Palermo, troppe scommesse per la Serie A

Palermo, troppe scommesse per la Serie A

Di William Anselmo
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Di William Anselmo

La partita di Coppa Italia ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti. Dopo più di un mese di ritiro e sette amichevole estive, la partita di Tim Cup era il test giusto per provare la forza del Palermo in vista della Serie A. Certo, potremmo dire che una rondine non fa primavera, però di elementi negativi nel 3-0 subito in casa contro il Modena ce n’è più di uno. Se prendiamo a confronto l’amichevole giocata qualche settimana fa contro il Brescia, altra squadra di Serie B, le analogie non mancano. In quel caso il Palermo andò sotto di due reti nel primo tempo, come successo con il Modena, però poi riuscì a strappare un pareggio all’ultimo secondo grazie a Belotti.

Insomma, anche quello è stato un pareggio che sapeva molto di sconfitta per una squadra che deve giocare la Serie A, nel senso che non si è notato nessun dislivello tecnico tra le due formazioni, però c’era l’alibi di una preparazione molto intensa che poteva aver appesantito le gambe. Sabato scorso, contro la squadra di Novellino, addirittura la differenza di qualità si è evidenziata tra le due formazioni a sfavore del Palermo. Questo non è incoraggiante, soprattutto quando sei a pochi giorni dall’esordio in campionato.

I limiti di questa squadra sono evidenti. L’intelaiatura è quella della Serie B (che ha guadagnato la promozione) ovvero… Della squadra che due anni fa è retrocessa in cadetteria. I reduci della squadra che retrocesse sono ben undici, alcuni dei quali due anni fa erano solo riserve, rincalzi o vennero ceduti a gennaio, mentre oggi partono da titolari:
Stefano Sorrentino
Samir Ujkani
Ezequiel Muñoz
Milan Milanović
Andrea Mantovani
Eros Pisano
Michel Morganella
Édgar Barreto
Franco Vázquez
Paulo Dybala
Abel Hernández

Dei giocatori finora arrivati dal calciomercato (Chochev, Quaison, Feddal e Rigoni), Rigoni è l’unico che ha esperienza in Serie A. Gli altri sono i famosi “acquisti in prospettiva“. Zamparini ha annunciato che arriveranno altri tre giocatori “nazionali” (Stankovic, Gonzalez, Emerson), ma si tratta sempre di giocatori alla loro prima esperienza in Italia e che quindi dovranno calarsi in una realtà completamente nuova. Anche l’unico attaccante andato a segno durante il ritiro in sei amichevoli su sette, Andrea Belotti, sarà alla sua prima esperienza in Serie A.

C’è quindi tanta carne sul fuoco e tanta speranza in questo calciomercato da parte della società che più che avere certezze, spera che questi giocatori possano esplodere e salvare la squadra da una nuova retrocessione (o magari andare in Europa). Tutto questo a causa principalmente degli investimenti sbagliati degli anni passati e anche della crisi economica. Non ci sono alternative. Oggi la strategia di Zamparini è quella di scommettere come una volta sul giocatore “gratta e vinci” piuttosto che sull’usato garantito. Punta al jackpot, ma potrebbe non vincere niente. Anzi, potrebbe stra-perdere.

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