Palermo, Giammarva: “Io guardiano della Procura, non è stato capito. La verità sulle mie dimissioni”

Palermo, Giammarva: “Io guardiano della Procura, non è stato capito. La verità sulle mie dimissioni”

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex presidente del Palermo: “Fallimento sventato una mia grandissima soddisfazione”

Parola a Giovanni Giammarva.

“Io sono stato definito un presidente di garanzia forse per la mia esperienza professionale, per come ho lavorato nei 30-40 anni della mia attività professionale. Quando ho preso l’incarico mi sentivo più di garanzia della Procura nonostante tutto, perché con me qualora ci fosse stata la volontà o il dubbio di fare qualche operazione non si sarebbe sicuramente fatta. Mi sentivo quasi un guardiano della Procura e forse questo non è stato recepito, d’altronde poi si è verificato un fatto che mi ha portato alle dimissioni. Questo ha confermato il mio modo di affrontare questa garanzia che era quella che io immaginavo”, sono state le sue parole.

L’ex presidente del Palermo, intervistato ai microfoni di Trm, è tornato a parlare della sua esperienza in seno al club di viale del Fante e sulle dimissioni rassegnate lo scorso 8 agosto 2018.

DIMISSIONI – “Mi sono dimesso durante un consiglio di amministrazione iniziato il 23 luglio 2018 e conclusosi il 27. Presi questa decisione poiché volevo imporre dei controlli da fare sulla società perché bisognava a tutti i costi, considerato quello che era lo stato economico dell’azienda, fare determinate verifiche per cercare di rimodulare certi costi e per migliorarla dal punto di vista reddituale. Lì c’è stata una presa di posizione da parte dell’allora direttore amministrativo (Daniela De Angeli, ndr) e dopo che è stata portata avanti un’operazione sulla quale non ero d’accordo ho deciso di dimettermi perché non era più il caso. Ho chiamato Zamparini durante il Consiglio di Amministrazione per annunciare che avrei lasciato, lì l’ex patron è saltato dalla sedia; poi ci siamo visti a Sappada proprio in quel periodo. Non è stato per un contrasto con Zamparini se ho deciso di andare via, il rapporto con lui è stato ed è eccezionale anche se al momento non possiamo sentirci per varie motivazioni. Il mio legame con la società era vera e non è mai stato costruito, il Palermo non è mio e io non sono neanche troppo appassionato di calcio. Mi sono dimesso rinunciando anche ad un compenso importante, l’ho fatto perché qualcosa non andava. E mi devo sentire dire che avrei corrotto un giudice per non fare fallire il Palermo… Non avrei avuto nessun tipo di interesse”, ha spiegato.

NO AL FALLIMENTO – “Fallimento sventato? Questa è stata una mia grandissima soddisfazione, aver lavorato in un certo modo e permettere alla società di non fallire. Soprattutto per il motivo che nasce dalla genesi del mio incarico , ho accettato dopo aver fatto un’attività di verifica dei conti del Palermo perché volevo capire la situazione della società dal punto di vista finanziario ed economico. Volevo capire come giravano i flussi finanziari, dopo ho capito che la società non sarebbe andata in contro al fallimento. La società è ancora lì, la grande soddisfazione è aver dato alla città una seconda possibilità perché questa squadra è importante per i nostri tifosi, l’ho fatto per Palermo e ho lavorato con grande serenità e professionalità”, ha concluso Giammarva.

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