Palermo, Lupo-Valoti ed il passaggio di consegne. L’ex ds incontra il suo erede…

Palermo, Lupo-Valoti ed il passaggio di consegne. L’ex ds incontra il suo erede…

Il dirigente abruzzese lascia il suo incarico con inevitabile amarezza ma con la serenità di chi è conscio di aver fatto pienamente il suo dovere. L’ultimo confronto con la squadra e l’incontro con il suo erede…

Ultime ore nel capoluogo siciliano per l’ex direttore sportivo Fabio Lupo.

Il dirigente abruzzese lascerà Palermo nel pomeriggio di oggi nell’ambito dell’ennesima rivoluzione dirigenziale voluta dal patron Maurizio Zamparini, in seguito alla recente crisi tecnica della squadra. Compagine di Tedino che ha racimolato appena un punto in quattro partite prima della vittoriosa sfida contro l’Ascoli.

Fabio Lupo diviene, suo malgrado, il capo espiatorio di un’involuzione trasversale di natura prevalentemente mentale, atletica e tecnica, non di certo imputabile esclusivamente alle sue responsabilità.

All’ex ds rosanero resta la magra soddisfazione di essere stato artefice sul piano strategico-operativo dell’allestimento di un organico ancora in piena lotta per il perseguimento dell’obiettivo prefissato: il Palermo, nonostante il blackout di febbraio che ne ha rallentato sensibilmente la marcia, resta comunque a tre punti dal Frosinone secondo in classifica ed a quattro dall’Empoli capolista. Margine di distacco ampiamente colmabile se si dovesse ritrovare, come auspicabile, identità, compattezza e continuità di risultati, in virtù delle quattordici gare ancora da disputare nella regular season.

Estremamente flebili e approssimative le ragioni addotte dal patron friulano come cause scatenanti del divorzio, sia per quanto concerne una presunta inadeguata connessione, in termini relazionali e motivazionali, con la squadra, sia relativamente alla gestione della sessione invernale di mercato.

L’applauso sentito e commosso tributato dai calciatori a suggello del discorso di commiato dell’ex direttore sportivo vale più di ogni illazione.  (LEGGI QUI). Al pari dei numerosi attestati di stima e solidarietà giunti al dirigente in queste ore da numerosi giocatori tra i più rappresentativi, per carisma ed esperienza, in seno allo spogliatoio rosanero. In merito agli errori di supponenza e valutazione compiuti dal club nel corso della sessione invernale, basta leggere le dichiarazioni rilasciate ieri da Lupo (LEGGI QUI) per stilare un quadro obiettivo in relazione a dinamiche, ruoli e gradi di responsabilità.

La linearità operativa apportata da Fabio Lupo durante i sette mesi del suo mandato, in netta discontinuità con il modus operandi e la gestione collegiale preminente in passato, si è di fatto rivelata un boomerang per il dirigente originario di Pescara. (APPROFONDISCI QUI)

La centralità di tecnico e direttore sportivo in sede di allestimento dell’organico, i criteri tecnico-tattici come prioritari nell’individuare ed ingaggiare i calciatori funzionali al credo calcistico dell’allenatore, l’esistenza di profili professionali a fungere da riferimenti certi, preziosi collanti tra proprietà e squadra.  Un patrimonio di normalità e stabilità instillato in questi mesi di cui ha beneficiato l’intero ambiente e che adesso rischia di essere dilapidato.

Prima di lasciare Palermo, Fabio Lupo incontrerà stamane il suo erede, Aladino Valoti, per un cordiale passaggio di consegne.

Tra i due c’è già stato un colloquio, interlocutorio ed informale, nella giornata di ieri, in  piena conformità col rapporto di stima e conoscenza, datata e reciproca, che li legava già prima che i loro destini si incrociassero in questa particolare circostanza.

Per Valoti inizia un nuovo e stimolante percorso che costituisce una straordinaria opportunità professionale in ambito dirigenziale.

All’ex ds Fabio Lupo resta una consistente dote di stima, apprezzamento e consenso, riconosciuta quasi all’unanimità da tifosi, media e addetti ai lavori. Unitamente a coerenza, onestà intellettuale e passione che hanno caratterizzato l’opera professionale prestata in sette mesi.

Da adesso in poi indosserà i panni del tifoso illustre della squadra che, tra conferme pesanti, innesti azzeccati, cessioni dolorose e fisiologici errori, ha costruito lui di concerto col tecnico e l’avallo del patron. Sperando di tornare nel capoluogo siciliano la prossima estate, magari per celebrare la conquista di un obiettivo importante per il club e la città.

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