Gazzetta: Palermo, il vero sconfitto è Zamparini

Gazzetta: Palermo, il vero sconfitto è Zamparini

L’analisi della rosea.

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Il Palermo perde di fronte al proprio pubblico: è l’ottava volta che gli succede in stagione. I rosanero, alla prima di Novellino, danno chiari segnali di ripresa, ma la frattura coi tifosi è palese e i presenti al Barbera riempiono di fischi giocatori e società. Attorno al tema pubblico ruota l’approfondimento odierno de ‘La Gazzetta dello Sport‘ (qui i dati ufficiali relativi agli spettatori).

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“Piovono fischi sul Palermo. Il Barbera contesta alla fine, ma la posizione più dura la esprime negando l’apporto alla squadra durante la gara col Napoli. Alla fine c’è un solo coro: ‘Andate a lavorare‘. Il clima d’indifferenza si sente e pesa. L’ultima settimana di passione ha acuito la rassegnazione di chi non ha più tanta voglia di presenziare al Barbera. Soltanto 4.605 paganti oltre ai 10 mila abbonati. La lettera di Zamparini con la quale in settimana ha esortato la piazza a compattarsi (qui il testo della lettera), dopo l’ennesimo cambio in panchina, non ha sortito effetti, così come l’appello di Novellino – si legge sulla Rosea -. Silenzio e molti sediolini vuoti. La desolazione del Barbera si percepisce alla lettura della formazione rosanero. Lo speaker elenca i nomi dei giocatori, ma il seguito affidato solitamente al pubblico sugli spalti per intonare i cognomi si sente appena. Quando arriva il momento di Struna cala una bordata inesorabile di fischi. E anche il nuovo tecnico è stato accolto nella più totale indifferenza. L’inizio non è incoraggiante, nemmeno per quello che si legge e si sente dalla curva Nord. Da uno striscione a caratteri cubitali: ‘Ora basta, tutti responsabili, la dignità va salvata in questa stagione dannata‘”.

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Dalla parte alta dell’anello prima dell’inizio parte un coro: ‘Zamparini vattene via‘, ma nello stesso tempo un sostegno alla squadra attraverso ripetuti cori ‘Vinceremo, vinceremo‘. Dopo pochi minuti anche la parte del tifo organizzato – anello inferiore della curva Nord – prende di mira il patron rosanero con una altro invito ad andarsene a cui nel corso della gara seguiranno veri e propri insulti. Il pubblico si scalda soltanto per gli interventi di Sorrentino e per il numero di Pezzella che fa fuori nella stessa azione tre mostri sacri del calibro di Insigne, Higuain e Allan.

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