Palermo: la situazione di Simon Makienok. Il ds del Brondby è perentorio e il danese attacca duramente la stampa

Palermo: la situazione di Simon Makienok. Il ds del Brondby è perentorio e il danese attacca duramente la stampa

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Un contratto quadriennale firmato ad agosto del 2014, quattro presenze in Serie A e null’altro. Simon Makienok ha fatto presto a terminare nel dimenticatoio dei rosanero. Giunto a Palermo con l’intento di sostituire il centravanti nordirlandese Kyle Lafferty, il danese di Naestved non è stato in grado di convincere Beppe Iachini a schierarlo con continuità in campo.

Il nuovo Luca Toni (?) – Eppure Franco Ceravolo, ds che lo ha portato nel club di viale del Fante, credeva molto nelle sue potenzialità. Anzi, vi crede tuttora. Tant’è che, in una recente intervista il dirigente calabrese lo ha accostato a un inarrivabile Luca Toni, punta 38enne dell’Hellas, instancabile, inesauribile e intramontabile. A 24 anni Simon ha ancora tutto da dimostrare, ma il fatto che l’allenatore rosanero non l’abbia reputato pronto per giocare in Serie A, fa riflettere parecchio.

La scelta di Makienok – A gennaio scorso vi era la possibilità di far partire l’ex Brondby. Il regolamento imponeva però due tipologie di destinazioni: avendo già indossato la maglia di due club in stagione (Brondy prima, Palermo poi), il danese avrebbe potuto o tornare al club di provenienza oppure accasarsi in una squadra la cui stagione avrebbe avuto inizio a gennaio 2015. Si fa chiaramente riferimento ai campionati di Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Lituania, Lettonia. Makienok aveva mercato soprattutto in Scandinavia, ma decise di aspettare. Attendere l’estate per ricevere, ad esempio, la chiamata di un club militante in un campionato maggiormente di livello in Europa. Spera nella Premier, lega in cui i centravanti come lui non trovano difficoltà a centrare il bersaglio grosso. Accetterebbe anche la Liga, la Bundes, la Ligue 1. Finora, però, nulla di tutto questo. Le offerte di ingaggio provengono tutte dai fiordi, dove tra l’altro la sessione di trattative si è conclusa a marzo.

Il Brondby chiude le porte – Eppure esisteva una destinazione a lui gradita e che, per regolamento, si sarebbe potuta prendere in considerazione: il Brondby. Per lui si sarebbe trattato di un ritorno momentaneo a casa. Ma, si sa, per un matrimonio è necessario il ‘‘ da ambo le parti. Il club danese non aveva nessuna intenzione di riaccoglierlo e non l’ha neanche tuttora. Il direttore sportivo Per Rud è stato perentorio: “Non c’è nessunissima possibilità che possa tornare da noi. Ricordo che grazie alla cessione di Makienok (operazione che ha portato 2,3 milioni di euro nelle casse dei danesi, ndr) siamo riusciti a risanare i nostri bilanci. Sarebbe illogico anche riprenderlo in prestito”, le parole del ds.

Makienok attacca la stampa – Intanto il giocatore del Palermo si scaglia contro la stampa danese e in un tweet condiviso nel pomeriggio di ieri, ma cancellato poco dopo, ha riservato frasi poco dolci a un giornalista, reo – a senso suo – di non aver scritto la verità sul suo conto. Ecco il contenuto del post edulcorato da noi volontariamente. “Rimango allibito leggendo alcuni articoli della carta stampata. Siete ignobili e la cosa non vi fa onore per niente”.

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