Gazzetta: Palermo-Hellas Verona, partita vera fino al triplice fischio. Vazquez-Maresca e Gila gli uomini simbolo

Gazzetta: Palermo-Hellas Verona, partita vera fino al triplice fischio. Vazquez-Maresca e Gila gli uomini simbolo

L’analisi della ‘Rosea’.

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“Pianti e psicodrammi non sono più in calendario. Il Palermo urla la parolina magica ‘salvezza’ alle 22.42, davanti a oltre 30mila tifosi in estasi come fosse la conquista dell’Europa League, mettendo tra parentesi la più tormentata e per certi versi paradossale stagione della sua storia”.

Questa l’analisi de ‘La Gazzetta dello Sport‘ di Palermo-Hellas Verona, match giocato ieri sera e valido per la 38esima e ultima giornata di Serie A. “Sono gli acuti di Vazquez, Maresca e Gilardino, così belli da sembrare semplici quando invece non lo sono per niente, la chiave e insieme la sintesi della sofferta vittoria dei siciliani sul Verona già retrocesso, in fondo a un’aspra battaglia con due espulsi, due pali, due reti gialloblù e un’intensità terribile fino al triplo fischio. Gol di uomini simbolo, stretti attorno a una bandiera: solo loro, in fondo, potevano scrivere la sentenza finale sulla lotta per non retrocedere. Troppi veleni, troppi conti in sospeso perché la partita in campo possa avere qualcosa di amichevole. Niente simulazioni: tutto vero – si legge -. Nel momento decisivo, i rosanero reagiscono da squadra e vengono a capo di un Verona non proprio in versione vacanziera. E chi sospettava di vedere in campo una squadra molle e sazia per effetto dei 15 milioni di paracadute in caso di salvezza del Palermo, dovrebbe ricredersi e chiedere scusa ai gialloblù. Che invece la partita se la giocano con orgoglio, creano allarmi a più riprese ai rosanero e tengono il risultato in bilico fino alla fine, giocando senza stress e freni psicologici come avrebbe voluto Delneri molto tempo prima. […] Palermo salvo tra indicibili sofferenze. E la gente del Barbera può cantare fino a notte fonda la canzone della Serie A in cassaforte”.

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