PALERMO SOFFRE, VINCE E PIACE. OK LAZAAR, ABEL LANCIA LA FUGA.

PALERMO SOFFRE, VINCE E PIACE. OK LAZAAR, ABEL LANCIA LA FUGA.

di Leandro Ficarra
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di Leandro Ficarra

Vincere, consolidare il primato e possibilmente allungare sulle inseguitrici. Il Palermo capitalizza al massimo il turno casalingo e centra tutti gli obiettivi di giornata imbastendo la prima mini fuga del suo campionato. Una vittoria di misura, voluta e sofferta, contro un Padova che si è difeso con ordine provando anche a riproporsi, pungendo a tratti la retroguardia di Iachini. Decisiva la firma a pochi minuti dal termine di Abel Hernandez, freddo e preciso nella trasformazione di un penalty concesso da Pairetto per fallo di mano di Carini su conclusione di Stevanovic. Sul piano individuale, ottimo esordio dell’esterno mancino Lazaar che ha conferito spinta e qualità sulla corsia di competenza, così come l’impatto a gara in corso di Vazquez che ha elevato cifra tecnica e tasso di creatività in sede di sviluppo della manovra. Proprio l’ingresso dell’argentino, al pari di quello di Stevanovic, ha dato corpo all’arrembante assalto finale dei rosa, che come raramente accaduto in questa stagione hanno abbinato intensità a trame di buon livello anche sul piano qualitativo. Già nella prima frazione i rosa erano parsi più lineari e fluidi nella circolazione della sfera. Maresca e Verre alternavano la ricerca della profondità sulle punte allo sviluppo di gioco sulle corsie. In particolare dal binario sinistro, ove Lazaar imperversava coniugando esplosività e tecnica, partivano una serie di invitanti traversoni su cui Abel e Lafferty giungevano con un attimo di ritardo. La catena di destra, prestante ma operaia, vedeva Pisano spingere con generosità ma con la consueta imprecisione al momento di calibrare il cross. Proprio Pisano divorava la palla gol più clamorosa del primo tempo, alzando incredibilmente il piattone su sinistro masticato da Abel. Il Padova arrancava senza perdere mai distanze e disciplina in fase di non possesso. I biancoscudati ripartivano con fraseggi rapidi e ben orchestrati smarrendo lucidità in fase di rifinitura, scaldavano i guanti a Sorrentino con un tiro di Cuffa e reclamavano il rigore per un body check troppo energico di Pisano che travolgeva rovinosamente Rocchi. Nella ripresa dopo un’occasionissima veneta griffata Osuji, era un monologo rosa. Gli ingressi di Vazquez e Stevanovic davano un volto marcatamente offensivo alla compagine di Iachini. Il forcing degli ultimi venti minuti non produceva occasioni clamorose, ma lavorava il Padova ai fianchi, con una manovra armoniosa ed avvolgente che innescava Lazaar e Stevanovic, bravi a saltare l’uomo e sfornare cross pericolosi per la retroguardia veneta. Quindi l’episodio chiave, con il rigore pesantissimo da tre punti trasformato da Abel. Continuità di risultati e primato in classifica autorizzano il sorriso: quattro lunghezze sull’Empoli e sei sul terzo posto rappresentano una dote piccola ma significativa a questo punto del campionato. Confortanti conferme ed importanti novità sono emerse nel corso della sfida contro i biancoscudati. Assodati equilibrio tattico e forza mentale di questo gruppo, l’ultimo terzo di gara ha messo in risalto la bontà dell’operato del club in sede di mercato invernale. La sapienza nel gestire e giostrare la sfera di Enzo Maresca, ha dato fosforo, tempi e qualità all’impostazione della manovra. Lazaar ha impressionato per vocazione propulsiva, abilità nell’uno contro uno, e levatura balistica del suo sinistro. E poi c’è il redivivo Vazquez, reintegrato in lista e riciclato intermedio, che ha dimostrato di possedere mezzi tecnici e qualità che se alimentati possono costituire un fattore in questa categoria. Stevanovic, se in salute, può spaccare le partite, cambiando volto alla fascia destra. Ancora monumentale Lafferty, la cui vena gladiatoria è pari all’intelligenza calcistica. Il Palermo ha vinto il match schierando contemporaneamente ben sei giocatori di chiara natura offensiva sui dieci di movimento. Un assetto che chiaramente scalfisce gli equilibri in fase difensiva portandoti a concedere qualcosa, ma eleva sensibilmente il tasso qualitativo del gioco e l’indice di pericolosità. Ovviamente, tipologia di partita e condizione dei singoli non sempre consentiranno di azzardare questa formula, ma si è intravisto un volto offensivo che potrà fungere da letale risorsa in determinate contingenze. Iachini conferma il consueto 3-5-2 , ristabilisce le gerarchie tra i pali, preferendo Sorrentino ad Ujkani e lancia dal primo minuto il nuovo arrivato Lazaar. Pacchetto difensivo composto da Munoz, Terzi ed Andelkovic, centrocampo con Maresca playmaker affiancato da Bolzoni e Verre. Abel e Lafferty formano il tandem offensivo. Palermo che gestisce il pallino del match, Padova che rintuzza e riparte. I rosa sfruttano la verve del neo arrivato Lazaar e sfondano spesso a sinistra. Gli invitanti cross dell’esterno marocchino non trovano pronti Abel e Lafferty anticipati per un soffio dai centrali patavini. Pisano fallisce incredibilmente il gol del vantaggio, poi travolge Rocchi in area ma Pairetto lo grazia. Il Padova calcia due volte dal limite con Vantaggiato che non centra il bersaglio. La ripresa vede i veneti fallire l’occasione del vantaggio: combinazione Rocchi-Pasquato-Osuji con il numero 14 che spreca calciando alto solo davanti a Sorrentino. Iachini trasmette audacia ai suoi: dentro Vazquez per Verre, quindi Stevanovic per Pisano, fischiato dal pubblico. Il Palermo cresce ed innesca bene le corsie laterali: Lazaar per Abel, ma il colpo di testa è centrale. Vazquez pesca Andelkovic sul secondo palo ma Mazzoni con il piede sventa l’incornata dello sloveno. Al minuto 84 la svolta: braccio largo di Carini su botta di Stevanovic. Rigore trasformato da Abel. C’è tempo per un rosso a Santacroce ed il debutto di Vitiello. Poi tutti a festeggiare sotto la curva: la cavalcata continua.

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