PRIMO PIANO: Palermo-Brescia 2-0 il commento

PRIMO PIANO: Palermo-Brescia 2-0 il commento

di Leandro Ficarra
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di Leandro Ficarra
La qualità al potere.  Le firme d’autore di Vazquez e Dybala vidimano l’ennesimo successo importante in chiave promozione su un Brescia spuntato ed in piena crisi. La compagine di Iachini vola spedita verso la conquista del traguardo, incrementando a nove punti il suo vantaggio sulle inseguitrici.
Non è però il dato prettamente numerico l’aspetto preponderante di questa netta affermazione sui lombardi. Oltre a gioire per i tre punti incassati, il pubblico del “Barbera” oggi si è davvero lustrato gli occhi al cospetto del miglior Palermo dell’era Iachini. Quasi a volersi scrollare di dosso l’ etichetta di tecnico pragmatico e tendenzialmente difensivista, Iachini ha totalmente cambiato pelle alla sua squadra, optando per scelte audaci e sorprendenti.

Così la squadra operaia, solida e cinica ha lasciato il posto ad un complesso di notevole statura tecnica per la categoria, capace di sviluppare una manovra offensiva armoniosa ed al contempo spettacolare.

Contro le rondinelle il Palermo ha schierato dall’inizio Lazaar e Stevanovic sulle corsie, Vazquez e Dybala in avanti, Maresca nel ruolo di playmaker. Tutti calciatori di chiara vocazione propositiva, un mix letale di fosforo, tecnica, esplosività. I risultati sono stati eccellenti sul piano della qualità della manovra, cucita, rifinita e finalizzata con giocate di pregevolissima fattura balistica. Il tutto senza smarrire, nel consueto 3-5-2 , distanze ed equilibri in fase di non possesso, grazie all’abnegazione ed allo spirito di tutti gli effettivi.
Un Palermo mai così bello in questa stagione: vincente, intenso ed a tratti spettacolare.

Un pomeriggio felice e di bel calcio quello vissuto al “Barbera”, rimarcato dagli applausi che i tifosi rosa hanno tributato ai propri beniamini, anche a scena aperta, a sottolineare la coralità ed il fregio estetico di alcune trame particolarmente ariose e lineari.

La compagine rosa ha risposto sul campo all’interrogativo che da mesi si pongono gli addetti ai lavori: Si può vincere giocando un bel calcio anche in serie cadetta? Con gli interpreti giusti ed in certe tipologie di gare la risposta è certamente affermativa.
Il Palermo new version ha divorato l’avversario. Tonica e brillante fin dall’avvio, la formazione di Iachini ha pressato alto il Brescia, recuperando la sfera sulla trequarti lombarda e ribaltando il fronte con ritmo e qualità. Dybala e Vazquez hanno mandato in tilt il dispositivo difensivo di Iaconi.

Un gol per tempo, in mezzo un dominio netto, tante occasioni ben concertate ma banalmente sciupate.
I giocatori argentini sono elementi cardine in questa piccola svolta più filosofica che tattica.

Calcisticamente parlano la stessa lingua. Si cercano, duettano, si trovano. Amano il virtuosismo, la giocata sullo stretto, l’uno-due. Sono dinamici e complementari nei movimenti, hanno piede e fine senso calcistico per premiare il movimento altrui con un’imbucata dai giri giusti. Pettinano la sfera, l’accarezzano più che calciarla. “El Mudo”, incassata la fiducia di Iachini, sembra davvero un altro giocatore. Perfetto collante tra le linee, svaria sul fronte offensivo e viene incontro, disposto a prestare il suo sapiente sinistro anche nel tessere la manovra in mezzo al campo. Protagonista, nel vivo del gioco e felice di esserlo.
Vazquez ha siglato oggi il suo secondo gol consecutivo sbloccando la gara di testa su cross al bacio di Dybala. Quindi ha restituito il favore al compagno, fornendo, ad inizio ripresa, la splendida verticalizzazione per il raddoppio del principito. Prestazione sontuosa per l’ex Rayo Vallecano.
Anche Dybala oggi ha convinto. Il gol contro il Bari lo ha sbloccato. L’aspetto psicologico è alla base di ogni risultato. Guizzante, talentuoso, meno fumoso e più essenziale nelle sue giocate.
La presenza in campo di Vazquez ha un effetto benefico sulle sue prestazioni. Con a fianco un trequartista puro, Dybala è quasi costretto ad attaccare la profondità muovendosi da punta vera. Oggi l’ha fatto spesso, rinunciando alla tentazione di venirsi a cercar palla lontano dai sedici metri, defilandosi meno ed attaccando più lo spazio dietro la linea difensiva lombarda.

Acquisire questo tipo di movimenti da prima punta potrà certamente elevare indice di pericolosità e score realizzativo del gioiello di Laguna Larga.
Performanti e continui Lazaar e Stevanovic sulle corsie, non solo in fase di spinta. Ammirevole l’applicazione dei due anche in fase di copertura, con ripiegamenti generosi e diagonali puntuali.

Se gli esterni rosa continueranno a crescere sul piano tattico, Iachini potrà concedersi il lusso di schierarli contemporaneamente anche dal primo minuto, come già fatto nelle ultime due gare.
Reparto difensivo attento, autorevole, ordinato. Il Palermo non ha rischiato praticamente mai.  Il Brescia ha scaldato i guanti a Sorrentino soltanto in un paio di occasioni dalla distanza, di cui una su palla inattiva.

Bene Vitiello all’esordio: sicuro, tempestivo, già a suo agio nei sincronismi di reparto. Segnali di crescita da parte di Maresca, apparso più reattivo e dinamico e sempre leader nella distribuzione della sfera. Instancabili e preziosi, come sempre, Barreto e Bolzoni, schermi ed all’occorrenza incursori, gregari di lusso per la serie cadetta.
Oggi ha davvero funzionato tutto in casa rosa, complice anche un Brescia manovriero ma inconcludente, a cui va comunque il merito di non aver alzato le barricate pur senza riuscire a pungere.

La manciata di minuti finali concessa a Lafferty e Belotti, a risultato già acquisito, conferisce la misura dello straordinario potenziale offensivo di cui dispone questa squadra per la categoria. Un reparto che in attesa di Abel e del miglior Belotti, ha trovato in Dybala e Vazquez due interpreti che conferiscono cifra tecnica e varietà di soluzioni.
Vetta della classifica, prove di fuga e progressi sensibili sul piano del gioco. Iachini vuole vincere, adesso sente di poter anche convincere. Forte dei nuovi innesti, della crescita di condizione di alcuni singoli, e di meccanismi offensivi sempre più fluidi e oleati. Oggi è stato coraggioso ed ispirato nelle scelte, rinunciando a due big come Lafferty e Belotti, promuovendo il tandem argentino per acquisire maggiore imprevedibilità. Coniugare risultati e spettacolo può essere la ricetta ideale per tornare a riempire gli spalti del “Barbera”. Oggi, vi assicuriamo, gli assenti hanno avuto torto.

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