Mercato: La giostra dei bomber. Palermo caccia al big. Il gallo non si tocca, per ora. Zampa e Cairo…

Mercato: La giostra dei bomber. Palermo caccia al big. Il gallo non si tocca, per ora. Zampa e Cairo…

Le grandi manovre nel reparto offensivo infiammano il mercato del Palermo. Quella appena iniziata potrebbe essere una settimana decisiva, nel corso della quale il parco attaccanti a disposizione di.

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Le grandi manovre nel reparto offensivo infiammano il mercato del Palermo. Quella appena iniziata potrebbe essere una settimana decisiva, nel corso della quale il parco attaccanti a disposizione di Iachini potrebbe parzialmente mutare volto.

Orfano di Dybala, il Palermo continua a cercare un attaccante con caratteristiche diverse rispetto a quelli attualmente presenti in organico. Un giocatore dinamico, rapido, tecnicamente dotato ed abile sullo stretto. Capace di duettare con Vazquez, svariare su tutto il fronte, legare le trame offensive ed imbucare gli inserimenti dei centrocampisti. Capace di interpretare il ruolo di prima punta di manovra e, all’occorrenza, di attaccante esterno. Terminale universale nel 3-5-1-1, seconda punta a fianco di Andrea Belotti in un 4-3-1-2, o magari esterno offensivo in un tridente nel 4-3-3.

Sempre che il Palermo resista alle lusinghe granata, e non solo, per il bomber dell’Italia under 21.

Procediamo con ordine. Il lavoro fin qui svolto in sede di ritiro ha evidenziato che il vestito tattico di base del Palermo di Iachini resta il 3-5-1-1.

Contestualmente,  il tecnico ha schierato due moduli alternativi: il 4-3-2-1  con la variante del 4-3-1-2 a rombo. Nello schema standard, Vazquez più una punta, nel ruolo di terminali offensivi Iachini ha alternato Belotti, come prima scelta, a Cassini ed al giovane La Gumina.

Nel ruolo di elastico tra le linee, intoccabile il Mudo, Iachini ha schierato Trajkovski, Bentivegna, a volte Quaison. Il giovane svedese è stato insistentemente schierato come seconda punta nel 4-3-1-2 con ottimi risultati, in virtù dell’eccellente mix di esplosività, forza e tecnica di cui dispone.

Disinvoltura e rapidità bruciante nel tagliare dall’esterno verso l’interno e nell’attaccare la profondità alle spalle della prima punta. Il giovane campione d’Europa under 21 può essere la sorpresa della stagione in un ruolo per lui nuovo che pare essergli congeniale. Quaison, a tratti impiegato anche come trequartista nel 4-3-2-1 in linea con Vazquez o con Trajkovski, è stato insieme al nazionale macedone tra i piú convincenti in assoluto in questa prima parte del ritiro.

Il giovane brasiliano Cassini, talentuoso ma ancora acerbo, è stato testato sia nel ruolo di prima punta universale che in quello di trequartista nell’albero di Natale. Bentivegna è stato impiegato da seconda punta nel 4-3-1-2, da trequartista nel 4-3-2-1 e nel 3-5-1-1. Il gallo Belotti ha sempre svolto il ruolo di terminale di riferimento, prima punta classica, indipendentemente dal modulo adottato. Stessa sorte per il giovane La Gumina forse il piú vicino per ruolo e caratteristiche al gallo.

L’eclettismo e la duttilità, specie di Quaison e Trajkovski, consentono a Iachini di poter vagliare varie soluzioni nell’ambito dei moduli prescelti, muovendo ed intercambiando le pedine nell’ambito dello scacchiere offensivo. Tuttavia ,appare chiaro che, per esperienza, peso e statura, manchi ancora almeno un tassello di qualità per poter definire il reparto all’altezza di incidere in massima serie. Esigenza che diverrà anche numerica nel momento in cui alcuni dei giovani talenti in rosa, Bentivegna e La Gumina in primis, andranno a collezionare esperienza e minutaggio in serie cadetta per forgiare le proprie doti.

Dalle prove di laboratorio passiamo ai risvolti in chiave mercato. Sfumati per ragioni diverse prima Calleri poi Defrel, il Palermo non allenta la presa su Joel Campbell. I buoni uffici del connazionale Giancarlo Gonzalez, il proposito di puntare a titolo definitivo sul costaricano ergendolo a protagonista del progetto, l’entità dell’investimento che il Palermo è disposto a mettere sul piatto per l’attaccante dei gunners. Tutti elementi che hanno fatto propendere l’ex Villareal verso un assenso rispetto all’ipotesi Palermo.

Il gradimento del ragazzo, disposto anche a compiere un sacrificio sull’ingaggio, ha ringalluzzito la diplomazia rosanero guidata dall’intermeduario di mercato Gianluca Fiorini, entrato definitivamente nelle grazie del patron Zamparini dopo la regia nell’ affare Hjliemark. Le prossime quarantotto ore saranno decisive per accorciare la forbice tra i dieci milioni richiesti dal club londinese ed i quasi sette messi sul piatto dal Palermo frutto, di un recentissimo rilancio. Sullo sfondo, il presidente Zamparini non ha del tutto mollato la pista Araujo, stellina scuola Boca in forza al Las Palmas, ed ha formalizzato un’ altra offerta al club spagnolo vicina ai 14 milioni di euro. Cifra ben lontana dai circa venti milioni pretesi dai dirigenti spagnoli, i quali peró, in assenza di altre proposte concrete potrebbero mitigare le proprie richieste col trascorrere dei giorni.

La complessità delle due trattative e l’oggettiva difficoltà nel centrare gli obiettivi prefissati ha suggerito al Palermo di tenersi stretto Andrea Belotti, per il quale, al momento vige il criterio dell’incedibilità. Ragion per cui, la corte serrata del Torino al bisontino di Calcinate non è andata ad oggi a buon fine. Nonostante i contatti intercorsi tra il patron granata Cairo, il tecnico Ventura, ed il giocatore in cui gli stati generali granata hanno prospettato al gallo un ruolo di primo piano nel progetto di costruzione del nuovo Toro. Nonostante il lauto quinquennale, su cui vi abbiamo ampiamente documentato, proposto dal club granata che ha riscontrato il gradimento dell’entourage del ragazzo.

A prescindere dalla forbice esistente tra la prima richiesta rosa, dodici milioni, ed i sette milioni offerti in prima istanza da Cairo, il Palermo tratterebbe concretamente la cessione del ragazzo solo se dovesse centrare nei prossimi giorni almeno un obiettivo di primo piano per l’attacco. Che sia Campbell, Araujo, o chi per loro. DIversamente  si punterebbe tutto sul gallo, completando il reparto con un suo alter ego, un profilo non di primo piano pronto a subentrare quando chiamato in causa che non insidi la sua titolarità. Cairo vuole il gallo, ma non puó restare a bocca asciutta e si tutela tentando l’assalto ad Abel Hernandez. Se da Londra o dalla Spagna arrivassero novità per l’attacco rosa nelle prossime ore, basterebbe un contatto tra Zamparini e Cairo, come originariamente programmato per la settimana in corso, per riaprire al gallo la via di Torino. Incedibile ma non troppo, tutto puó ancora accadere.

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