PALERMO PROBLEMI NUOVO STADIO: SERVE ALTRO PROGETTO

PALERMO PROBLEMI NUOVO STADIO: SERVE ALTRO PROGETTO

Il match di qualificazione a Euro 2016 che lo scorso 10 ottobre ha visto la nazionale italiana impegnata contro l’Azerbaigian allo stadio Renzo Barbera ha posto in primo piano il problema.

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Il match di qualificazione a Euro 2016 che lo scorso 10 ottobre ha visto la nazionale italiana impegnata contro l’Azerbaigian allo stadio Renzo Barbera ha posto in primo piano il problema concernente la costruzione del nuovo stadio, dato che in questo momento gli standard chiesti dall’Uefa non permettono all’impianto di Viale del Fante di  ospitare altre manifestazioni europee. Il progetto disegnato dall’architetto Gino Zavanella ,ormai tre anni fa, sembra essere finito nel dimenticatoio a causa di questioni burocratiche che non permisero al presidente Zamparini di avanzare una proposta seria. Il sindaco Leoluca Orlando – come riportato da Repubblica Palermo -, sarebbe disposto a  visionare una nuova idea di progettazione. “Il vecchio progetto prevedeva una compensazione urbanistica legata a una vecchia norma non più in vigore. Se arriverà all’ufficio tecnico un nuovo progetto, che non preveda compensazioni di alcun tipo, il Comune sarà pronto a valutare la proposta. Zamparini – ha dichiarato Orlando -, non può certo dire che il progetto è stato presentato al vecchio sindaco. Presenti un progetto nuovo e lo valuteremo”. Nonostante le parole pronunciate dal primo cittadino di Palermo, il progetto per il nuovo stadio è rimasto fermo ed è per questo motivo che l’amministratore delegato rosanero Andrea Cardinaletti ha voluto chiarire la situazione attuale. “La costruzione dello stadio resta un elemento centrale nel piano di rilancio della società. Il vecchio progetto riguarda un’ipotesi fatta a suo tempo, sulla quale io non voglio entrare. Posso dire che il progetto va aggiornato in funzione del tempo trascorso. Stiamo predisponendo i nuovi disegni tecnici e confidiamo che saranno presi in esame con grande attenzione e sollecitudine.Quando diciamo burocrazia – afferma Cardinaletti a Repubblica Palermo – ci riferiamo alla dilatazione dei tempi. In questo caso vanno riviste le ipotesi progettuali perché non si può pensare di usare gli stessi piani di tre anni fa. Rispetto ad allora sono cambiate tante cose, anche le valutazioni economiche sulla realizzazione dell’impianto. Dal Comune e dalla Regione abbiamo riscontrato una particolare sensibilità alla nostra iniziativa. Mi sembra che tutte le componenti abbiano capito l’importanza e la valenza del nostro progetto che ha comunque un interesse pubblico. Il nostro piano operativo – conclude l’ad del Palermo -, prevede la conclusione dell’iniziativa legata al centro sportivo di Carini e poi la riproposizione del progetto stadio. Il progetto di base c’è ed è valido  rivedere alcune cose è normale. Il vecchio piano era predisposto su altre basi e non si può certo riproporre esattamente com’era. Sono cambiate normative, parametri e assetti. Restiamo comunque fiduciosi sulla realizzazione dell’opera”.

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