ma obiettivamente poco sollecitati. Il primo tempo ha detto tutto. La ripresa non aveva altro da aggiungere. Un cambio di modulo ed un pizzico di orgoglio stabiese ha prodotto qualche corner per l’undici gialloblu.

Il Palermo si è limitato a gestire l’inerzia del match congelandolo senza forzare. Iachini ha mandato in campo Milanovic in luogo dell’acciaccato Munoz. Quindi Pisano per Stevanovic. Infine cinque minuti premio per il “GalloBelotti dopo il piccolo calvario muscolare. Il suo rientro è l’ennesima nota lieta della serata.
Quando siamo giunti a quattordici gare dal termine, questo successo sa già di piccola svolta. I sette punti sull’Empoli e le otto lunghezze dal terzo posto sono un margine non decisivo ma confortante.
L’impeccabile gestione strategica e degli uomini di mister Iachini ha certamente conferito una forte identità tattica e mentale a questo gruppo. Questa squadra non incanta gli esteti ed i puristi del calcio champagne. Un calcio che per struttura organica e filosofia non ha certo nelle sue corde. Ma vince e corre forte verso il traguardo, e questa è l’unica cosa che conta.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy