Palermo in Serie C, Abete: “Non è finita, ci sarà un confronto. Ecco cosa potrebbe accadere, la FIGC…”

Palermo in Serie C, Abete: “Non è finita, ci sarà un confronto. Ecco cosa potrebbe accadere, la FIGC…”

L’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete dice la sua sulla sentenza del TFN che ha retrocesso il Palermo in Serie C

Ore buie in casa Palermo.

Il Tribunale Federale Nazionale ha decretato in primo grado che il club di Viale del Fante è retrocesso all’ultima posizione della classifica del campionato di Serie B e che, dunque, nella prossima stagione ripartirà dalla terza categoria. Il provvedimento è stato nella giornata di ieri reso immediatamente esecutivo dalla Lega B, che ha scelto di non rimandare i play-off in vista di un eventuale ricorso dei rosanero, i quali sperano ancora negli altri gradi di giudizio.

L’ex presidente della FIGC Giancarlo Abete, intervenuto ai microfoni di TMW, ha detto la sua sull’amara sentenza emessa dagli organi giudiziari nei confronti dei siciliani: “Il provvedimento relativo al Palermo è immediatamente esecutivo e in quanto tale determina degli effetti. Ciò non toglie che il Palermo stia all’interno di un percorso di Giustizia Sportiva e quindi ha la possibilità attraverso gli altri gradi di portare avanti le proprie ragioni. Se il Palermo dovesse otenere una modifica della decisione nelle sedi successive avrebbe tutto il titolo di far valere le situazioni sportive. Il Palermo è stato retrocesso e questo determina comunque uno scorrimento della classifica. Ma qualunque procedimento di Giustizia Sportiva passa attraverso alcuni gradi di giudizio. La situazione è complessa per i soggetti interessati, rimane una valutazione di fondo: il dominus, perché le norme dicono questo, rimane l’organo di Giustizia Sportiva”. 

Una scelta favorevole alla squadra di Delio Rossi sarebbe stata quella di rimandare i play-off: “Da un punto di vista concettuale capisco le varie tesi. Chi la fa troppo semplice commette un errore… senza dubbio c’è un provvedimento intervenuto il giorno dopo la fine del campionato. L’organizzazione dei campionati è affidata alle Leghe che hanno il dovere di rispettare le decisioni degli organi di Giustizia Sportiva. La Lega B ha ritenuto che fosse il passaggio corretto, in ogni caso rimane una titolarità piena dell’organo di Giustizia Sportiva. Se fossi il Palermo mi concentrerei sul ricorso: se determinasse una fattispecie diversa rispetto alla decisione del TFN potrebbe far valere le proprie ragioni. In caso di play-off già disputati il Palermo potrebbe chiedere in base alle norme un provvedimento che legittimi il fatto di non avere potuto partecipare in relazione ad un iter comunque breve. Bisognerà capire se la decisione in secondo grado sarà in linea con ciò che ha detto il TFN oppure no. Io sicuramente prima di prendere una decisione del genere avrei approfondito meglio le carte. Sono sempre abituato a contare fino a trenta prima di prendere un provvedimento del genere. Sarei stato un po’ più prudente”.

I rosanero, nel frattempo, sperano in un intervento della FIGC: “Credo che la FIGC stia approfondendo il problema di natura giuridica. A breve ci sarà un Consiglio Federale e mi sembra che ci siano tutte le condizioni per ottenere un momento di confronto e capire meglio le situazioni in essere. Da parte di tutti ci vorrebbe meno propaganda, il calcio è un fatto di comunicazione ma anche se fai comunicazione i problemi restano. Quando ci fu il problema Parma si disse che non ci sarebbero stati più problemi e invece questi sono anche aumentati. Sarebbe opportuno evitare di fare propaganda. Comunque ho grande fiducia nel Presidente Gravina che nei limiti della sua titolarità sa governare al meglio”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy