Ponte di Legno, giorno 14: l’uomo che fa parlare il Mudo, la chiave del carillon. Ecco lo svedesino, nuovo interprete per il bambino

Ponte di Legno, giorno 14: l’uomo che fa parlare il Mudo, la chiave del carillon. Ecco lo svedesino, nuovo interprete per il bambino

Diario dal ritiro, day-14

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Ponte di Legno (dai nostri inviati) – Viaggiare per entrare in contatto con nuove culture e realtà. Leggere per allargare i propri orizzonti. Enzo Maresca è consapevole che è grazie a queste due azioni (divenute buone abitudini per lui) se, a 35 anni, viene considerato uno dei giocatori più profondi e saggi del nostro calcio. È così che ha sviluppato una personalità tale da scardinare le anime più riservate che si pongono al suo cospetto o con cui lavora fianco a fianco.

di Claudio Scaglione

La chiave per il carillon – Uno degli aspetti che maggiormente hanno sorpreso i nuovi arrivati in maglia rosanero è il vero e comprovato silenzio di Franco Vazquez, ragazzo che risparmia parole ed espressioni, ma che riesce ad infondere tranquillità e serenità al gruppo capitanato da Sorrentino. Fino a qualche mese fa, in campo scambiava alcune frasi con Dybala, suo compagno di giochi e motivatore personalizzato. Il n. 9 argentino è però volato a Torino e al Mudo non resta che confidarsi con Maresca. Maresca? Sì, è proprio il playmaker classe ’80 che riesce a trovare le giuste chiavi per sbloccare il carillon Vazquez. Un fratello maggiore di tutti, anche di Gaston Brugman che in queste settimane (prima che Enzo venga definitivamente ceduto dal club di viale del Fante) studia e prende appunti dall’ex Siviglia, fonte d’ispirazione per ogni playmaker in erba.

Ecco Hiljermark – Continua a crescere nel frattempo “lo svedesino niente male” (usando i termini di Zamparini). Ieri un gol in allenamento e tanto movimento per il centrocampista che si definisce giocatore ‘box to box‘. Le gerarchie imposte da Iachini difficilmente riuscirà a sovvertirle in fretta. Rigoni parte sempre davanti rispetto all’ex Psv, ma al mister marchigiano non sfugge questa crescita di un futuro leader del club rosa.

Nuovo interprete per il ‘bambino‘ – Andato via Emerson, ci si è posto il problema immediatamente. Chi vestirà i panni di interprete per Matheus Cassini, ancora in difficoltà con la lingua italiana? Ecco il nuovo (o vecchio) portoghese. Da martedì, infatti, è tornato in gruppo Joao Silva, in attesa di conoscere quale sarà la sua destinazione. L’ex Bari funge da traduttore per il giovanissimo brasiliano che ha voglia di inserirsi in fretta. Tiri all’incrocio, giocate da gustare, colpi di classe: Matheus rimane un po’ acerbo (come dice Iachini), ma gli manca poco per entrare nei meccanismi del tecnico.

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