Palermo: davvero Gilardino sistemerebbe l’attacco rosa? La storia (recente) di un bomber senza casa

Palermo: davvero Gilardino sistemerebbe l’attacco rosa? La storia (recente) di un bomber senza casa

Trattativa ancora agli albori, ma ci siamo. Alberto Gilardino si appresta a diventare l’ottavo innesto di mercato dell’estate di Zamparini. Arriverà dopo Trajkovski, Benali, Cassini, Brugman,.

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Trattativa ancora agli albori, ma ci siamo. Alberto Gilardino si appresta a diventare l’ottavo innesto di mercato dell’estate di Zamparini. Arriverà dopo Trajkovski, Benali, Cassini, Brugman, Hiljemark, Colombi ed El Kaoutari (citati in ordine di tempo). Certo, tuttora il presidente rosanero può contare “solamente” sul sì strappato al giocatore e al suo entourage (il suo agente è Luca Puccinelli, ex attaccante rosa). Pochi contatti con il Guangzhou che nell’estate del 2014 lo aveva pagato ben cinque milioni di euro, facendo sottoscrivere a ‘Gila‘ un contratto biennale da cinque milioni a stagione. Insomma, un’operazione da 15 milioni (sulla carta) che – fin qui – al club cinese ha fruttato appena 6 gol in 17 partite inanellate in mezza stagione. Sì, perché a gennaio il bomber di Biella viene girato alla Fiorentina in prestito con diritto di riscatto fissato a 1,5 milioni (riscatto mai esercitato dai viola). Ai numeri sul campo, va a sommarsi anche un vantaggio legato al non indifferente ritorno d’immagine ricevuto dalla società di Liu Jong Zhuo che, con Gila, Diamanti e Lippi in squadra, è stato in grado di creare una little Italy molto apprezzata dal pubblico orientale, esaltato anche dalla vittoria in Chinese Super League.

di Claudio Scaglione

Adesso che è stata raggiunta un’intesa di massima con il diretto interessato (vero ago della bilancia in sede di trattative), la Cina si prepara a perdere un italiano tanto acclamato quanto desiderato. I vertici della società calcistica di Evergrande per il momento non si sbilanciano in via definitiva: l’affare tuttavia è vicino alla conclusione molto più di quanto si pensi. L’ex Campione del Mondo potrebbe raggiungere la Sicilia già nei prossimi giorni. Si inserirà in un gruppo che ha già trovato la sua dimensione. Working-class al potere: nessuna polemica, ‘lavoro‘ la parola d’ordine. L’unico a cui è concessa una certa autonomia di idee (comunque supportate da sacrificio giornaliero) è Franco Vazquez: “un genio al quale non puoi imporre delle leggi”, parafrasando le spiegazioni di Iachini. L’ultima intenzione del tecnico marchigiano sarebbe quella di avere in organico un giocatore che possa pretendere il posto da titolare pur non legittimandolo. Iachini non farà sconti, non li ha fatti fin qui. Il palmarès, all’interno dello spogliatoio rosanero, vale nulla se non è accompagnato da fatiche in allenamento. Non esistono top-player, ma uomini che meritano il posto. Regole precise e oneste che fin qui hanno portato al quieto vivere del Palermo.

Il nome della punta ex Parma, Milan e Fiorentina va comunque bene al sergente di Ascoli Piceno, consapevole che: Belotti è attualmente più granata che rosanero, la finestra estiva chiuderà tra due settimane e il mercato fin qui ha portato zero calciatori capaci di agire da prima punta. Ciò detto, anche Iachini si pone un interrogativo parecchio ricorrente nella piazza palermitana.

Che Gilardino arriva a Palermo?

Giusto. A trentatré anni suonati più di un mese fa, non si ha la reale percezione di quale attaccante possa presentarsi al Barbera. La storia recente non depone certamente a suo favore. Un attaccante che molla i campionati che contano per percepire un lauto stipendio nell’Estremo Oriente, terminando nel dimenticatoio dei tifosi del calcio, fa fatica a riscuotere consensi tra la gente. Specialmente se quello stesso calciatore pretenda, successivamente, di tornare a calcare quei terreni di gioco che da giovane lo hanno fatto diventare celebre in Europa. Messe da parte le scelte di vita, è necessario far calare Gila nell’undici di Iachini. Ad ora sarebbe il compagno di reparto di Franco Vazquez, trequartista che più volte in campo ha fatto intendere quale sia il suo incastro perfetto. Andato via Dybala, l’esigenza del club di viale del Fante era scovare dappertutto un bomber brevilineo e duttile che potesse succedere al nuovo n. 21 della Juventus. Jonathan Calleri ha detto ‘no‘, Defrel ha preferito Sassuolo, Araujo costa quasi 20 milioni e Joel Campbell vive nella speranza di trovare un posto nei pensieri di Wenger (qui le ultime sul costaricense). Sulla carta non sembrerebbe essere un terminale offensivo, come Gilardino, la spalla ideale per il Mudo bisognoso di movimenti senza palla e di fraseggi continui con il suo compagno d’attacco. L’ex Campione del Mondo è un centravanti che devia verso la porta, non crea gioco, pensa a rompere quello degli avversari: ha una buona tecnica di base e una spiccata capacità di proteggere la sfera sulla pressione dei difensori, ma potrebbe riscontrare difficoltà a trovarsi a suo agio in un calcio totale qual è quello di Iachini, in cui la corsa in verticale è una prerogativa e stare in continuo movimento un mantra. Potrebbe sì sfruttare i cross che sovente servono Lazaar e Rispoli sulle fasce, ma dovrà essere consapevole che le principali azioni da gol rosanero giungono a tenore di un gioco di passaggi rapidi e scambi nello stretto. Contesti già vissuti da Gilardino, non nella sua recente carriera, ma pur sempre conosciuti.

Ecco, cosa dice la recente carriera di Gila? Dice che alla Fiorentina – ultima sua esperienza finora – ha totalizzato quattro gol in quattordici gare (l’ultimo proprio al Barbera contro il Palermo nel Dybala-day, 24 maggio) e – soprattutto – che si è inserito in un equilibrio viola in cui erano Salah e soci a correre per lui e a Gilardino il compito di rifinire. Servendosi di un tocco – ne ha fatte più di 200 di reti così nel corso della sua vita calcistica -, giocando con la linea del fuorigioco, da discepolo di Pippo Inzaghi qual è. Non proprio l’identikit procacciato fin qui da Zamparini. Anzi, questa sembrerebbe proprio una scelta di ripiego per non correre il rischio di rimanere a secco di punte. In attesa che arrivi il vero erede di Dybala, una promessa fatta a più riprese dalla dirigenza di viale del Fante.

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