Maresca: “Sempre stato regista, ma a Palermo c’è un’importante differenza”

Maresca: “Sempre stato regista, ma a Palermo c’è un’importante differenza”

Tra i trascinatori del Palermo 2014-15 c’è certamente Enzo Maresca, uno dei leader carismatici della squadra di Iachini. Intervistato dal Corriere dello Sport l’ex Olympiakos ha fatto.

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Tra i trascinatori del Palermo 2014-15 c’è certamente Enzo Maresca, uno dei leader carismatici della squadra di Iachini. Intervistato dal Corriere dello Sport l’ex Olympiakos ha fatto chiarezza sul suo ruolo in campo. “Faccio calcio professionistico da 18 anni e per 15 ho giocato in un centrocampo a due – ha spiegato -. Ed è ovvio che quel tipo di gioco è diverso dal modulo a tre. E’ diverso il modo di tenere le distanze, di unire la squadra, di coprire una certa posizione. Per esempio, giocando così arrivo meno in area di rigore, mentre quando agivo in un reparto a due avevo più libertà d’inserimento e infatti segnavo più gol. Se lei mi chiede se assomiglio al Maresca del Siviglia, le rispondo di no, almeno dal punto di vista offensivo. Ma ciascun calciatore si deve adeguare alla realtà della squadra. L’esperienza di Siviglia? Ho passato un periodo per me veramente bello. In quella gara (finale di Supercoppa Europea 2006 contro il Barcellona finita 3-0 per il Siviglia) entrai dalla panchina e segnai su rigore il terzo gol. Tre mesi prima avevo vinto la Coppa Uefa segnando una doppietta, così riuscii a far gol per due volte di fila in una finale europea. Ho avuto la fortuna di giocare ed imparare da compagni importanti, penso a Dani Alves, Adriano, Kanoutè, Keita (oggi alla Roma, ndc.), altri che in Italia sono meno conosciuti come il francese Escudè che per me era straordinario”.

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