PRIMO PIANO: NASCE IL PALERMO DI CERAVOLO

PRIMO PIANO: NASCE IL PALERMO DI CERAVOLO

L’anno scorso il Palermo prese Gattuso preferendo l’entusiasmo e la voglia dell’ex milanista alla collaudata esperienza di tecnici già temprati dal campo. Su queste pagine avevamo scritto “Non.

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L’anno scorso il Palermo prese Gattuso preferendo l’entusiasmo e la voglia dell’ex milanista alla collaudata esperienza di tecnici già temprati dal campo. Su queste pagine avevamo scritto “Non bocciamo Gattuso senza conoscerlo, ma ci chiediamo perché con una stagione così complicata alle porte si scelga di rischiare di ritrovarsi un allenatore che può dare 1 come 10, quando ci sono alternative da 7 in pagella sicuro”. Era il 31 maggio del 2013, sono passati esattamente 365 giorni e Zamparini ci riprova sacrificando l’usato sicuro per una sua imprevedibile intuizione.

A 55 anni Franco Ceravolo ha finalmente la sua grande opportunità in Serie A: sarà il direttore sportivo del Palermo per la stagione 2014-2015. Una vetrina importante per un dirigente che, pur essendo un vero e proprio veterano del mondo del calcio, raramente e mai a questi livelli ha svolto incarichi di tale responsabilità. Zamparini lo tiene in grande considerazione da molti anni e dopo diversi abboccamenti finalmente nella prossima annata potrà scommettere sulla sua preparazione, mettendolo al centro, con Iachini, della costruzione di questo nuovo Palermo.

Non sarà facile per Ceravolo raccogliere l’eredità di Giorgio Perinetti. Il quarto addio del dirigente romano al Palermo è forse il più amaro. Lo è sicuramente per i tifosi, che si erano affezionati all’esperto responsabile dell’area tecnica e avevano ricominciato ad apprezzarne le intuizioni dopo la parentesi in chiaroscuro del 2012-2013. In una annata ricca di soddisfazioni e culminata con il record storico di punti nel campionato cadetto, adesso la paura è che questo scossone possa incrinare gli equilibri raggiunti con fatica nel corso di questa stagione.

LA CARRIERA DI CERAVOLO – Cresciuto nelle giovanili del Napoli, il Franco Ceravolo calciatore non lascia il segno nel calcio che conta. Di lui sui campi di calcio si ricorda al massimo qualche annata tra Paganese e Civitavecchia prima di appendere le scarpe al chiodo e cominciare una più proficua carriera da dirigente. Ha lavorato diversi anni tra Napoli, Torino e Roma prima di piantare le radici alla Juventus, quando rivestiva la carica di Coordinatore dello Scouting. Ben 12 anni in bianconero, in un periodo in cui la Vecchia Signora era un punto di riferimento importante a livello europeo. Di quegli anni si ricordano tantissimi talenti portati sotto la Mole, soprattutto giovani talenti, e i grandi successi tra prima squadra e settore giovanile a testimonianza della bontà del lavoro svolto dietro le quinte.

Nel 2005 arriva la prima esperienza da direttore generale, col Crotone. Nella sua città Ceravolo coglie un discreto nono posto in B. Segue un’annata allo Spezia in cui la salvezza nella serie cadetta viene conquistata ai playout, un breve periodo al Qpr e poi l’annata più bella, quella del 2008-2009 al Livorno, dove arriva la promozione al primo colpo e un inaspettato addio. Ceravolo rimane in Toscana e fa discretamente bene anche in Lega Pro, alla guida dell’Arezzo. arrendono solo ai playoff, prima di sparire dal calcio per motivi economici. Le esperienze di Livorno e Arezzo, seppur sostanzialmente positive, rimangono le ultime da responsabile di una società per il dirigente calabrese. Nel 2011 Perinetti lo porta a Siena come consulente del mercato estero, mentre nel 2013 lavora con Lippi nel Guangzhou Evergrande campione d’Asia. Adesso la nuova avventura con Zamparini che ne ha fatto il nuovo direttore sportivo del Palermo.

COSA CAMBIERA’ – Tra Giorgio Perinetti e Franco Ceravolo la differenza più evidente non è sicuramente da ricercare sulla carta d’identità. Il vero cambiamento, stando a quanto auspicato negli ultimi tempi dal presidente Zamparini, dovrebbe essere di tipo metodologico. Con il dirigente di origine calabrese i rosanero avranno sicuramente un occhio di riguardo per il mercato straniero, un serbatoio inesauribile di talenti (e bidoni) che con occhio attento può riservare grossi affari. “All’estero è più facile fare mercato” aveva detto Zamparini tre settimane fa, e in effetti nel comunicato ufficiale di questo pomeriggio si sottolinea come Ceravolo avrà “il compito di coordinare lo scouting e la ricerca di giovani talenti”. Nell’organigramma si va a riempire la casella del direttore sportivo, ma si svuota quella di Responsabile dell’Area tecnica, sintomo probabilmente di competenze più precise e delineate. Se il Palermo potrà trarre giovamento da questo ennesimo cambiamento è difficile da prevedere. Perinetti offriva un rendimento garantito, ma Ceravolo ha dalla sua buoni risultati nelle serie minori e tanta fame di guadagnarsi dopo tanti anni di gavetta il posto al sole che cerca.

Una scommessa che ha comunque un gran fascino, considerando quanti campioni ha scoperto Ceravolo ai tempi della Juventus e dell’importanza della sua rete di osservatori. Basterà per farne un direttore sportivo all’altezza dei suoi illustri predecessori? Di certo, anche quest’anno, a Palermo non ci si annoierà, perché Zamparini è, nel bene e nel male, un presidente fantasista e le sorprese con lui non finiscono mai.
Dolores Bevilacqua

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