IACHINI A 360°: “MARESCA OK, SU BELOTTI..”

IACHINI A 360°: “MARESCA OK, SU BELOTTI..”

di Claudio Scaglione
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Il successo dell’Adriatico contro il Pescara ha permesso al Palermo di raggiungere un traguardo sconosciuto in stagione per i rosa, le quattro vittorie consecutive. Nel corso di questo campionato un’impresa del genere era riuscita solamente al Pescara dell’allora tecnico Pasquale Marino e al Brescia di Cristiano Bergodi. Un trend così positivo non può che essere l’ulteriore conferma che il gruppo allenato da Giuseppe Iachini ha imboccato la strada giusta che porta alla Serie A.

Adesso riceverete il Siena settimo in classifica. Le avete già dimenticate le polemiche della gara d’andata che videro come protagonista Mario Beretta, mister?
“Penso che a fine gara può capitare che l’adrenalina porti a delle esternazioni, fa parte un po’ del nostro mondo, poi uno analizza a freddo. In quella partita siamo rimasti in 10 contro 11 per molto tempo, con una ammonizione un po’ particolare che ha portato al rosso. Insomma, il calcio è uno sport particolare e andare a vincere in 10 contro 11 è stato un grandissimo risultato. Se ricordate bene misi un’altra punta per dare coraggio e andare a credere nel risultato pieno, nonostante l’inferiorità numerica. Comunque le polemiche si fanno a caldo, poi rimane il fatto che gli avversari sono da temere per caratteristiche e organizzazione. Ci vorrà una prestazione molto importante”.

Una prestazione importante che magari possa portare alla quinta vittoria consecutiva. Doveste raggiungere questo risultato pareggereste l’impresa riuscita al Palermo di Guidolin nella stagione 2006-07. Lei pensa a questo record?
“Prepariamo le partite una alla volta, lavorando sull’aspetto mentale in termini di propositività. Per come interpretiamo il calcio noi, più si sta assieme, più ci si conosce e più c’è una crescita. Noi ci prepariamo a una partita particolare, conosco bene i nostri avversari, sono un’ottima squadra, ben preparata. Hanno un allenatore che sta facendo bene, che conosce bene il gruppo, l’ha plasmato. Ci vorrà una grandissima prestazione da parte nostra, con la testa e l’organizzazione giusta”.

Tra qualche giorno il Palermo festeggerà i primi sei mesi della sua gestione. Dopo tutte queste settimane ha notato la maturazione di atteggiamento dei suoi uomini?
“Più passa il tempo, più ci si conosce e si lavora insieme. I ragazzi sanno quello che vuole l’allenatore in fase di possesso e di non possesso, come dobbiamo affrontare le partite, con quali idee, piglio e mentalità. Il tutto porta a un’organizzazione di gioco che deve essere sempre di alto profilo per nascondere le lacune ed esaltare la squadra”.

Una squadra che inizia a conoscersi alla perfezione. A proposito di conoscenze: nel suo organico vi sono due giocatori che conoscono bene le mosse dell’avversario di domani, il Siena, avendone vestito la maglia per diverse stagioni: parliamo chiaramente di Terzi e Vitiello. Troveranno spazio sin dall’inizio nel match del Barbera?
“Non guardo a queste cose per scegliere chi schierare. Sono due elementi della nostra squadra. Nel corso delle ultime partite abbiamo giocato in un certo modo valutando anche le caratteristiche degli attaccanti, come a Pescara. Sceglierò tranquillamente chi schierare, a prescindere dalla precedente militanza”.

Parliamo dei centrocampisti. Quali sono invece le condizioni di Enzo Maresca, uscito anzitempo nel match di sabato contro il Pescara?
“Enzo è disponibile, ho visto ieri i ragazzi, abbiamo fatto un po’ di scarico ed Enzo stava già meglio. Il Siena ha giocato un giorno prima, così è normale che ci sarà bisogno di fare tante valutazioni, anche con lo staff medico, per capire quali saranno gli effettivi recuperi globali. Domattina avremo un’ulteriore sgambata per capire quale formazione mandare in campo”.

Se il centrocampo sarà riconfermato, stessa cosa non si potrà dire per il settore offensivo: Paulo Dybala sarà assente per squalifica. Si vedrà quindi sin dall’inizio Andrea Belotti?
Stiamo portando avanti un percorso di rientro. Ha avuto un infortunio difficile e inaspettato. A 20 anni è brutto fermarsi quando stai attraversando il tuo miglior momento, dispiace tanto, per la squadra e per lui in particolare. Si vedeva che lontano dai compagni, nella sua vera problematica fisica. Sono stato contento di recuperarlo e di vederlo tornare al gol”.

Ha sofferto anche lei ad averlo fuori?
“Certo, come per tutti, come Dybala, Hernandez, come Morganella che è fuori adesso. Quando un tecnico sta facendo un lavoro di conoscenza poi le assenze frenano. Possibile Belotti dall’inizio? Valuteremo la sua condizione e quella degli altri compagni, vedremo chi starà meglio. Anche Lafferty e Abel sono arruolabili, faremo delle valutazioni”.

Parliamo della partita di domani, quali rischi può celare questa sfida?
Ogni partita riserva delle difficoltà. La Juve Stabia si pensava fosse una squadra così, invece ha rischiato di segnare 5-6 volte e passare in vantaggio. Tutte le partite sono difficili, vanno affrontate con attenzione e organizzazione. Se pensiamo di poter fare la partita sempre e comunque, senza considerare l’avversario, rischi di perdere la concentrazione. Servirà la partita perfetta. In particolare dovremo stare attenti alle palle inattive, hanno grande fisicità ed esperienza. Li rispettiamo molto, ma non è una cosa negativa, perché siamo abituati a giocare sempre contro squadre che cercano di fare la partita dell’anno contro di noi. Cercheremo di farci trovare pronti“.

Tolti i sette punti di squalifica, il Siena sarebbe la seconda miglior forza di questo campionato. Guardando all’organico, si può notare come sia una delle squadre più esperte della categoria: in compenso i rosa sono il terzo club più giovane dei 22 di Serie B. È un aspetto di cui terrà in considerazione?
“Stiamo per affrontare una delle squadre più esperte del campionato, noi siamo la terza più giovane del torneo, dobbiamo costruire una mentalità di calcio. Non dobbiamo guardare tanto a quello che è l’aspetto singolo delle situazioni, guardiamo tutto. Dalla concentrazione all’applicazione, non siamo attenti a un solo particolare. A prescindere dal fatto che giochi Tizio o Caio, ogni giocatore deve sapere cosa fare a occhi chiusi. E’ quello che voglio costruire. Avete visto sabato che è entrato Milanovic, in passato è capitato lo stesso con Vazquez, la squadra deve continuare ad avere la stessa mentalità. Dobbiamo ragionare da ‘noi’ e non da ‘io'”.

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