Palermo: Gazzi, un centrocampista d’altri tempi. Ecco cosa scrive il giocatore sul suo blog

“Corro, penso, scrivo”: è il titolo del sito Internet del nuovo centrocampista rosanero. Sul blog, il giocatore pubblica le sue riflessioni.

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Lo scorso 2 agosto l’annuncio: Alessandro Gazzi è un nuovo giocatore del Palermo.

Proprio nel giorno in cui si è trasferito dal Torino in rosanero, il centrocampista ha inaugurato il suo sito internet personale. “Corro, penso, scrivo”. Questo è il titolo che compare sul suo blog.

“Il centrocampista è lontanissimo dagli stereotipi del calciatore tutto veline e tatuaggi. Anzi, quando il giorno della presentazione ha parlato del suo ruolo, è sembrato più vicino al modo di intendere il calcio che avevano certi giocatori di una volta piuttosto che a quello che ormai hanno i proprietari di creste, scarpe colorate e macchinoni – scrive l’edizione odierna de ‘La Repubblica’ -. E sabato sera, quando ha esordito in maglia rosanero, era l’unico con le scarpe tutte nere ai piedi. Un marziano arrivato dal pianeta calcio a Palermo? Niente di tutto questo. […] Una persona senza grilli per la testa. Normale come tante altre, insomma. E che non fa nulla per nascondere la sua eccezionale normalità. La meditazione, quasi di nascosto dagli sguardi dei suoi compagni di squadra del Torino, lo ha aiutato in un momento difficile della carriera. Quello che è seguito allo scandalo del calcioscommesse che lo ha investito quando era già in granata”.

La presentazione – “Mi chiamo Alessandro Gazzi sono nato a Feltre in provincia di Belluno il 28 gennaio 1983 da papà Francesco e mamma Dolores. Ho una sorella, Rebecca, 3 anni più piccola di me. Sono sposato dal 2007 con Deborah e ho tre figlie: Camilla, Nicole ed Emily. Sono un calciatore professionista attualmente in forza al Palermo – si presenta così il centrocampista rosanero, attraverso il proprio blog -. Ho 33 anni e gioco a calcio. Inimmaginabile, fino a qualche tempo fa, la scelta di rendermi più social. Questo è il concreto inizio di un nuovo percorso intrapreso nel corso di due anni ricchi di idee, conversazioni e riflessioni. È la sfida vinta contro l’introversione, la timidezza e i silenzi del mio essere. La mia valvola di sfogo creativo”.

La meditazione – “Medito. O meglio, mi concentro. 5 10 minuti al giorno, non di più. All’inizio sono i pensieri, i suoni circostanti ed il respiro. Poi il respiro e le sensazioni corporee. Infine le visualizzazioni: nel mio allenamento mentale sono previste le immagini di gioco in prima persona, io che recupero palla, io che imposto l’azione, io che rilancio un contropiede, io che incito i compagni, io che segno, io che esulto. Nient’altro. È già da qualche tempo che spendo questi pochi minuti che precedono la seduta d’allenamento sul campo per svolgere i miei abituali esercizi di concentrazione nella struttura adibita a palestra di fronte al parcheggio del centro sportivo; non è stato sempre così: lo scorso anno utilizzavo una piccola stanza utilizzata dai preparatori atletici per i loro test psicofisici: a fine seduta, lontano da occhi indiscreti mi rilassavo sdraiato su uno dei due lettini disponibili per circa un quarto d’ora – scrive Gazzi -. Prima ancora invece era la toilette degli spogliatoi, location alquanto angusta ma in un certo qual modo confortevole: mi barricavo dentro, abbassavo il copritazza in ceramica e seduto con gli occhi chiusi iniziavo nel mio solitario monologo mentale. Medito da circa un anno e mezzo. Accadde tutto in maniera naturale; comprai un libro ci lessi un concetto sconosciuto, navigai in internet alla ricerca di ulteriori informazioni; preso dall’ entusiasmo scambiai mail con Alberto, un mio ex preparatore atletico, acquistai altri libri e allargai gradualmente i miei orizzonti, giorno dopo giorno. Verso luglio 2014 il mio futuro calcistico era perlopiù ignoto, di difficile decifrazione e nonostante l’incertezza del domani mi sentivo incredibilmente sereno e tranquillo. Perché ero consapevole che la nuova, immaginaria strada intrapresa dal mio pensare mi avrebbe portato ancora lontano, giorno dopo giorno; dovevo solo lavorare con pazienza, in maniera costante, senza nulla temere. E così, dopo una turbolenta successione di eventi favorevoli, di coincidenze fortunate e incontri appaganti mi ritrovo qui, oggi, su questa pagina web, a cercare di raccontare attraverso le parole, il mio mondo interiore”.

2 commenti

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  1. pablito - 2 mesi fa

    Vai Alessandro. Persona seria in una società poco seria.

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  2. ronemax - 2 mesi fa

    Non so che tipo di calciatore potrà essere a Palermo e che tipo di risultati raggiungerà, ma almento come persona gia mi è simpatico… un carattere da mosca bianca a guardare ciò che c’è oggi….

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