Palermo-Carpi 4-1: due volti, tre punti e poker di reti. I rosa lanciano l’assalto alla vetta

Palermo-Carpi 4-1: due volti, tre punti e poker di reti. I rosa lanciano l’assalto alla vetta

Dopo un primo tempo straripante, il Palermo rischia di complicarsi la vita con un vertiginoso calo di tensione in avvio di ripresa. Il Carpi finisce la gara in nove, gli uomini di Stellone calano il poker nel finale e conquistano il successo…

di Leandro Ficarra

Poker di reti, due volti, tre punti. Numeri che raccontano la sfida tra Palermo e Carpi, legittimando sorrisi e convinzione in casa rosanero. Il netto successo sugli emiliani conferisce ulteriore slancio agli uomini di Stellone in ottica promozione, riducendo ad un solo punto il distacco dall’attuale capolista Brescia.

Vittoria meritata ma ben più tribolata di quanto non dica il vistoso punteggio finale. Dopo una prima frazione tracimante, in cui il Palermo ha letteralmente imperversato sulla compagine di Castori, i rosanero hanno anzitempo staccato l’interruttore, della tensione e dell’attenzione, subito dopo l’intervallo. Il dominio senza appello dei padroni di casa nei primi quarantacinque minuti, culminato nel doppio vantaggio, aveva probabilmente generato la convinzione in molti tra i calciatori rosanero che la contesa fosse già virtualmente in archivio. Peccato di presunzione e supponenza che il Palermo stava davvero per pagare caro nella prima metà di una ripresa in cui è accaduto di tutto.

Mustacchio ha di fatto inaugurato la seconda frazione con il gol della speranza emiliana, e la compagine di Stellone, incredibilmente statica e svagata nella circostanza, ha tremato non poco. Vivendo dieci minuti di chiaro sbandamento sul piano agonistico e psicologico. Ci è voluto uno stoico Brignoli per evitare, con un’uscita coraggiosa e disperata, il gol del clamoroso pari del Carpi. Dopo le firme di Falletti e Nestorovski, in un primo tempo nel corso del quale i padroni di casa hanno creato almeno altre quattro nitide chance per arrotondare il punteggio, un improvviso blackout in avvio di ripresa ha seriamente rischiato di vanificare una superiorità apparsa obiettivamente schiacciante per larghi tratti del match.  Il Palermo stava, come sua maldestra consuetudine, per complicarsi una partita che aveva saldamente nelle proprie mani. Il finale, questa volta, ha raccontato una storia diversa e dall’epilogo ben più lieto per gli uomini di Stellone. Stroncato da ingenuità e nervosismo eccessivo, oltre che dal metro probabilmente fin troppo fiscale del direttore di gara, il Carpi ha perso per espulsione prima Pasciuti poi Kresic. Proteste troppo vibranti nel primo caso, un gesto di stizza nella seconda circostanza. L’arbitro non ha perdonato le ordinarie ma plateali intemperanze dei due giocatori emiliani. La squadra di Castori è rimasta così in inferiorità numerica nel momento in cui cercava di produrre il massimo sforzo alla ricerca dell’impresa. Brava a quel punto la compagine di Stellone ad infierire, con il cinismo e la risolutezza della grande squadra, su un avversario tecnicamente inferiore ed in condizioni di estremo disagio. Puscas ha scaricato in rete con il sinistro, leggermente deviato, il gol della tranquillità dopo un caotico flipper in area emiliana. Nestorovski ha calato il poker, con la retroguardia di Castori ormai in disarmo, su invito generoso dello stesso bomber rumeno.

Il compimento della missione prefissata, ovvero la conquista dei tre punti, resta l’unica cosa che davvero conta in una giornata di campionato che potrebbe rivelarsi dal notevole peso specifico in chiave promozione diretta.

Il vertiginoso calo di concentrazione che ha restituito linfa e vigore ad un avversario ormai palesemente alle corde costituisce certamente un campanello d’allarme da non sottovalutare in prospettiva futura.  La gestione di una gara in cui punteggio ed inerzia vertevano marcatamente a proprio favore, al cospetto di una contendente tutt’altro che irresistibile, doveva certamente essere più lucida ed autorevole. Il doppio vantaggio maturato nella prima frazione stava finanche stretto alla formazione di Stellone.  Lo strapotere tecnico e fisico dei primi quarantacinque minuti andava probabilmente capitalizzato in misura ancora maggiore in relazione alle numerose occasioni create prima dell’intervallo. Qualche  ricamo di troppo, a dispetto di concretezza e giusta cattiveria calcistica in sede di rifinitura e finalizzazione, ha impedito al Palermo di straripare sul piano del punteggio ben prima che il Carpi potesse rientrare in partita.

Pochi secondi sono bastati per capire che aria tirava al “Barbera”. Falletti, Nestorovski e Puscas hanno confezionato una palla gol lampo che il rumeno ha scaricato addosso al portiere ospite. La prima nota di uno spartito a senso unico. Il Palermo ha aggredito match ed avversario con impeto, linearità e brillantezza.

Squadra alta, corta, aggressiva, vorace e propensa a trovare ampiezza e profondità sulle ali del 4-2-4 coniato da Stellone. Il Carpi ha dato inizialmente la sensazione di non poter reggere confronto e ritmo dei padroni di casa. La compagine di Castori non trovava distanze, coesione e densità sufficienti ad arginare l’incedere arrembante di un Palermo che pareva giocare sul velluto. Tutto troppo facile per gli uomini di Stellone. Il Palermo godeva sempre di tempo e spazio per tessere le sue trame ficcanti ed incisive, imponendo la sua maggiore caratura complessiva, sia sul piano tecnico che fisico, sulla volenterosa formazione emiliana. L’acuto di Falletti, al culmine del dialogo Puscas-Nestorovski, apriva le danze. Il bomber macedone apponeva il sigillo del raddoppio poco dopo. Firma d’autore apposta addirittura con il suo piede debole, il destro. Due gol che mettevano le cose in chiaro e la gara in discesa. Quindi un crescendo inarrestabile, una collection di occasioni da rete di marca rosanero, il Carpi tramortito, il sentore di una goleada. Trajkovski, Puscas, Murawski: sembra un tiro al bersaglio, con Piscitella che para il parabile e vede ballare  a più riprese la sua retroguardia. Poi Falletti cede ad un problema muscolare e lascia il campo a Fiordilino. La strana metamorfosi ad inizio ripresa, il gol di Mustacchio, il Palermo che sparisce dal campo, Brignoli che blinda il punteggio, il Carpi che si fa male da solo. Ingenuità e nervi tesi in casa emiliana, due espulsioni comminate dal fiscalissimo direttore di gara, i rosanero che divorano e finiscono la loro preda, esausta e agonizzante, con le zampate ferali di Puscas e Nestorovski. Gli ingressi di Haas e Moreo nel finale, il sollievo e la gioia del “Barbera” che applaude e abbraccia idealmente i suoi beniamini al triplice fischio.  Una squadra solida e di spessore per la categoria,  perfettibile sotto il profilo tecnico-tattico, talvolta soggetta a rovinosi sbalzi sul piano mentale e nervoso. Un gruppo coeso, unito e moralmente integro, calcisticamente con i suoi pregi ed i suoi difetti,  encomiabile sotto l’aspetto della professionalità e della dedizione alla causa. Il Palermo continua a turarsi le orecchie ed a spingere forte verso l’obiettivo. Almeno sul terreno di gioco, fin qui, i conti tornano perfettamente.

 

 

 

 

 

 

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