Mariano Gonzalez-Mediagol: “Svelo tutto su Carrillo, meglio lui che Calleri. Zamparini, il nuovo Dybala è…”

Mariano Gonzalez-Mediagol: “Svelo tutto su Carrillo, meglio lui che Calleri. Zamparini, il nuovo Dybala è…”

Nei prossimi giorni si prenderà la decisione finale. I rosanero si pronunceranno definitivamente su Jonathan Calleri, punta di proprietà del Boca Juniors, per il quale gli Xeneizes.

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Nei prossimi giorni si prenderà la decisione finale. I rosanero si pronunceranno definitivamente su Jonathan Calleri, punta di proprietà del Boca Juniors, per il quale gli Xeneizes pretenderebbero una cifra vicina ai 9 milioni di euro. Il Palermo riflette, consapevole che un acquisto dall’Argentina dovrà pur mandarlo in porto, perché c’è un vuoto da colmare, quello creato dalla cessione di Paulo Dybala. Il primo pensiero di Gerolin, direttore sportivo del club di viale del Fante, è rivolto a Calleri (’93), ma vi è da segnalare come non sia ancora tramontata del tutto la pista che porterebbe a Guido Carrillo dell’Estudiantes.

Si dice un gran bene del centravanti classe ’91 originario di Magdalena. Pareri positivi che vengono espressi anche da una vecchia conoscenza rosanero, Mariano Gonzalez. L’attuale trequartista del Santamarina parla in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it di Carrillo.

Intervista realizzata da Claudio Scaglione

Carrillo attaccante straordinario – “Conosco bene Guido. Con lui ho condiviso circa tre anni all’Estudiantes, dal 2011 al 2013 e poi nel 2014. E, nonostante la scorsa stagione io sia passato al Santamarina, siamo rimasti molto amici. Prima di essere un grandissimo calciatore, è un professionista esemplare. Umile, con la testa sulle spalle ed è un ragazzo determinato – spiega Marian Speedy Gonzalez a Mediagol.it -. Passando all’aspetto puramente tecnico, posso assicurare che avrà un futuro brillante, diciamo in un top club europeo. Ve lo descrivo. Fisicamente ha dei mezzi importanti, sfrutta la sua altezza per avere la meglio sugli avversari. E’ dotato di un potente stacco e sa giocare bene di sponda per favorire i compagni. Però – precisa – l’altezza non deve ingannare. Il suo allenatore, Gabriel Milito, infatti lo sta forgiando per farlo diventare una punta completa. Nelle ultime stagioni è divenuto un attaccante agile, che sa ritagliarsi lo spazio per calciare anche dalla distanza. Insomma, chi lo compra, fa un buonissimo affare. Al momento si trova nel momento migliore della sua parabola da calciatore. Infine, si tratta di un leader carismatico, è uno di quei giocatori che si sacrificano molto per la sua squadra. Ha molta intensità, corre tanto e non si risparmia mai“.

Un po’ Toni, un po’ Crespo – “A quale attaccante potrei paragonarlo? Negli ambienti interisti dicono possa essere il nuovo Milito, ma io non credo che assomigli al Principe. Per il fiuto del gol e per come si muove in area di rigore, mi ricorda un po’ il mio ex compagno al Palermo, Luca Toni, anche se Guido è meno alto di Luca – rivela l’attuale trequartista del Santamarina -. Se dovessi però darvi un paragone che calza proprio a pennello, direi che ha quelle movenze che hanno contraddistinto, durante la sua brillante carriera, Hernan Crespo. Sì, lo ricorda molto Hernan. Tecnicamente è ben dotato, sfrutta adeguatamente il proprio fisico, poi il suo punto di forza è che gioca in maniera semplice. Non si addentra in dribbling impossibili, è concreto. E il suo gioco si è rivelato essere fin qui vincente. Credo potrà far benissimo in Europa. Nel giro di pochi anni lo vedremo in un top-club del Vecchio Continente.

4 giugno, data cruciale – “Credo che il Palermo abbia iniziato a seguirlo seriamente dal 4 giugno scorso, data della partita tra Estudiantes e Santamarina, quando lo affrontai da avversario. Io lo conoscevo già avendo condiviso con lui l’esperienza ai ‘Pincharratas’ per tre anni, ma non pensavo potesse incidere così tanto in un match. Eravamo sopra di un gol e Guido segnò tra l’82’ e il 92′ una doppietta che permise all’Estudiantes di passare il turno. Lì lui fu devastante, mi ha fatto una grandissima impressione. E a fine partita gliel’ho detto“.

Meglio Calleri o Carrillo? – “Se dovessi dare un consiglio al Palermo, direi a Zamparini di comprare Carrillo. Perché se è vero che Calleri è di due anni più giovane, penso avrà molta difficoltà ad ambientarsi presto al calcio italiano – spiega -. Diciamo che deve ancora completare il suo processo di crescita e per un attaccante con le sue caratteristiche è un po’ più difficile. Invece, Carrillo è bello e pronto. Ha un allenatore che il calcio europeo lo conosce bene, parliamo di Gabriel Milito. Lo fa giocare non da prima punta sudamericana, ma da prima punta europea, è diventato un centravanti moderno, mobile che sa aiutare la squadra. In area di rigore avversaria non perdona mai, è il suo habitat e in Argentina è famoso per questa sua abitudine a non sbagliare negli ultimi venti metri. Nel calcio italiano farebbe benissimo. Potrei scommetterci“.

Esiste già il nuovo Dybala? – “In questo momento vi sono pochi giocatori che possano ripercorrere le orme di Paulo. Qui lui è divenuto una sorta di eroe, perché è stato prelevato dalla seconda divisione argentina, non ha mai giocato in Primera e dopo un paio di anni si è messo in auge in Europa. Adesso gli auguro il meglio con la maglia dei vice-campioni d’Europa (la Juventus, ndr) – premette Marian Speedy Gonzalez -. Comunque, nel campionato argentino ci sono alcuni giovani che siamo sicuri saranno dei craque in futuro. Il primo pensiero va a Sebastian Driussi del River Plate. Ecco, se Zamparini sta cercando un ragazzo che possa fruttare come Dybala, Driussi è ottimale. Ma da un po’ di tempo ormai ha attirato su di sé l’attenzione di tante squadre europee, quindi sembrerebbe difficile portarlo in rosa“.

Ricordi rosanero – “I miei ricordi di Palermo sono splendidi, la mia esperienza in rosa è stata fantastica. Mi ricordo come il tifo fosse genuino, la piazza era molto calda. Ottenemmo importanti risultati in Coppa Uefa nella stagione 2005-06, giungendo agli ottavi di finale, poi fummo eliminati dallo Schalke. L’anno precedente ebbi l’opportunità di giocare con Luca Toni poi passato alla Fiorentina. Non nascondo che sono orgoglioso di aver condiviso con lui una stagione a Palermo. Ultimamente ho letto che, a 38 anni, avrebbe deciso di continuare a giocare. Beh, Luca è una forza della natura. In Italia è divenuto un uomo simbolo. Sono contento di aver duettato con lui quando era ancora giovane e meno famoso di adesso“.

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