Mario Spinelli, interm. mercato: “Palermo, Faggiano l’ideale per te. De Zerbi ‘meglio’ di Balotelli. Grazie a Baccin, i rosa hanno un settore giovanile. Su Miha Zajc…”

Mario Spinelli, interm. mercato: “Palermo, Faggiano l’ideale per te. De Zerbi ‘meglio’ di Balotelli. Grazie a Baccin, i rosa hanno un settore giovanile. Su Miha Zajc…”

L’intervista all’intermediario di mercato e talent-scout, Mario Spinelli.

Commenta per primo!

Il mercato non dorme mai. E, quando non possono essere ufficializzate operazioni, subentra il lavoro sotto traccia e in silenzio dei dirigenti, dei procuratori e degli addetti ai lavori.

“Io rimango sempre sul ‘chi va là'”, aveva detto Daniele Faggiano qualche settimana fa in riferimento al bacino degli svincolati.

Sì, il direttore sportivo del Palermo continua a monitorare ogni situazione, consapevole però che difficilmente il club di viale del Fante attingerà dal mercato dei calciatori senza contratto: De Zerbi sembra aver trovato la formula giusta e Nestorovski – unico centravanti presente in organico – prosegue il suo processo di crescita, conferendo maggiori garanzie rispetto a quelle iniziali.

Come detto, però, Faggiano segue già qualche pista in vista delle prossime sessioni. E si è appuntato qualche nome: uno, ad esempio, è presente sul taccuino da alcuni mesi. E’ quello di Miha Zajc, giocatore classe ’94 dell’NK Olimpija Ljubljana. “Sì, Faggiano non ha mai chiuso le porte a questo calciatore, anzi gli interessa e lo segue abbastanza”, racconta Mario Spinelli, intermediario di mercato e figura vicina allo sloveno. “Non si sa mai. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi”.

Una pista, quella di Zajc, che sembrava essere parallela a quella che avrebbe dovuto portare a Bruno Henrique. Non è così?

“No, alt. I ruoli sono piuttosto diversi. Zajc è un ragazzo talentuoso che si sta specializzando nel ruolo di trequartista, mentre Bruno Henrique è stato comprato per fare il regista. In estate io e Faggiano abbiamo parlato approfonditamente di Zajc. Tuttavia, nonostante l’interesse dei rosa, la figura del trequartista non era contemplata nel sistema di gioco adoperato da Davide Ballardini. Parliamo di un giovane interessante che nel gioco di De Zerbi farebbe benissimo: è un numero 10 calcia le punizioni, fa assist, gol… Ha qualità. Lo conosce anche Baccin”.

Baccin?

“Sì. E’ inutile che io lo sottolinei, ma Baccin è un ragazzo che studia molto, gira molto e conosce tantissimi giovani, sia del territorio che sparsi in tutta Europa. A proposito, lasciatemi dire una cosa sul responsabile del settore giovanile rosanero…”.

Prego.

“Conosco bene la realtà palermitana, conosco bene Palermo. E posso dire con assoluta serenità che, da quando c’è Baccin, a Palermo finalmente c’è un settore giovanile serio ed efficace. Grazie a Baccin, Palermo è diventata una realtà importante a livello giovanile e i risultati si vedono sin da adesso. Baccin è una risorsa importante per questo Palermo: ha portato mentalità, professionalità, tasso tecnico. E poi ha riportato i baby-rosa in Prima Squadra. Questo è un aspetto da non trascurare: molti giovani sono stati messi sotto contratto con la Prima Squadra, cosa che non era mai accaduta prima in rosanero. Ha compreso l’importanza delle risorse siciliane e ha saputo anche come rapportarsi coi giovani. Purtroppo il calcio giovanile sta incontrando una problematica non di poco conto negli ultimi anni…”.

Vale a dire?

“I genitori. Io giro per l’Italia e vedo soprattutto in Sicilia genitori che combinano danni, compromettendo alle volte le carriere dei propri figli. I genitori devono capire quali sono i loro compiti e quali quelli delle società, dell’allenatore, dei procuratori, dei dirigenti, etc. Purtroppo nei giorni d’oggi, quando un ragazzo neanche maggiorenne fa bene, il primo a montarsi la testa è il genitore, poi il ragazzo. E questo è un male. Se c’è un appello da fare ai genitori è quello di stare lontano dai propri figli a livello calcistico. Poi è giusto che pensino al resto, ma intanto è legittimo che quando un allenatore o la società lavora, non debba trovare un ostacolo chiamato ‘padre’, ‘madre’, genitori o anche… scuole calcio”.

In che senso?

“Questo è un altro mio cruccio. Ultimamente le scuole calcio hanno provato a sostituirsi ai procuratori, decidendo o suggerendo ai ragazzi dove proseguire i propri percorsi carrieristici. Questi sono problemi che sono accentuati in Sicilia e che, devo ammettere, Baccin è stato bravo a debellare. Perché come detto lui lavora molto nel territorio e seleziona i ragazzi più validi che visiona in Sicilia. Dico questo perché di recente ho visto dei particolari corsi fatti dai ragazzi siciliani che giovani vanno al Torino, alla Roma, al Siena… e poi sistematicamente tornano a Palermo. Ecco, i consigli su ciò che sia meglio per il loro futuro, i ragazzi devono riceverli dagli addetti ai lavori, non dalle scuole calcio che, anche senza volerlo, purtroppo contribuiscono alla rovina del ragazzo. Di Palermo per ora si ha un’idea distorta: non tutti hanno ben compreso l’importanza di poter lavorare con gente come Baccin e anche Faggiano. Ho girato molto e ho visto e conosciuto diverse realtà. Non ho peli sulla lingua e se vedo qualcosa che non mi piace, lo dico. Faccio parte di questo mondo da molti anni e vorrei vedere sempre più esempi positivi e non episodi di calcio malato. A preservare la bellezza del calcio a Palermo, sia a livello giovanile che a livello di Prima Squadra, sono Dario Baccin e Daniele Faggiano”.

I complimenti da parte degli addetti ai lavori nei confronti di Faggiano non sono stati risparmiati. Sarà una scommessa vincente quella relativa al dirigente salentino?

“Vincente?! Certamente. Daniele Faggiano è la persona giusta per Palermo. E’ un dirigente giovane, ma già con molta esperienza: a Trapani ha cambiato la storia del club granata. A Palermo ha invece un merito tra tutti, quello di riuscire a gestire un presidente come Zamparini che difficilmente è in grado di instaurare un rapporto duraturo con i propri ds… tant’è che ne ha cambiati tanti. Faggiano no… Faggiano, secondo me, sarà l’unico che rimarrà a lungo a Palermo perché sa rapportarsi bene con tutti e, in particolar modo, con Zamparini. A questo si aggiunge il fatto che è bravo ad amministrare lo spogliatoio. Io conosco Faggiano: è uno che crea il gruppo, getta le basi per un affiatamento della squadra. Molti pensavano che in alcune delle sue scelte, Faggiano stesse rischiando, ma lui è uno che può permettersi di rischiare, perché ha le palle. E meriterebbe che Zamparini gli desse più volte carta bianca. Faggiano fa il bene del calcio e poche volte nella sua carriera da dirigente ha sbagliato: sin dai primi anni in cui lavorava a stretto contatto con Perinetti, ha lanciato calciatori del calibro di Bonucci. Ha tutte le carte in regola per lavorare ad alti livelli”.

Mario Spinelli: ex osservatore del Novara, ora talent-scout e intermediario di mercato. Figura vicina a Miha Zajc, in estate ha ricevuto il mandato per la cessione (poi non concretizzata) di Giancarlo Gonzalez allo Spartak Mosca. Un mese fa ha portato Souleyman Doumbia (terzino classe ’95 ex Paris Saint-Germain) al Bari

Aleesami, Bruno Henrique, Gazzi. In un mese (agosto) questi e altri colpi portano la sua firma. Certo, l’ambiente rosa ancora pensa a quella punta tanto inseguita…

“Sono acquisti di spessore e che si riveleranno fondamentali per la stagione del Palermo. Già qualcuno si è messo in mostra (riferimento ad Aleesami). Anche Posavec sta rispondendo alla grande, pur non essendo un acquisto dell’estate. Però questo conferma quanto previsto da Faggiano: si è beccato tante critiche quando pubblicamente dava fiducia incondizionata ai portieri già presenti in organico. Ora gli danno tutti ragione. E’ vero, a Faggiano forse è mancato il centravanti. Ma, credetemi, il vero colpo di mercato ha un altro nome”.

Cioè?

“Roberto De Zerbi. Io ho avuto modo di vedere l’anno scorso il Foggia: nel 2015-16 ha espresso il miglior calcio sia tra le squadre di Lega Pro che tra quelle di Serie B, era un gioco di altissimo livello. Il Crotone ci aveva visto giusto, però forse non ha avuto il coraggio di presentarsi in Serie A con De Zerbi, perché in estate era stato sondato dai calabresi. Il Palermo ci ha creduto fino in fondo: Faggiano soprattutto non temeva questo doppio salto di categoria dalla Lega Pro alla A del tecnico bresciano. E’ stato il miglior acquisto dell’estate: ha dato organizzazione di gioco, sfrontatezza e mentalità vincente. La squadra con Ballardini sembrava destinata a retrocedere; oggi, invece, la stessa squadra meritava di vincere con la Juventus e quasi portava via tre punti da Genova contro la Sampdoria. Adesso il Palermo è una squadra. Con tutto il rispetto per Ballardini, adesso, il Palermo ha un allenatore. Il calcio è fatto di episodi, però è facile attendersi un campionato brillante. Al di là dei risultati e di quella che sarà la classifica finale, c’è un lavoro importante: ciascun rosanero crescerà e lo farà grazie a De Zerbi”.

De Zerbi, allenatore di personalità e senza timori reverenziali. Come lo avrebbe immaginato ad allenare Balotelli?

“Posto che non ho mai realmente creduto alla fattibilità dell’operazione, secondo me allenarsi con De Zerbi per Balotelli sarebbe stata una fortuna. Perché De Zerbi è un tecnico che ha un approccio positivo coi calciatori a propria disposizione, è un allenatore che li fa esprimere al meglio e che tira fuori tutto il bene da ognuno di loro. Poi, De Zerbi non guarda né la carta d’identità né il palmares di nessuno: avrebbe fatto faticare e lavorare duramente anche Super Mario, con risultati certamente eccellenti“.

Faggiano credeva molto a questa operazione?

“Sì, sperava di potercela fare. Ma per portare a compimento l’operazione Balotelli ci volevano tanti soldi. Certo che, se Faggiano ci fosse riuscito, sarebbe stata un’altra delle sue imprese. Dico ‘un’altra’ perché lui è abituato a farne”.

Tipo?

“Beh, Faggiano è stato bravo a coadiuvare Zamparini quando in estate il presidente sembrava piuttosto confuso. Si vedeva che non era proprio il mercato di Zamparini. L’esempio che faccio è quello relativo alla cessione di Vazquez: una cessione che non può avere la firma di Zamparini, che solitamente è bravo e capace a ottimizzare le vendite dei propri pupilli. Il patron voleva cedere Vazquez a 20-25 milioni e secondo me, se si fosse occupato personalmente della vicenda, ci sarebbe anche riuscito. Foschi è un bravo direttore, lo è stato, ma forse non era la persona maggiormente indicata a rivestire la carica di ds del Palermo, cosa che implica una grossa responsabilità. In estate ho visto un Maurizio Zamparini un po’ in confusione. Confusione che adesso con l’avvento di Faggiano, sembra essere svanita. Faggiano, peraltro, è bravo anche quando subisce qualche attacco dal suo presidente, perché sa gestire ogni situazione. Ecco perché a mio avviso Faggiano durerà tanto nel Palermo. E’ la persona giusta per questa società ed ha anche un altro merito”

Dica pure.

“Dopo un’estate calda in chiave mercato, è riuscito a far reintegrare al meglio Giancarlo Gonzalez che è tornato ad essere titolare in brevissimo tempo. Con Faggiano lo spogliatoio ha un equilibrio rigido e un calciatore non perde mai il sorriso e le motivazioni. La situazione di Gonzalez la conosco bene. Avevo preso il mandato da Foschi e avevo avviato la trattativa con lo Spartak Mosca. C’era già un accordo tra le società. Alla fine non se n’è fatto più niente, perché il ragazzo non è voluto andare a Mosca, preferendo piuttosto di rimanere a Palermo. Con Zamparini il ragazzo aveva già accordato la cessione e a mio avviso, una volta che l’epilogo è diverso, è difficile reintegrare il calciatore nel gruppo dei titolari. In questo è stato bravo Faggiano”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy