Maniero: “Auguro al Palermo di tornare in Serie A. Travaso dal Venezia? Ricordo l’arrivo del pulmino e il colloquio con Zamparini e Foschi”

Maniero: “Auguro al Palermo di tornare in Serie A. Travaso dal Venezia? Ricordo l’arrivo del pulmino e il colloquio con Zamparini e Foschi”

“Ci furono colloqui individuali, fra cui quello col sottoscritto, con Di Napoli, con Marasco, con Bilica. E poi ancora Conteh, Modesto, Morrone, Santana”

Montagne russe.

Lunedì sera alle ore 21 allo stadio Renzo Barbera si sfideranno Palermo e Padova. Un testacoda che vede affrontarsi una squadra che lotta per la promozione diretta ed una invischiata più che mai nella lotta per non retrocedere. Intervistato da Il Corriere Veneto, il doppio ex della gara, Filippo Maniero ha presentato così il match: “Palermo-Padova? Questa partita ha perso un po’ di significato, vista la situazione di classifica del Padova. Possibilità di salvezza dei biancoscudati? Lo 0,1%, perché c’è sempre un qualcosa di imponderabile e di imprevedibile nel calcio. Ma le possibilità già sprecate sono troppe. E oltretutto il Padova ha una partita in più rispetto alla concorrenza. E dire che il Foggia non corre, il Livorno neppure, il Carpi ha perso a Palermo. La sconfitta del Cabassi è stata allucinante, ma anche con l’Ascoli si poteva almeno pareggiare. Non parliamo poi dell’occasione sprecata nel finale del derby col Cittadella. Calendario? Le prossime tre partite sono terribili. Qui c’è da pensare al futuro, prima che al presente“.

C’è anche chi teme che il Padova possa scomparire: “Mi auguro che si riesca a programmare la risalita e che il presidente sappia come ripartire. Una retrocessione dalla Serie A alla Serie B è un conto, ma passare dalla B alla C è tutta un’altra cosa – ha spiegato Maniero –. Economicamente la Serie C è un bagno di sangue, quantomeno in B ci si riesce ad arrangiare con i diritti tv“.

Maniero ha poi aperto il suo cassetto dei ricordi parlando del travaso avvenuto nel momento in cui Zamparini acquistò il Palermo: “Ritiro Pergine? Eh, fu qualcosa di unico nel mondo del calcio, una cosa del genere non accadrà mai più. Era l’estate del 2002, Zamparini era presidente del Venezia e stava trattando l’acquisto del Genoa, poi all’improvviso si materializzò la possibilità di andare a Palermo. Io ero in ritiro a Pergine Valsugana col Venezia, arrivò una telefonata del ds Foschi: disse che doveva parlare alla squadra. Cosa ci disse? Che Zamparini aveva comprato il Palermo e che avrebbe voluto portare diversi giocatori di quel Venezia in rosanero“.

31 presenze e tredici gol per Maniero con la maglia del Palermo, ma da lui il patron Zamparini si sarebbe aspettato qualcosa in più: “Ci furono colloqui individuali, fra cui quello col sottoscritto, con Di Napoli, con Marasco, con Bilica. E poi ancora Conteh, Modesto, Morrone, Santana. Alla fine a Palermo ci trasferimmo in 12. Il 22 luglio, un giorno dopo la firma, dodici di noi furono prelevati da un pulmino che ci portò nel ritiro del Palermo a Longarone. Nei piani di Zamparini, io avrei dovuto essere l’uomo di punta di quella squadra. Mi trasferii da solo a Palermo con la famiglia. Prendevo l’aereo due volte la settimana con La Grotteria. Una volta per andare e una per tornare. Feci 13 gol, la promozione in Serie A ci sfuggì all’ultimo. Dopo aver cambiato tre allenatori. Da Glerean, a Sonetti“.

Infine, Maniero si è soffermato sul suo rapporto con Rino Foschi, attuale presidente del Palermo: “Ma quanti anni ha? Era vecchio già allora (ride, ndr). Con Rino avevo un rapporto eccezionale, fu lui a volermi fortemente. Ci parlammo tante volte. Gli auguro di tornare in Serie A. Lo auguro a lui e a tutta la città. Ce la possono fare, con o senza playoff“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy