IACHINI: “ZAMPA E IL MERCATO. ARRIVERANNO…”

IACHINI: “ZAMPA E IL MERCATO. ARRIVERANNO…”

Bad Kleinkirchheim (dai nostri inviati) – Primo giorno d’allenamento per il Palermo di Giuseppe Iachini: la squadra ha ripreso la preparazione dopo i test-atletici di Coccaglio. Al termine della.

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Bad Kleinkirchheim (dai nostri inviati) – Primo giorno d’allenamento per il Palermo di Giuseppe Iachini: la squadra ha ripreso la preparazione dopo i test-atletici di Coccaglio. Al termine della prima seduta al centro sportivo Sportarena, il mister è intervenuto in conferenza stampa spiegando la condizione dei suoi uomini e tracciando la via per il calciomercato.

IACHINI: “QUALCUNO POTRÀ ARRIVARE, MA…”
“Quanto cambia cominciare dall’inizio? Cambia perché abbiamo un processo di lavoro che è iniziato 6 mesi fa, un bagaglio di esperienze che sicuramente ci aiuta, qualcun’altro potrà arrivare successivamente ma è importante iniziare tutti insieme per fare bene. Chi arriverà dopo lo aiuteremo ad ambientarsi velocemente. Andremo a lavorare come gruppo sui particolari. Se in B per esempio un errore lo puoi sistemare senza fare danno, in serie A sarà necessario lavorare molto sui particolari: la presa di posizione, la conquista della palla, la fase di non possesso, dobbiamo dare meno occasioni possibili agli avversari”.

“MERCATO? ECCO COSA MI SERVE”
“Cosa manca alla squadra? Inevitabilmente dobbiamo fare qualcosa per completare il nostro gruppo, qualcosa dietro, qualcosa a centrocampo, un esterno al posto di Stevanovic, e poi davanti in virtù del fatto che è uscito Lafferty. Diciamo uno per reparto e un esterno e che fanno 4. Poi è chiaro, diventa fondamentale compiere le coppie per ogni reparto più 5 esterni e non conto l’ultimo arrivato Chochev. Valuteremo chi può arrivare, se durante il ritiro dovesse uscire fuori qualcosa, qualche ragazzo magari va via per una richiesta è chiaro che noi dovremo operare sul mercato per migliorarci ancora”.

“OBIETTIVI? VI DICO NOSTRO MODELLO”
“La stima del Presidente e della Società è molto importante. La squadra ha meritato questi complimenti grazie alla cultura del lavoro: questo dovrebbe essere un cavallo di battaglia anche per il futuro. Noi partiamo con grande umiltà sapendo che ci dovremo costruire una certa identità di squadra. La prima cosa, sarà necessaria conquistare la salvezza. E’ un lavoro che dobbiamo fare piano piano per cercare di conquistare ‘step dopo step’ nuovi traguardi. Vedete il Torino di Ventura per arrivare in Europa ha impiegato ben 4 anni, noi dobbiamo lavorare su questo con un gruppo unito, cercando di migliorarci sempre e cercando di farci trovare pronti on un campionato che c’è tanta qualità”.

“NON SO I TEMPI, MA IL PROGETTO È..”
“Con questi ragazzi e con qualche altro elemento che speriamo si possa inserire al più presto speriamo di riuscire a completare il nostro progetto. Non sappiamo i tempi, ci auguriamo nel minor tempo possibile, di riuscire a fare cose importanti tutti insieme”.

“Contento della mia carriera. Ricordo che…”
“Io ho fatto il mio percorso lavorativo dimostrando anche nelle difficoltà di ottenere buoni risultati. Ricordo che con il Siena, ad esempio, siam partiti da meno 6 e quasi quasi ci salvavamo. Penso di aver lasciato tracce importanti ovunque io sia stato. Molti mi riconosco le qualità di allenatore con la A maiuscola, poi ho fatto molta esperienza cercando di portare il mio in ogni gruppo. Sono contento della mia carriera”.

“OK SOLO IN B? CHIEDETE A CONTE”
“Etichetta di allenatore che fa bene solo in B? Veramente lo dicevano anche del mio amico Conte, quando ha vinto a Bari e a Siena dicevano che fosse bravo solo in Serie B, poi gli hanno dato la macchina giusta e ha saputo dimostrare il proprio lavoro. Oggi Antonio è considerato uno dei migliori”.

“COSÌ HO TROVATO LA MIA SQUADRA”
Dai test di Coccaglio sono emersi dati positivi, ho trovato una squadra in ottime condizioni. I ragazzi, da grandi professionisti quali sono, si sono fatti trovare in maniera perfetta, con peso, forza e capacità aerobica già di discreto livello. Li abbiamo ritrovati benissimo e questo è importante per una buona base”.

“SPIEGO FLOP ITALIA AL MONDIALE”
“Ha avuto un sorteggio non facile, sono convinto che un pizzico di fortuna in più l’Italia superando la fase a gironi avrebbe fatto un percorso completamente diverso, magari avrebbe trovato la quadratura del cerchio, il gruppo si sarebbe coeso, le polemiche si sarebbero allontanate e sarebbero arrivati i risultati, magari anche la preparazione sarebbe migliorata. La ricetta è sempre la stessa: la cultura del lavoro è alla base di tutto, vedete la Germania che attraverso la sua rigidità ha ottenuto risultati importanti: ha fatto squadre nuove, stadi, ha debellato la violenza, ha fatto quadrato e ha fatto una grande nazionale. Il calcio è fatto di cicli e mi sa che in questo momento il ciclo è quello della Germania”.

“STATE ATTENTI, LA SERIE A NON È…”
“La squadra è tornata con la giusta consapevolezza e il giusto entusiasmo. Archiviata la serie B, il campionato di A è tutta un’altra cosa, è necessario stare attenti ai particolari, un errore può costare caro, possono farti male. Noi partiamo per giocarci al meglio sin dalla prima giornata, dobbiamo dimostrare partita dopo partita che noi vogliamo conquistare sul campo i nostri punti. Dobbiamo rimanere sempre squadra unita, organizzazione di gioco e gruppo, poi durante la stagione ci sono dei momenti di alti e bassi“.

“PERSO TEMPO COL MERCATO? SPIEGO”
“Tempo perso dopo la promozione? Mi sembra che anche dalle altre parti sia la stessa cosa. Si aspetterà a lungo, il mercato è un po’ bloccato, ci sono percorsi un po’ difficili che a volte diventano impraticabili, lo sono per noi come per Inter, Juve e Milan, così per fare alcuni nomi. E’ un momento del calcio che va così, ricordo la Fiorentina di due anni fa che erano in ritiro in 10, erano più collaboratori che giocatori, poi pian piano la squadra durante il ritiro si è formata in corso d’opera”.

“NOSTRO MODELLO SARA’ COSTA RICA”
“Il presidente dice che noi dobbiamo essere come l’Atletico Madrid, io senza andare molto lontano dico Costa Rica e Colombia. Durante il mondiale hanno dimostrato che con il lavoro, il gruppo e l’organizzazione sopperiscono a qualunque mancanza. Sono due squadre che hanno dimostrato quanto sia importante lo spirito, il modo di scendere in campo e la concezione della squadra all’interno di un gruppo”.

“TUTTO SUL RAPPORTO CON ZAMPARINI”
“Con Zamparini ho sempre avuto un ottimo rapporto. L’anno scorso mi ha chiesto un aiuto a livello non solo professionale, ma anche sportivo perché se non fossimo andati in Serie A probabilmente ci sarebbero stati altri problemi. Quando mi ha chiesto di venire a Palermo non ho saputo dire di no. In questa avventura mi ci sono buttato con grande entusiasmo non solo per l’affetto che mi lega al presidente ma anche per la squadra e la città. Durante questa stagione il presidente ha avuto modo di vedere il mio operato, come lavoro, come sto sul campo e cosa abbiamo fatto in questa stagione, il percorso di crescita che abbiamo intrapreso per portare il Palermo nel posto che le compete“.

“Ecco perché Viviano non può restare”
“Sui portieri la situazione è chiara – ha spiegato Iachini -, le gerarchie dei portieri sono state già tracciate l’anno scorso. Il ruolo del portiere secondo me è fondamentale da stabilire a priori. Viviano è un ottimo portiere, un ragazzo bravissimo, ma non possiamo permetterci tre portieri di questa levatura. Su di lui c’è già qualche offerta. Per il resto del gruppo tutti si sono messi a disposizione chissà che durante il ritiro non succeda qualcosa che possa sovvertire le gerarchie”.

“ZAMPARINI REGALA EMOZIONI”
“Faccio l’allenatore da diverso tempo e faccio delle mie valutazioni. Con Zamparini parto da un percorso di stima reciproca. Zamparini è una persona che è coinvolta nel lavoro: non lo penso solo di lui, ma anche di Garrone e Campedelli. Si tratta di presidenti che regalano emozioni”.

“VI RACCONTO COME STUPITO ZAMPARINI”
“A volte con il presidente abbiamo avuto anche delle vedute diverse, è capitato che non fossimo d’accordo su certe cose, ma poi con molta calma abbiamo raggiunto una soluzione per il bene del Palermo. L’anno scorso per esempio Vazquez doveva partire, io invece ho chiesto al presidente di poterci lavorare su perché Franco aveva delle potenzialità importanti e secondo me avrebbe potuto fare bene per il Palermo. Il presidente era dubbioso perché era convinto che alla fine lo avrebbe dovuto vendere, invece noi siamo stati capaci di recuperarlo, di lavorare su i suoi punti forti, di migliorarne altri. Il presidente non era convinto perché fino ad allora aveva visto un altro tipo giocatore che invece attraverso il lavoro è riuscito a migliorare, non parliamo di Maradona ma parliamo di un giocatore utilissimo alla causa”.

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