Iachini: “Tanti amici nel calcio. Maestri? Ho avuto fortuna, Mazzone è come un padre”

Iachini: “Tanti amici nel calcio. Maestri? Ho avuto fortuna, Mazzone è come un padre”

Il tecnico del Palermo, Giuseppe Iachini, è stato intervistato dal Corriere dello Sport: oggetto di discussione anche il suo rapporto con Beppe Carillo, suo vice. “Una vita insieme, amicizia.

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Il tecnico del Palermo, Giuseppe Iachini, è stato intervistato dal Corriere dello Sport: oggetto di discussione anche il suo rapporto con Beppe Carillo, suo vice. “Una vita insieme, amicizia che nasce dalle parrocchie, che cresce nell’Ascoli e si perfeziona, negli ultimi dodici anni, con una stretta collaborazione. Capitava spesso di scontrarci: io, il cagnaccio, lui il maratoneta. Poi, l’Ascoli e la prima squadra. Dopo l’allenamento si tornava indietro nel tempoCominciavamo a passarci la palla, facevamo la telecronaca come una vera partita, ci buttavamo per terra e, tutti sporchi di fango, inventavamo azioni da gol, risultati e nomi di giocatori stranieri. Era il calcio di Platini, Maradona, Rummenigge, di autentici campioni, anche se a sorpresa un anno vinse il Verona di Bagnoli. Ho però una lunga lista di amici e non vorrei dimenticare nessuno – ha dichiarato Iachini -. Per questo non faccio nomi. Ieri mi ha telefonato Enrico Nicolini, il vice di Mandorlini, voleva parlare di Pisano. Con Conte la stima è nata nelle tante battaglie sostenute. E poi, i compagni di camera! Luppi, Pedone, Volpecina, Pavan, Pioli, amici di famiglia. E Batistuta. I maestri che hanno inciso della mia carriera? Ho avuto fortuna. Mazzone, Boskov, Castagner, Bagnoli, Ranieri, Spalletti, Novellino, Radice, i primi che mi vengono in mente. Mazzone mi ha fatto esordire in A a 17 anni, poi la consacrazione con Boskov. Mazzone segue le nostre partite e mi incita: vai per la tua strada! Per lui sono come un figlio e i figli, si sa, per i padri, sono i più bravi. Così dice che Iachini è il più forte di tutti. Fu lui che accelerò il mio matrimonio con Antonella. Dovevo trasferirmi a Barletta, mi fermò: da Ascoli non ti muovi, a patto che ti sposi! Lei aveva 15 anni, io 17 quando ci siamo conosciuti”.

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