Mangia-Mediagol: “Con Mancini è nuova Inter. Zamparini? Ecco cosa non rifarei. Hiljemark? Capii tutto nel 2013. Gilardino e Vazquez…”

Mangia-Mediagol: “Con Mancini è nuova Inter. Zamparini? Ecco cosa non rifarei. Hiljemark? Capii tutto nel 2013. Gilardino e Vazquez…”

L’intervista esclusiva all’ex ct della Nazionale Under-21 e del Palermo

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Il suo esordio in panchina nella massima serie è stato a dir poco entusiasmante. Correva l’anno 2011 e Devis Mangia si rivelò all’Italia calcistica, guidando il Palermo ad un sorprendente successo contro l’Inter. Fu quello il primo step di una rapida ascesa del tecnico di Cernusco sul Naviglio che culminò con il prestigioso incarico di c.t. della Nazionale Under-21. Nell’intervista esclusiva concessa alla nostra redazione, l’ex mister del Varese ripercorre la sua carriera, soffermandosi su alcuni temi di particolare interesse: il rapporto con Maurizio Zamparini e le dinamiche del divorzio, l’esplosione di alcuni gioielli del nostro calcio da lui forgiati nell’Under-21, la corsa scudetto e la dimensione dei rosanero nella stagione attualmente in corso.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

Mangia-Mediagol: “Inter-Juve? Ecco cosa ha detto il big match di San Siro. Spiego come sono cambiati i nerazzurri”
“La partita di San Siro tra Inter e Juventus ha confermato che i nerazzurri sono una formazione abbastanza solida che lotterà per i primissimi posti, così come la Juventus che rientrerà presto in gioco e sarà impegnata anche lei nella lotta al vertice. Come è cambiata la formazione di Mancini? E’ una squadra più solida ed è migliorata in ogni reparto: ad esempio ha elevato la cifra tecnica del reparto difensivo con gli innesti di Murillo e Miranda, ha acquisito fisicità e personalità in mezzo al campo con l’arrivo di Melo,ha accresciuto il tasso di qualità e creatività in avanti con il colpo Jovetic. Ha una struttura fisica molto importante, dei grandi attaccanti e, come detto, tanta qualità in tutti i reparti. Sembra che il modello di riferimento adesso per il club di Thohir sia la prima Inter di Mancini, quella che vinse lo scudetto.Come indole, mentalità e struttura tattica si sta ricalcando quella falsa riga. Anche se ad ora la differenza è netta, non dimentichiamo che quella squadra aveva Ibrahimovic”.

“Corsa scudetto aperta e avvincente. Napoli-Fiorentina le più belle, Roma top. Palermo? Ho mia idea”
“La squadra che fin qui mi ha intrigato maggiormente è il Napoli: i partenopei, insieme alla Fiorentina, stanno esprimendo il miglior calcio in Italia. Già alla vigilia ci si attendeva un campionato particolarmente aperto, con più candidate a vincere il titolo. Considerando tutti gli aspetti e gli organici, credo che la Roma sia la squadra che ha qualcosa in più rispetto alle altre concorrenti. La dimensione del Palermo? L’anno scorso pensavo che dietro alle sette grandi, ci fossero Torino, Sassuolo e proprio il Palermo. Lo penso tuttora. E’ questa, a mio avviso la dimensione del Palermo: metà della classifica dopo le solite sette. I siciliani possono interpretare senza ombra di dubbio un buon campionato. E’ vero, rispetto alla stagione precedente, manca qualche tassello, sono andati via Barreto, Munoz e Dybala, ma la squadra ha una sua identità, una sua idea. Lo ripeto, le possibilità di fare un buon campionato ci sono tutte”.

“Vazquez-Gilardino? Senza Dybala cambia tutto, ma Iachini sa cosa fare”
“In queste prime giornate di campionato Iachini ha dato dimostrazione di puntare molto e credere in questa coppia: li schiera con continuità in campo e dà loro tanto minutaggio per provare a incidere sulle gare. Dopo tanti allenamenti, del resto, Iachini un’idea sul fatto che i due (Vazquez e Gilardino, ndr) possano coesistere o meno, se la sarà pure fatta. E’ chiaro che Gilardino ha caratteristiche diverse da Dybala, è più statico rispetto all’argentino e costringe la squadra a giocare diversamente. Però la certezza è che è un ottimo giocatore, è un attaccante di qualità che ha sempre fatto gol. Sul nuovo modo di impostare la manovra includendo Gilardino, penso che Iachini abbia già le idee chiare”.

“Conosco bene Lazaar. Suo ruolo ideale? La penso come Iachini”
“Sì, penso che quello sia il suo ruolo ideale. Achraf è cresciuto nella Primavera del Varese e per alcuni anni è stato anche allenato da me: quasi mai l’ho impiegato da quarto basso. Iachini la pensa come me ai tempi dei biancorossi. Allenandolo ogni giorno da un paio d’anni, il tecnico del Palermo ha deciso che la posizione che deve ricoprire con maggiore continuità sia proprio quella. Cosa cambia, a livello didattico, nell’interpretazione dei due ruoli? Un po’ tutto. Nella difesa a quattro, bisogna avere più attenzione alla fase di copertura ed alla chiusura delle diagonali, è necessario lavorare meglio di reparto. Con la difesa a tre, invece, il quinto di centrocampo ha più protezione alle spalle e può permettersi volentieri di spingere, sovrapporsi ed avventurarsi in dribbling sulla propria fascia di competenza”.

“Quella serata magica al Barbera perla della mia carriera. Palermo-Inter? I rosanero se la giocano, eccome”
“Quella è una delle partite più belle della mia carriera da allenatore, insieme a qualche gara vinta con la Nazionale Under-21 agli Europei di categoria. In quel match si è vista la mia idea di calcio: vi sono particolarmente legato, sul piano affettivo, soprattutto. Come finirà sabato sera? Non sarà certamente una sfida impari: il Palermo se la giocherà, eccome”.

“Palermo? Penso a quell’esonero. Oggi è un altro Zamparini, dipende dalle persone che lo circondano. Tornando indietro, mi comporterei diversamente”
Il mio percorso a Palermo ed il divorzio con Zamparini? Alle volte ci penso, ma in un altro senso: credo che in quella circostanza, avrei potuto prendere decisioni diverse, comportandomi differentemente. Adesso con più esperienza avrei avuto una gestione relazionale diversa, sia nei rapporti col presidente che con altri. Non lo definisco un rammarico, però. Zamparini adesso più riflessivo e ponderato nella gestione del rapporto con il tecnico? Non è casuale come atteggiamento, dipende dalle persone che lo circondano e anche da Iachini, cioè da ciò che è riuscito a garantire in termini di qualità del lavoro e risultati ottenuti. Questo è un aspetto fondamentale. E’ una questione di equilibri nei rapporti. Perciò dico che adesso, con molta esperienza in più, mi sarei comportamento diversamente”.

“Florenzi talento da top club. Duttilità straordinaria, ma c’è un ruolo tagliato per lui”
“La verità è che Alessandro in tutti i ruoli del centrocampo si esprime benissimo. Nell’Under-21, per avere una squadra più equilibrata possibile, utilizzavamo Alessandro alto a destra per poter mettere Insigne a sinistra e avere in più due attaccanti. Forse il ruolo che sente un po’ più suo è quello di mezzala, intermedio in un centrocampo a tre. Lui è uno di quei giocatori che ogni grande squadra vorrebbe avere in rosa, perché è in grado di interpretare vari ruoli con la medesima efficacia. Ad un allenatore può risolvere molti problemi e decidere le partite con intensità, ritmo ed agonismo, doti a lui proprie, si è affinato tantissimo anche sul piano balistico come dimostrano i gol e le esecuzioni di pregevolissima fattura che ormai fanno parte del suo bagaglio tecnico”.

“Insigne? Ecco come lo schieravo in Under-21. La sua storia parla chiaro. Ora ha qualcosa in più”
“Si è fatto un gran parlare del suo ruolo, se possa far meglio da trequartista o da attaccante esterno. Io credo che la risposta la diano i fatti. La storia parla chiaro: Lorenzo ha fatto benissimo con Zeman a Foggia, prima, e Pescara, poi, ricoprendo la posizione di attaccante esterno, così come nell’Under-21 e al Napoli. E’ quello il ruolo che interpreta al meglio. Adesso ha anche limato il suo feeling con la porta, in area è freddo, rapido e lucido, ha grandissima confidenza col gol ed è pronto a consacrarsi definitivamente. Glielo auguro”.

“Stregato da Hiljemark già nel 2013. Vi racconto quell’Italia-Svezia Under-21”
“Hiljemark mi rubò l’occhio già nel 2013, in quella occasione lì. Ne parlavo giusto qualche giorno fa col mio secondo. Era un giocatore che mi era piaciuto tantissimo già in quelle due partite che riuscimmo a vincere. Oscar era un centrocampista davvero interessante già nel biennio precedente. Rimasi impressionato dalla sua capacità di coniugare fisicità e tecnica individuale, tenendo il campo con una personalità non comune che traspariva in ogni sua giocata.Come dimensionarlo tatticamente? In quella Svezia giocava interno in mezzo al campo con grandissima capacità d’inserimento, infatti in quella partita segnò fiondandosi su una respinta del nostro portiere. E’ un giocatore che sia in una linea mediana a due che a tre può fare molto bene”.

“Colombi il dopo-Sorrentino? Iachini e Zamparini faranno loro valutazioni. Iachini ti presento Sabelli”
“Simone Colombi ha le qualità per raccogliere in un futuro l’eredità di Sorrentino? Ho un bellissimo ricordo di Simone, avendolo allenato per diversi mesi nella Nazionale Under-21, è un ragazzo a posto e un portiere affidabile. Se sarà il dopo-Sorrentino dovrà valutarlo lo staff di concerto con Zamparini e la dirigenza: lo vedono tutti i giorni e sapranno valutare. Stefano Sabelli monitorato sul mercato dai rosanero? E’ uno dei giovani più interessanti della Serie B. Poi chiaramente solo Iachini e Zamparini sanno se si tratta di un elemento funzionale al progetto dei siciliani. Posso dire che è un profilo interessante. E’ un difensore che può essere impiegato sia da quarto basso della lines difensiva che da esterno di un centrocampo a cinque, anche perché non è dotato di un fisico statuario. Ha un ottimo piede, è molto bravo nella fase offensiva, ha ampi margini di miglioramento per quanto riguarda la fase di non possesso”.

“Dybala il nuovo Messi? Le opinioni di Zamparini non vanno commentate. Il mio rimpianto su Franco Vazquez
“Per Zamparini Dybala è il nuovo Messi? La mia risposta è molto semplice. Le parole del presidente si ascoltano e non si commentano. Il presidente ha espresso un’opinione, io ascolto, ma mi fermo qui. Per me le opinioni del presidente non vanno commentate, vanno ascoltate e basta. Vazquez è un ottimo giocatore, mi dispiace non aver fatto in tempo ad allenarlo. Era già stato preso in estate, quando io allenavo il Palermo, e poi arrivò nel gennaio successivo. Secondo me è un grandissimo giocatore”.

“Il mio futuro? Non ho preclusioni, subentrerei ancora in corsa. L’esperienza mi ha dato un insegnamento”
“Mio futuro? Accettare un incarico subentrando in corsa? Le ultime mie esperienze mi hanno insegnato che è preferibile non essere considerate un allenatore da progetto, perché altrimenti si fa fatica a trovare panchina. Sul fatto di subentrare a stagione in corso non c’è nessun problema. Poi ho appreso che i risultati sono la cosa più importante”.

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