IL PERSONAGGIO: Storia di Guillermo e Gustavo Schelotto. I venti flash che raccontano la vita de ‘Los Mellizos’, adesso al Palermo

IL PERSONAGGIO: Storia di Guillermo e Gustavo Schelotto. I venti flash che raccontano la vita de ‘Los Mellizos’, adesso al Palermo

La storia dei gemelli Schelotto in venti fotografie. Guillermo sarà allenatore del Palermo, Gustavo farà parte dello staff tecnico rosanero.

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INFANZIA

Quando Cristina diede alla luce Gustavo e Guillermo Barros, non poteva immaginare che i due figli avrebbero scritto pagine di storia del calcio argentino. Il 4 maggio 1973 Hugo Barros Schelotto, medico sociale e poi presidente del Gimnasia La Plata, può abbracciare i suoi gemelli, quelli a cui ha trasmesso il gene futbolistico.

Guillermo e Gustavo Schelotto col padre Hugo
Guillermo e Gustavo Schelotto col padre Hugo

I due, Guillermo e Gustavo, hanno il destino segnato: dovranno giocare a calcio e dovranno farlo nel club del padre Hugo: il Gimnasia y Esgrima de La Plata. Crescono entrambi tra le mura dello stadio Juan Carmelo Zerillo: il primo (Gus) gioca da centrocampista, il secondo (Guille) è un estroso attaccante.

Guillermo e Gustavo Schelotto appena adolescenti
Guillermo e Gustavo Schelotto appena adolescenti

Raggiungono presto la prima squadra del club della loro città: a 18 anni Guillermo, e a 19 Gustavo.

Los Mellizos al Club de Gimnasia y Esgrima La Plata
Los Mellizos al Club de Gimnasia y Esgrima La Plata

La loro avventura al Gimnasia si protrae fino al 1997: stagioni utili per crescere e farsi le ossa. Collezionano 181 presenze e 45 gol (Guillermo), 133 apparizioni e 8 reti (Gustavo).

Los Mellizos del Lobo
Los Mellizos del Lobo

Guadagnano tutte le copertine dei giornali di La Plata. Sono ‘Los Mellizos del Lobo‘, i gemelli del Lupo. Nel 1953 un giornalista de ‘El Día‘ di La Plata, Julio César Trouet, aveva deciso di dare questo soprannome al Gimnasia (fino a quel momento i calciatori della squadra bianco-blu erano detti ‘Macellai‘ [Los Triperos]) in virtù del fatto che lo stadio si trovasse nei pressi del bosco comunale. Inoltre, in quel determinato periodo storico, il club di La Plata era solito fare bottino pieno tra le mura amiche, annientando gli avversari: si fece presto ad affezionarsi all’apodo de Lobo.

Giovani, ma già popolari
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