Giancarlo Gonzalez non giocherà la Copa America, è un accordo con la Federazione. L’agente: “Ecco perché”

Giancarlo Gonzalez non giocherà la Copa America, è un accordo con la Federazione. L’agente: “Ecco perché”

Le spiegazioni del suo procuratore: “Negli ultimi tre anni ha beneficiato di appena tredici giorni di vacanza. Deve riposare mente e corpo”.

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Un confronto impari.

Dovessimo paragonare la prima stagione in rosanero di Giancarlo Gonzalez con quella attuale, converremmo all’istante che il difensore ex Columbus Crew ha fatto registrare un netto calo prestazionale ed emotivo: quel muro invalicabile visto nel campionato 2014-15 si è trasformato in un’incognita bella e buona. Troppi gli svarioni difensivi, innumerevoli le disattenzioni risultate poi fatali e un atteggiamento – il suo – letteralmente agli antipodi rispetto all’annata precedente. Raramente, nel corso degli ultimi mesi, Gonzalez ha evidenziato la sicurezza che lo aveva contraddistinto nel primo periodo in Sicilia.

Un crollo verticale comune alla quasi totalità dei giocatori in maglia rosa: ad eccezione di Sorrentino – abbastanza costante nel suo rendimento – tutta la squadra ha fatto decisamente peggio rispetto a un anno fa. Dopo i continui ribaltoni sul piano tecnico, le metodologie di lavoro mutate quasi ogni mese e la sfiducia giustificata da parte della piazza, non ci si poteva attendere di certo un trend migliore di questo. Il Pipo è probabilmente il calciatore che ha maggiormente deluso i tifosi nell’arco di questa stagione. Perché ci si attendeva una maggior leadership da parte sua, un contributo ben diverso da quello offerto fin qui. Eppure, differentemente dalla prima stagione al Palermo, ha dovuto saltare meno gare per infortuni e problemi fisici: ha giocato di più (28 gare l’anno scorso, 33 quest’anno e ne mancano ancora due per concludere il campionato); ha segnato di più (un gol contro i due della stagione attuale). Ma il rendimento del gruppo si è notevolmente abbassato, tanto da giustificare gli oltre sessanta gol subiti in 36 partite.

Ieri la notizia della mancata convocazione di Gonzalez da parte del ct della Costa Rica in vista della Copa America Centenario. Sarà un’edizione speciale della competizione internazionale tra stati americani (vi parteciperanno anche gli Stati Uniti, che saranno proprio il paese ospitante). Un’assenza che ha fatto e farà rumore, quella del centrale rosanero. È come se – fatte le dovute proporzioni – Conte decidesse di lasciare a casa, senza alcun motivo, uno tra Bonucci e Barzagli, precludendo loro la possibilità di giocare l’Europeo in Francia (sì, per i Ticos, Gonzalez ha lo stesso spessore).

Tuttavia, non si è trattato di una sorpresa per Giancarlo. A spiegarlo il suo agente, Juan Vicente Carvajal, che da circa un mese condivide la procura del calciatore con Tullio Tinti. “Mi preme far chiarezza sul tema della non-convocazione di Giancarlo in vista della prossima Copa America – ha premesso Carvajal a Mediagol.it -. Possiamo definirlo un accordo tra le parti, ovverosia tra noi (me e Giancarlo) e la Federazione calcistica costaricense”. Un accordo figlio dell’attuale stato di forma del Pipo. “Sì, nessun infortunio, per lui, fortunatamente. Però, dovete pensare che dall’agosto del 2013 Giancarlo non va in vacanza. In quasi tre anni, quindi trenta mesi, ha beneficiato di appena tredici-quattordici giorni di riposo”. Il motivo è presto spiegato: nell’estate del 2014, dopo il Mondiale in Brasile, Gonzalez si è dovuto rimettere a lavoro col Columbus Crew. Quindi il trasferimento a titolo definitivo al Palermo. Dodici mesi dopo, nel luglio del 2015, la Copa America e il rientro anticipato dalle vacanze per preparare al meglio la stagione coi rosanero che erano ancora di Iachini.

Tre anni quasi no-stop. Ha accumulato una fatica che non immaginate, anche a livello mentale. Una situazione che non poteva ripresentarsi anche per quest’anno: Giancarlo, e chi ha guardato le partite del Palermo se n’è accorto, avrà bisogno di riposo appena finirà la stagione”. L’allusione può essere quella relativa a un gesto da censurare fatto dal n.12 nel post-partita di Palermo-Torino.

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“Sul piano dei nervi è giusto che si riposi un attimo a fine stagione, perché è normale che, se un atleta lavora ininterrottamente per tre anni a ritmi sempre elevati, prima col club, poi con la Nazionale di cui è leader, si possano verificare degli episodi in cui non riesci a tenere i nervi saldi – le spiegazioni di Carvajal -. Fortunatamente, nonostante abbia lavorato no-stop per circa trenta mesi, possiamo serenamente dire che alla fine dei conti ha patito pochi problemi fisici: di fatto è stato out per infortunio solamente per qualche giornata di campionato, se calcoliamo tutto il periodo della sua esperienza in maglia rosanero”. Esperienza in rosanero che sembra giunta al capolinea: il nome di Gonzalez è uno dei tanti presenti nella speciale lista dei partenti indipendentemente dall’esito della stagione.

a cura di Claudio Scaglione

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