Guido Magherini-Mediagol: “Riccardo vive nella mia voglia di giustizia. Palermo mi è entrata dentro. I miei flash in rosa. Iachini e Zamparini…”

Guido Magherini-Mediagol: “Riccardo vive nella mia voglia di giustizia. Palermo mi è entrata dentro. I miei flash in rosa. Iachini e Zamparini…”

Una seconda casa. Probabilmente, nel suo cuore, la prima. Per Guido Magherini, calciatore simbolo della storia rosanero, talento istrionico e cristallino della seconda metà degli anni ’70,.

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Una seconda casa. Probabilmente, nel suo cuore, la prima. Per Guido Magherini, calciatore simbolo della storia rosanero, talento istrionico e cristallino della seconda metà degli anni ’70, tornare a Palermo significa sfogliare un immenso album di ricordi. Giunto in Sicilia nelle ultime ore, ha concesso ai microfoni di Mediagol.it un’intervista in cui ha affrontato diverse tematiche. Dalla morte del figlio – avvenuta a Firenze dopo una procedura d’arresto con diverse zone d’ombra sulla conformità dei protocolli oggetto di un processo tuttora in corso – al suo legame con la realtà palermitana, passando per le differenze tra il calcio dei tempi nostri e quello di una volta. Sguardo sornione e trasparente, fare bonario, occhi vispi, intrisi d’amore paterno, velati dall’ombra di un dolore impossibile da superare ma a cui bisogna dare un senso. Non solo il ricordo che commuove, la memoria che celebra. Una vita che prende forma nella ricerca della verità, che si perpetua nel senso di giustizia e nell’amore di chi resta.

Intervista realizzata da Leandro Ficarra

Riccardo e il processo. “Mio figlio Riccardo era legatissimo a Palermo, qui ha tantissimi amici, anche per Andrea (l’altro figlio) è così. E’ la loro seconda città, perché hanno fatto i primi anni delle elementari qui ed è una città che è rimasta dentro tutti noi. Il processo? Per quanto riguarda i fatti è già molto chiaro quello che è successo: Riccardo è stato ucciso da 4 cialtroni, 4 carabinieri che dovrebbero vergognarsi. Se qualsiasi altro italiano avesse fatto quello che hanno fatto loro, sarebbe in galera ad aspettare il processo. Loro invece, perché hanno una divisa sporcata di sangue, sono liberi, prendono lo stipendio. Non faranno più del male perché ormai sono stati segnati, ma sono liberi”.

L’infortunio e il sogno spezzato – “Riccardo era un grande talento, fino a 18 anni, quando si è fatto male al Torneo di Viareggio: era una grande promessa. Si ruppe i legamenti del ginocchio e lì finì il suo sogno, anche se Radice aveva già detto che avrebbe esordito in Serie A, sarebbe stato il primo del gruppo dei partecipanti al Viareggio che avrebbe avuto questa opportunità – dice Magherini in esclusiva a Mediagol.it -. Quando si subiscono questi infortuni mentre si è così giovani è difficile recuperare. Quello che aveva fatto fino a quel momento gli era sempre venuto facile, una volta che un ragazzo di 18 anni si rompe il crociato deve cambiare sistema di vita e di allenamenti e lui lì non ce l’ha fatta.

Vicinanza dei palermitani – “Qui ho tanti amici, anche nelle vicende brutte che mi sono successe a Palermo. Sanno tutti che il Palermo è stato condannato ingiustamente. Quel Taranto-Palermo, che secondo l’accusa avremmo dovuto pareggiare e invece abbiamo vinto. Forse ci hanno condannati perché secondo loro non abbiamo rispettato gli impegni. La gente mi vuole bene perché in questa circostanza mi sono preso tutte le responsabilità di una cosa che se fosse stata vera avrebbe coinvolto tutti, non solo me. In quella circostanza la gente ha capito che persona è Magherini“.

Differenze tra ieri e oggi –Il calcio è diventato un business? Sicuramente. E’ cambiato completamente. Ai miei tempi eravamo dei pacchi postali: ci dicevano di andare a giocare da qualche parte e noi dovevamo chiudere le valigie e andare. Invece oggi i calciatori determinano il loro destino. Direi che è anche più giusto, abbiamo combattuto per ottenere certi diritti. Però al tempo stesso la poesia va via. Per esempio a Palermo io, Fausto Silipo e Ignazio Arcoleo siamo stati gli iniziatori dei calciatori-immagine. Perché abbiamo fatto una trasmissione bellissima di 2 ore e mezza. Ci fecero chiudere perché la gente guardava solo noi e non le altre trasmissioni. Il Giornale di Sicilia aveva investito tanti soldi su una trasmissione allora ci fecero smettere“.

Mudo simile, ma… – “Franco Vazquez ricorda come giocavo io? Beh, è dura fare dei paragoni. Io so che ai miei tempi per me era bello giocare, capire come si svolgeva la partita, trovare la posizione. Vazquez ha qualche caratteristica in comune col sottoscritto. Oggi i  tempi sono diversi, però è vero che quando mi girava e avevo la voglia giusta per gli altri erano dolori“.

Attenti con Zamparini –Io da lontano dico di tenercelo buono a Palermo, perché ha dimostrato di voler bene alla Sicilia, alla squadra rosanero. E’ retrocesso ma è subito tornato in Serie A. Starei attento a contrastarlo, perché è una persona di essere capace dopo tanti anni nel calcio. Pertanto diamogli fiducia e stiamogli vicino“.

Episodio con Iachini – “Devo raccontarvi un aneddoto: quando ero ad Ascoli lui era raccattapalle ed ero uno dei suoi idoli della prima squadra. Qualche anno dopo, quando mio figlio Riccardo giocava nei giovani della Fiorentina e Iachini faceva parte dei titolari viola. Beppe mi ha raccontato il giovedì facevano le partitelle e qualche volta Riccardo entrava un po’ duro su Maiellaro – racconta Magherini a Mediagol.it -. Iachini lo proteggeva prendendo sempre e comunque le sue difese. Quindi di lui non posso che parlare bene di lui. Non solo per questo episodio, ma per le promozioni in Serie A e le conferme degli ultimi anni. Inoltre ha fatto crescere gente come Vazquez e Dybala, li ha fatti diventare quelli che sono. Dico questo: Iachini deve rimanere a Palermo a vita, fino alla pensione“.

Scudetto, non solo Juve in corsa – “Penso che la Juve faticherà a confermarsi, perdere Vidal, Tevez e Pirlo è tanta roba, anche se a sostituirli sono arrivati buoni giocatori. Credo che sarà dura. La mia Fiorentina la vedo tra il sesto e il quarto posto. In prima fila per lo scudetto non metto più solo la Juve, ma anche Milan, Inter, Roma, Napoli. Questo è il blocco da cui arriveranno le qualificate alla Champions e all’Europa League“.

E i rosa? – “Il Palermo farà un buon campionato, perché ho grande stima di Iachini, riuscirà sempre a mettere le cose a posto“.

Occasione per tornare – “Prima di Palermo-Inter tornerò in città. Presenterò il libro che racconta la vita di mio figlio Riccardo. L’abbiamo già presentato a Firenze, ma a Palermo tanti amici me l’hanno chiesto. Verremo a Palermo il 21 di ottobre alla Feltrinelli. Invito chiunque voglia venire a presenziare per starci vicino“.

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