Palermo: Ballardini sa come si fa a battere la Juventus, nel 2008 l’impresa col baby-Mchedlidze

Palermo: Ballardini sa come si fa a battere la Juventus, nel 2008 l’impresa col baby-Mchedlidze

Il precedente che fa sperare il tecnico ravennate, tornato sulla panchina dei rosanero a distanza di tre mesi.

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Davide Ballardini ripartirà dalla Juventus.

Dopo oltre tre mesi, il tecnico ravennate torna a guidare la squadra rosanero e, ad attenderlo, subito una sfida sulla carta proibita. Coi bianconeri a Torino, però, Ballardini ha un precedente indimenticabile. Il 5 ottobre 2008, infatti, andò in scena un colpo grosso dei siciliani – allora allenati da Ballardini – in casa della Juventus, in cui già giocavano due delle colonne di oggi, Marchisio e Buffon. Quell’acuto esterno del Palermo di Ballardini – scrive l’edizione odierna del ‘Giornale di Sicilia‘ – ebbe ancora più clamore perché un successo in casa della Vecchia Signora mancava dal 1962. Pressing e personalità da opporre alla tecnica e al possesso palla degli avversari. Ballardini, quella volta, conquistò tutta la posta in palio alla terza trasferta della stagione, dopo due sconfitte a Udine e Napoli. L’1-2 di Torino di sette stagioni fa nacque con una grande prestazione del collettivo: tutti pronti a correre e a sacrificarsi, creando una ragnatela di bel gioco e trovando un buco nelle certezze della Juve. Nella ripresa di quella partita, tra superiorità numerica e un po’ di buona sorte, il baby Mchedlidze in campo al posto dell’infortunato Bresciano, il Palermo passò: in una partita combattuta ma dai ritmi bassi, il georgiano segnò la sua prima rete in Serie A, su lancio di Fabio Simplicio, alter ego nel Palermo attuale di Franco Vazquez.

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La ricetta per vincere, insomma, esiste. Il nuovo tecnico rosanero deve essere bravo a riproporla. Rispetto ad anni fa le condizioni generali sono molto diverse, perché la Juve era in piena fase di ricostruzione – in difesa, ad esempio, giocavano Grygera, Mellberg, Knezevic e De Ceglie – e il Palermo aveva non solo organizzazione, ma fior di individualità, da Cavani a Miccoli, passando per Liverani. La forbice tra le due squadre – sottolinea il quotidiano regionale – non era così evidente come adesso. I bianconeri, allenati da Ranieri, non erano il rullo compressore di ora che punta al quinto scudetto consecutivo. Nelle situazioni più disperate possono germogliare i risultati più sorprendenti, si possono trovare le energie più nascoste e i colpi d’ala più inaspettati. Il minimo comun denominatore, quasi otto anni dopo, è il tecnico Ballardini, la sua cultura del lavoro e la sua pacatezza.

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  1. Lucio Porrazzo - 2 anni fa

    Ma non diciamo stronzate

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  2. Giuseppe Ogliormino - 2 anni fa

    Quello era un’altro Palermo, e pure un’altra Juve……

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