Palermo-Frosinone: Al “Barbera” va in scena il primo atto della finale play-off. Dubbi di formazione e voglia di vincere, le scelte di Stellone…

Palermo-Frosinone: Al “Barbera” va in scena il primo atto della finale play-off. Dubbi di formazione e voglia di vincere, le scelte di Stellone…

Ancora qualche dubbio di formazione per il tecnico rosanero che non vuole scoprire le carte né concedere vantaggio alcuno all’avversario. Possibili sorprese ed il dilemma Nestorovski…

di Mediagol2, @Mediagol

Un “Barbera” tronfio di entusiasmo e di passione.

Pronto a spingere la propria squadra in quello che sarà il primo, delicatissimo, atto della doppia finale play-off che può schiudere le porte della massima serie.  C’è un solo posto ancora disponibile al tavolo delle grandi ed il Palermo vuole fin da subito gettare basi solide per accaparrarselo.

Di diverso avviso, ovviamente, la fiera contendente della compagine di Stellone: il Frosinone di Moreno Longo.

Ciociari bramosi di rompere quello che è ormai divenuto per loro un vero e proprio sortilegio calcistico. Schiaffeggiati dal destino, per due stagioni di fila, con la bottiglia di champagne rimasta desolatamente in frigo, fino a frantumarsi. Come i dolci sogni promozione della formazione gialloblù. Andati regolarmente di traverso, sotto forma di rospi amari come il fiele.

Entrambe le squadre erano accomunate da dichiarate velleità di promozione diretta. Entrambe hanno fallito l’obiettivo, seppur con dinamiche e tempi diversi. Adesso cercano di sgattaiolare dalla porta di servizio per intrufolarsi in extremis nel salotto buono del nostro calcio.

Rimpianti, delusioni, polemiche, recriminazioni. Tutto archiviato. Centottanta minuti in cui conterà solo una cosa: il ritorno in Serie A. Panacea di controversie, stenti, errori e tensioni. Obiettivo che, se raggiunto, darebbe senso alla stagione. Dissolvendo valenza e ragion d’essere di tutte le componenti che l’hanno segnata, caratterizzata e quindi indirizzata.

Il Palermo sembra in promettente rullaggio in attesa del decollo. Prova a mascherare ammaccature e graffi, ha dato una pettinata alla psiche ed una messa a punto al motore. Che non romba a pieni giri ma almeno si scalda un po’.

L’effetto Stellone ha rivitalizzato una squadra attanagliata da un preoccupante torpore atletico e motivazionale.

Talmente travolta da infortuni, pressioni, caos gestionale e crollo di risultati da far temere una resa anticipata.

Disconnessione nervosa e totale assenza di empatia calcistica con il tecnico precedente erano criticità fin troppo evidenti negli ultimi due mesi dell’era Tedino. Urgeva probabilmente una svolta più tempestiva.

Stellone ha fatto il suo e l’ha fatto molto bene.

Senza inventarsi chissà quali sofisticati e astrusi teoremi. Con l’arte della grinta, della personalità, del buon senso. Una nuova impronta tattica fin da subito ma, soprattutto, un diverso imprinting sotto il profilo mentale.

Un calcio votato ad un’interpretazione più propositiva, aggressiva e coraggiosa. Almeno nelle intenzioni, nella strategia e nell’atteggiamento. Compatibilmente a condizione e limiti dei singoli interpreti.

Un Palermo più logico ed essenziale, che dipanasse la sua manovra con intensità e ritmi più sostenuti e sostenibili. Alla ricerca di verticalità e non solo di ampiezza, che provasse a ritrovare il concetto di qualità tra le linee ed attacco alla profondità. Non tutti i nobili propositi si sono commutati in fatti tangibili e virtuosi sul terreno di gioco, anzi. Molti difetti sono rimasti cronici. Ma scelte forti e autonome, basate esclusivamente su criteri strettamente inerenti al terreno di gioco, hanno progressivamente conferito sostanza ed autorevolezza al lavoro del tecnico. I risultati, nel complesso, gli hanno fin qui dato ragione. Otto punti in cinque gare nella regular season che potevano essere dieci, con tanto di promozione diretta, senza quel rigore fallito da Coronado contro il Cesena.

Una semifinale play-off ben gestita nell’ottica dei 180 minuti contro un temibile Venezia. Tatticamente molto ben preparata e condita da scelte, per certi versi sorprendenti ma redditizie alla luce del risultato, coraggiose in sede di formazione iniziale.

Adesso viene il bello ed il difficile.

Stilare l’undici titolare da mandare in campo al “Barbera” contro il Frosinone in questa pesantissima gara uno non sarà impresa semplice. Proviamo ad illustrare le ipotesi più plausibili.

Nestorovski, da leader, capitano e bomber di razza, ha digerito male le ultime esclusioni. Immaginare un suo rilancio dal primo minuto in un match in cui sei chiamato a vincere pare abbastanza automatico. Ma questa soluzione è tutt’altro che scontata.

Se Stellone dovesse puntare sul bomber macedone potrebbe optare per un 4-3-1-2 con due centrocampisti dinamici e aggressivi in interdizione (Murawski e Fiordilino) a fianco di Jajalo. Coronado a galleggiare tra le linee alle spalle di La Gumina ed appunto Nestorovski.

Lasciare fuori il Trajkovski intenso e brillante, oltre che utilissimo in fase di pressione e ripiegamento difensivo, potrebbe costituire un azzardo. Ma Stellone potrebbe far rifiatare il numero sette rosa, che ha già fatto gli straordinari nell’ultimo scorcio di regular season e nella doppia semifinale contro i lagunari.

Per le sue caratteristiche, strappo in ripartenza ed uno contro uno negli spazi, un Trajkovski a pieni giri potrebbe risultare molto funzionale nel ritorno allo “Stirpe“, quando presumibilmente dovranno essere i ciociari a fare il match e concedere qualcosa in fase di non possesso.

Con il numero sette rosa in campo dall’inizio, sarebbe riconfermato il modulo ad albero di Natale già visto nel retour match contro il Venezia. Se Trajkovski dovesse invece partire stasera dalla panchina, il suo connazionale è ovviamente il primo indiziato a ereditarne la titolarità.

Occhio anche alla candidatura di Moreo, tatticamente prezioso per generosità ed abilità nel gioco aereo ed estremamente complementare a La Gumina, intoccabile ed in stato di grazia, per caratteristiche.

Pomini sarà ovviamente tra i pali, pochi dubbi per quanto concerne la linea difensiva, con Rispoli, Bellusci Rajkovic ed Aleesami che dovrebbero comporre lo schieramento a quattro. Apprensione per le condizioni dell’ex Empoli che ha una caviglia malconcia ma difficilmente, in virtù della sua tempra di indomito combattente, non sarà della partita. Pronti in caso di forfait sia Dawidowicz che Struna.

In mezzo al campo, punto fermo e riferimento inamovibile Mato Jajalo. Al suo fianco favoriti Murawski e Fiordilino. Se Stellone dovesse sorprendentemente optare per un ritorno al 4-4-2 elastico, 4-2-3-1 in fase offensiva, tornerebbero in forte rialzo le quotazioni di Rolando reduce da un paio di panchine di fila.

Destinato a subentrare in corsa, qualora le contingenze del match lo richiedessero, Eddy Gnahoré autore del gol vittoria proprio nella gara contro i ciociari disputato nel girone di ritorno al “Barbera”.

Di seguito le probabili formazioni del match che avrà inizio alle ore 20.30:

PALERMO – (4-3-2-1) Pomini; Rispoli, Bellusci ( Dawidowicz), Rajkovic, Aleesami; Murawski, Jajalo, Fiordilino; Trajkovski, Coronado; La Gumina.

FROSINONE – (3-5-2): Vigorito; M. Ciofani, Terranova, Krajnc; Matarese, Chibsah, Maiello, Kone, Crivello; Citro, Ciano.

 

 

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  1. Giuseppe Amodeo - 2 mesi fa

    Non ha assolutamente senso una finale andata e ritorno.

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