PERINETTI: “Ceravolo, il tuo atteggiamento…”

PERINETTI: “Ceravolo, il tuo atteggiamento…”

Interessante intervista esclusiva realizzata dalla redazione di Mediagol.it con l’ex direttore dell’area tecnica rosanero Giorgio Perinetti che ricostruisce la sua verità in merito alle.

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Interessante intervista esclusiva realizzata dalla redazione di Mediagol.it con l’ex direttore dell’area tecnica rosanero Giorgio Perinetti che ricostruisce la sua verità in merito alle ragioni del divorzio con il club di Maurizio Zamparini ed esprime il suo parere sul nuovo corso dirigenziale ed sulle strategie di mercato del suo successore, neo direttore sportivo del Palermo, Franco Ceravolo.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

PERINETTI: “MIO ADDIO? SÌ, SONO DELUSO”

“Se sono deluso da questo epilogo? Indubbiamente sì, perché viene al termine di una stagione sotto certi aspetti esaltante. Perché abbiamo ottenuto il risultato prefisso, cosa mai facile in Serie B. Abbiamo ottenuto la promozione con ampio anticipo e con la terza squadra più giovane del campionato, che ha anche prospettive figure. E’ stata una stagione che ha visto anche il settore giovanile sugli scudi, con Baccin che ha lavorato così bene. Il suo è un nome che al presidente ho fatto io, la fiducia è stata ben riposta, tanto che Zamparini lo ha riconosciuto ieri e in sede di rinnovo contrattuale. Quindi sicuramente, al termine di una stagione con tante note positive, vedere che chi ha contribuito in maniera determinante affinché questi risultati ci fossero, non continuare sembra un po’ un paradosso. Però il calcio è così, ha le sue dinamiche. Il presidente ha preso delle persone che hanno voluto rinnovare molto in società, che gli hanno consigliato di ringiovanire. Speriamo che arrivino frutti in futuro, anche migliori di quelli arrivati nell’ultimo periodo”.

“ZAMPA MI HA FATTO UNA PROPOSTA”

“Se Zamparini mi ha proposto concretamente di rimanere? In effetti devo essere sincero, nella riunione avuta con Zamparini il presidente fu molto propositivo. Al di là dell’aspetto economico, per cui non avrei mai fatto alcun problema, c’era comunque la prospettiva di poter continuare la collaborazione. E’ chiaro però che c’erano degli aspetti nuovi da considerare. Se uno deve lavorare deve condividere il lavoro nel modo migliore per evitare confusione. C’erano tanti cambiamenti in seno al Palermo, è cambiato il team manager, è andato via Francoforte, non si sapeva che fine avrebbe fatto il segretario… tutta una serie di figure di riferimento che cambiando potevano contribuire a non rinnovare l’armonia e la sinergia che ha caratterizzato l’ultima stagione. Devo anche dire che il mercato si riesce a fare grazie all’impegno che mette il presidente. C’è voluta la voglia di Zamparini di tornare in Serie A, i mezzi messi a disposizione da lui per fare quella campagna acquisti, sebbene sia stata sostanzialmente in attivo. E’ innegabile che il mercato sia stato importante, devo dire però sulla gestione di supporto a Iachini c’è stato l’impegno di tutti, di Budan, Francoforte e altre persone. Si era creato un gruppo buono, grazie anche a un lavoro quotidiano fatto sulla squadra di supporto all’allenatore. Adesso ci sono altre persone e auguro a loro di fare altrettanto bene. In Serie A c’è una diversità rispetto alla B, c’è più ancora bisogno di intervento perché si vince meno spesso“.

“ECCO COME SCOPERTO DI CERAVOLO”

“Tra febbraio e marzo ho saputo di Ceravolo al Palermo. Io avevo un impegno fino al 30 giugno e dovevo fare le mie cose. Il rammarico è di non essere stato bravo con me stesso. Avevo saputo tramite Baiguera, il consigliere del presidente, che aveva fatto una confidenza a un ex dirigente, che era stato già preso Ceravolo a marzo – ha raccontato Perinetti a Mediagol.it -. Sono stato zitto perché la squadra stava lottando per vincere il campionato e mi sono dedicato a quella squadra come se nulla fosse. Ho disatteso un po’ i miei interessi, avrei potuto pensare più a me stesso sapendo che c’era questa situazione nuova. Io sono arrivato fino a giugno pensando solo alla squadra, rispettando a pieno la durata contrattuale, penalizzando un pochino gli aspetti personali futuri. E’ una mia scelta però. Se si fosse parlato prima, se avessi portato sul tavolo la discussione prima delle ultime giornate, non a risultato già acquisito, avrei avuto qualche vantaggio. Ma di questo non mi pento, perché rispetto il mio carattere, era giusto che uno che ha un contratto col Palermo lo rispetti fino all’ultimo momento“.

“Scouting? Arriveranno mie scoperte”

“Se mi era rimproverata una mancata attenzione per il mercato estero? In realtà eravamo in B e bisogna considerare questo. Il mercato col Palermo è stato un po’ strano. Non ho gestito quello di gennaio perché c’era Lo Monaco, mentre il mercato estivo mi ha visto intervenire solo con tre operazioni: Giorgi, Von Bergen e Brienza”.“Quando sento parlare degli affari col Novara, di Rios… quelle erano cose già fatte. Però il mercato di Lo Monaco era anche il mio, perché ho accettato di tornare. L’anno scorso sono tornato ed era un mercato di Serie B. Il mercato del prossimo anno, fermo restando che lo scouting va migliorato, vedeva già delle proposte di giovani stranieri e qualcuno sta venendo a Palermo anche se a concludere le operazioni è un’altra persona“.

“SVELO LE DIVERGENZE CON ZAMPA”

“Se ci fosse stata piena convergenza con il presidente sarei stato ancora a Palermo. E’ chiaro che il presidente ha le sue idee e dice l’ultima parola. Io avevo idee diverse anche sulle persone con cui collaborare. Ovviamente lo scouting andava migliorato e va migliorato. Noi l’abbiamo un po’ trascurato. E’ vero che ho fatto girare molti nostri collaboratori, ho girato io stesso per l’Europa, ma non basta. Mi fa piacere che il presidente abbia apprezzato il lavoro del settore giovanile, tanto che l’ha confermato, anche lì c’è sempre bisogno di supporto. Nello scouting c’era da migliorare, però è anche vero che se una persona fa il direttore, e ha responsabilità verso la società e il presidente, deve poter esercitare questa responsabilità condividendo le persone con cui fare questo viaggio. Cambiando tanto queste persone sarebbero mancati dei punti di riferimento e per me questa era una preoccupazione. Si fa sempre tutto per il bene dell’azienda, però in qualche modo bisogna condividere dei percorsi. Se si ha paura di non poter far bene è giusto metterlo in risalto”.

“NUOVO DS? NON SO SE IN CINA…”

Ceravolo da anni lavora nel calcio, è stato il consulente di mercato del Crotone, pur non direttamente. E’ stato all’Arezzo e ha fatto anche altre esperienze. Ora ci sta che possa cimentarsi come direttore sportivo in una piazza come Palermo raggiunta una certa maturità. Ora dovrà dimostrare le sue capacità. Credo che facendo io un passo indietro lo abbia agevolato, perché si sarebbe potuta generare confusione. Ora si ritrova in una società con un presidente non certo a digiuno di mercato, ne sa più di noi e può certo essere produttivo. Ceravolo è stato due anni in Cina, non so quanti giocatori europei possa aver visto. Però recupererà con WyScout o altre formule. Mi sembra che qualcosa abbia anche trovato di base, mi sembra abbastanza buona. E’ di certo più avvantaggiato rispetto a quanto non lo fossi io al mio arrivo a Palermo“.

“CERAVOLO ROSA FA COMODO A…”

“Se Moggi ha caldeggiato Ceravolo al Palermo? Non sono d’accordo, non credo sia successo questo. Ceravolo era già stato vicino al Palermo due anni fa, era stato accostato al Palermo l’anno scorso per vicinanza con Gasperini ma poi si declinò questa possibilità. E’ arrivato a Palermo vista la conoscenza con Zamparini e sicuramente anche con gli auspici di qualcuno, cosa che accade in tutte le acquisizioni di personale”. “Il presidente è talmente esperto da saper decidere da solo. Che qualcuno abbia spinto per una conclusione di questo tipo ci può stare. Dispiace che questa persona aveva interessi in qualche modo affinché questa situazione si concludesse, perché doveva cambiare qualcosa da altre parti. C’è sempre una logica, ma il presidente non si fa condizionare da nessuno. Se Ceravolo l’ha convinto è una decisione del presidente, decide di testa sua. In ogni caso non mi risulta che ci sia di mezzo Moggi”.

“CERAVOLO, DOVEVI DIRMELO PRIMA”

Col presidente Zamparini ci siamo lasciati in assoluta cordialità, c’è stato un confronto di idee, ma non significa che pur non rinnovando non permanga la stima. Ci sarà più avanti modo di sentirsi per qualche occasione particolare. Con Ceravolo una telefonata c’è stata, me l’ha fatta a giugno, ma io me l’aspettavo a marzo. Va bene lo stesso, ha avuto il mio in bocca al lupo, anche se avrei preferito, dato il rapporto ventennale, una confidenza a marzo piuttosto che saperlo indirettamente da qualcuno della società. Fa parte di certe dinamiche, per difendere il proprio posto di lavoro. Anche a me sarebbe piaciuto difendere il mio posto, ma non c’è nessun rimpianto e nessun rancore, conosco troppo bene le dinamiche del calcio. Tutte le volte che il Palermo mi ha chiamato ho cercato di fare il meglio possibile e ho dato tutto me stesso, per il resto va bene tutto, non ho nessun problema”.

“NEO AD TOP.ZAMPA MI HA SORPRESO”

“Quello attuale non è un buon momento per tutte le società italiane: c’è una crisi generale, il Palermo in momenti non sospetti abbastanza vicini ha fatto investimenti importanti sui cartellini dei giocatori e anche sul piano degli ingaggi dei giocatori che sono ancora molto alti. C’è la prospettiva dello stadio e del centro sportivo. Mi sembra un’acquisizione di grande spessore ed esperienza anche per lo sviluppo di idee quali centro sportivo e stadio. E’ una cosa molto importante. Ieri Zamparini mi ha sorpreso per la sua volontà programmatica, lungimiranza e pacatezza. Il fatto di voler ribadire la volontà di fare certe opere significa che Zamparini crede sempre nel progetto-Palermo, vuole portare avanti una società sempre più strutturata e sempre meglio organizzata, con prospettive importanti anche dal punto di vista del centro sportivo e dello stadio“.

“MERCATO? CHOCHEV È UNA MIA IDEA”

Con Iachini c’è stato un solo confronto che riguardava la necessità di coprire certi ruoli. Non siamo andati mai sui nomi e col presidente mai ho potuto parlare delle prospettive dei giocatori da acquistare. Quello che posso dire è che, a mio modo di vedere, al di là delle legittime aspirazioni di Iachini sui ruoli, c’erano dei nomi pensati. Però il mercato non comincia neanche a luglio, figuriamoci se ad aprile o a maggio si poteva già fare qualcosa. Mi fa piacere che un nome che circola come Chochev era stato visto anche da noi. Spero che il Palermo se lo possa assicurare perché è un prospetto interessante. Poi non so su chi sta puntando il Palermo, ma la mia idea era di proseguire su prospetti giovani, perché l’allenatore dovrà anche lavorare di più all’inizio, ma ci sono prospettive di crescita maggiori”.

“REGISTA? ECCO I MIEI NOMI”

“Il centrocampista centrale del prossimo Palermo? E’ un ruolo molto difficile a cui arrivare, non ce ne sono tanti. A parlare di Cigarini e altri giocatori si fa presto, poi ci si scontra con una realtà economica difficile da superare. Io darei sempre una possibilità a Marrone che secondo me può fare quel ruolo in alternativa anche a Maresca. L’ho avuto a Siena e so che è un ragazzo che può dare tantissimo, l’anno scorso è stato penalizzato dagli infortuni, ma è un giocatore importante. C’è Rigoni che andrà in scadenza, poi non so quale giocatore può arrivare. Qualcosa arriverà da Livorno, qualcosa dalla scuderia di Lippi che è vicina. Il Palermo sta lavorando a 360°, sicuramente qualcosa di buono arriverà e sarà funzionale alla squadra. Non c’è da temere il fatto che il mercato non sia ancora decollato, perché anche se non avrà già sabato in organico i nuovi innesti ci sarà tempo per fare buone scelte”.

“ZAMPA VOLEVA SALERNO,VI SPIEGO”

“Non ho mai creduto a un ritorno del presidente sui suoi passi, non ne ho nessun riscontro e non sarebbe stato nemmeno opportuno. Penso che il Presidente abbia pensato di affidare la vicepresidenza a Salerno che ha grande esperienza e poteva essere utile. Ma non tanto perché servisse una persona in quel ruolo ma perché si trattava di Salerno, uomo che conosce bene, e poteva essere di aiuto coi suoi consigli a Ceravolo nello svolgimento del mercato. Poi è stata data piena fiducia a Franco e a lui non posso che augurare buona fortuna e di far bene, perché significherebbe il bene del Palermo e io ai rosanero non riesco a voler male, mi fa sempre piacere che le cose vadano al meglio. Poi vedo che gli piacciono certi giocatori che volevo anche io, quindi mi fa molto piacere che possa arrivare qualcuno che avevo nel mirino. Se avessi avuto modo di parlare di calcio col presidente avrei suggerito gli stessi nomi, non c’è stato modo ma mi auguro che arrivino dei calciatori giovani e di prospetto”.

“HERNANDEZ, HAI ULTIMA CHANCE”

“Per lui non ci sono state richieste, il suo mondiale è stato anonimo e ciò non ha favorito interessamenti che però possono sempre arrivare, è sempre un prospetto interessante. Però se rimane al Palermo deve capire che deve fare una grande annata in Serie A per poter cambiare. Abel è uno di quei calciatori così talentuosi per cui l’unico limite è se stesso. Lui può far benissimo, ma deve concentrarsi sul fare il miglior lavoro possibile. Deve capire che se rimane a Palermo sarà l’ultima chiamata e deve far bene veramente“.

“MI HANNO TOLTO PUNTI RIFERIMENTO”

“Degli innesti societari non ho mai parlato col presidente. Si sapeva della volontà di Zamparini di ringiovanire i ranghi, ma io non sono mai stato interpellato neanche sulle persone più vicine alla mia area. Questo fa parte delle preoccupazioni di un dirigente quando vede mancare punti di riferimento, non venendo interpellato sulle persone che devono ricoprire certi incarichi. La gestione è molto importante, in una stagione ci sono alti e bassi e in quelli bassi bisogna assolutamente fare squadra, questa è una preoccupazione che potevo avere. Cambiando molte figure qualche preoccupazione viene. C’era anche da parlare del settore medico e a 360° di tutta la conduzione. Non essendo mai stato interpellato significava andare avanti con cose che non hai richiesto. Non contesto la bontà delle scelte, dico solo che non sono stato interpellato”.

“LAFFERTY, AVREI FATTO DI TUTTO”

“Il nord-irlandese è un giocatore che al solo pensiero di perderlo è un dispiacere, sia per com’è come ragazzo che come calciatore. Per come si rende disponibile quando sta in panchina: sembra che sia contento di fare quei 20 minuti sparando tutte le cartucce. Ha una mentalità anglosassone e non italiana, si vede. Però bisogna fare delle considerazioni sul suo stato fisico e sui suoi comportamenti. Probabilmente Zamparini non ha nessuna ‘colpa’ rispetto a questa cessione, ammesso che di colpa si possa parlare. C’erano due strade: cederlo come è stato fatto, oppure cercare di lavorare su alcuni aspetti e goderselo un altro anno – ha spiegato -. Ha prevalso la prima cosa, bisogna vedere cosa è stato detto al presidente. Fossi stato io una parola in più l’avrei spesa, ma solo come confronto, perché con un po’ di più pazienza si poteva riportarlo a certi atteggiamenti e comportamenti, sia negli allenamenti, che nelle cure, che nei viaggi che all’ultimo momento ha preso a fare si poteva trattenere. Però un giocatore come Lafferty, che si impegna come un leone contro i difensori avversari, è uno spettacolo vederlo. Magari sarebbe andato via anche con me, dico solo che meritava un certo approfondimento, ma è solo un mio parere che non vale nulla”.

“OK ZAMPA, MA DELUSO DA ALTRI”

E’ innegabile il mio attaccamento al Palermo, l’ho dimostrato nel tempo, al di là dei risultati e del lavoro, delle cose fatte bene e fatte male che sono naturali per chi opera. Penso di aver dimostrato che tutte le volte che il Palermo mi ha chiamato, di aver risposto ‘presente’. Non ho assolutamente rimpianti, il resto fa parte dei convincimenti, delle critiche, fa parte del confronto tra persone. Ringrazio Zamparini di avermi dato la grande possibilità di lavorare a Palermo. Altre persone si sono comportate in maniera un po’ particolare nei miei confronti, questo ci sta, fa parte delle delusioni e della vita. Ci sono persone che hanno delusioni molto più grandi fuori dal mondo del calcio, le mie al confronto sono veramente piccole. Speriamo in un Palermo importante, che faccia un grande anno in Serie A. Sapere che qualcosa di mio c’è stato mi farà solamente piacere“.

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