Perinetti: “Consulenti re del mercato? C’è un problema, ne ho parlato con Zamparini”

Perinetti: “Consulenti re del mercato? C’è un problema, ne ho parlato con Zamparini”

L’intervista all’ex responsabile dell’area tecnica del Palermo, Giorgio Perinetti: “Chi è che cura i rapporti tra squadra e presidente? Chi è che cura i rapporti tra squadra e allenatore? Chi quelli tra giocatore e giocatore? Senza una presenza costante e attenta, si può fare tutto il mercato che volete, ma si sfascia tutto in poco tempo”.

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Tanti consulenti, zero direttori sportivi. Il mercato del Palermo non si avvale della storica figura centrale, bensì di tanti pareri che fin qui non hanno creato equilibrio né conferito garanzie a una squadra che intanto è allo sbando.

Ad analizzare la situazione relativa ai rosanero, un dirigente che l’ambiente siciliano lo conosce abbastanza bene: Giorgio Perinetti.

“E’ un handicap per il Palermo non avere una figura centrale come quella del direttore sportivo? Il problema che viene sottovalutato è, in verità, molto serio, e su questo ho avuto modo di confrontarmi con Zamparini quando poi decidemmo di non continuare per la stessa strada: la gestione dello spogliatoio e della squadra chi la fa? E’ una questione molto delicata, non la può fare un presidente che sta lontano – dice l’attuale dirigente del Venezia intervistato da Mediagol.it nel corso del consueto appuntamento pomeridiano sulle frequenze di Radio Action -. Non la può fare un amministratore delegato che non ha esperienza di calcio. Lo può fare chi conosce tante piccole situazioni che sono poco pericolose se troncate sul nascere, ma se si sorvola sono devastanti. Chi è che cura i rapporti tra squadra e presidente? Chi è che cura i rapporti tra squadra e allenatore? Tra giocatore e giocatore? Senza una presenza costante e attenta, si può fare tutto il mercato che volete, ma si sfascia tutto in poco tempo. Questo è il vero problema, questo è il vero grande compito del direttore sportivo. E tutti quelli che si divertono a parlare di mercato e a prendere consulenti su consulenti, dimenticano questo concetto fondamentale: la squadra è un meccanismo semplice, ma molto molto delicato. Se si sbagliano i tempi, gli interventi, se non si interviene a tempo e a modo, tutto il lavoro e la qualità dei giocatori può andare in fumo. Quando si spacca lo spogliatoio, è finita la squadra. Possiamo chiacchierare quanto volete, ma avviene sempre così senza un direttore sportivo. Il discorso è questo, ed ha ragione  Sabatini quando dice quelle cose sulla figura del ds. Oltretutto il direttore sportivo coordina tante altre attività: quella di scouting, di rappresentazione della società in sede di mercato e quant’altro. Oggi si vuole prevaricare questa figura perché fa comodo a tanti, per tanti motivi. Non è questo il calcio. Moggi, Braida, Marotta, Sabatini: questi vincono, questi hanno fatto le fortune delle società. Il calcio non è che si improvvisa attorno a un tavolino con gente che si diverte a far mercato“.

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