Foschi: “Vi racconto il mio rapporto con Zamparini. Il patron può aver sbagliato, ma…”

Foschi: “Vi racconto il mio rapporto con Zamparini. Il patron può aver sbagliato, ma…”

Le parole del direttore dell’area tecnica rosanero Rino Foschi sugli anni trascorsi al Palermo Calcio a fianco di Maurizio Zamparini

Rino Foschi racconta Maurizio Zamparini e gli anni trascorsi al Palermo.

Il direttore dell’area tecnica del club di Viale del Fante, che ha trascorso tra le fila rosanero gli anni dal 2002 – a pochi mesi dall’acquisizione del patron friulano – al 2008 nel ruolo di direttore sportivo ed è tornato quest’estate a dare il suo contributo nel capoluogo siciliano, ha parlato, nel corso di un forum all’agenzia di stampa ‘Italpress’, degli anni trascorsi all’interno della società siciliana e del presente, ancora a fianco degli isolani:
Un rapporto che parte da lontano. Io sono stato qui tanti anni, abbiamo fatto anche un buon lavoro grazie a Zamparini che ha messo il denaro e che ci ha permesso di fare risultati importanti. Anche quando sono andato via ho sempre seguito il Palermo, questa è una città speciale, ho lavorato in tante piazze, ma vuoi per i risultati, vuoi per l’affetto della gente qui è stata un’esperienza unica. Sono tornato molto volentieri, avevo già fatto una piccola apparizione due anni fa ma non ero pronto (ndr. nel 2016), poi mi ha richiamato e sono venuto con grande entusiasmo per dare una mano al presidente e alla città. Zamparini può aver sbagliato. Quando la gente è abituata bene e non vengono i risultati, si fa fatica ad accettare certi periodi, ma il presidente anche per la crisi che ha preso tutti gli imprenditori d’Europa e del mondo certe disponibilità non le aveva più e non si è vergognato di dirlo. Nel 2002 quando sono venuto io era tutto diverso, premevo un bottone e potevo prendere 2-3 giocatori, poi i tempi sono cambiati. Quando sei abituato bene fai fatica a soffrire, c’è stata la crisi di risultati, la retrocessione e non potendo più mettere i soldi di una volta è stato più difficile risalire. E’ stato un po’ abbandonato, il pubblico ha anche le sue ragioni. A Palermo il calcio è molto importante, la retrocessione è stato un duro colpo, nel finale della scorsa stagione il pubblico era tornato a riempire lo stadio, poi purtroppo è finita come sappiamo, si è rimasti in B, si è dovuto fare un certo tipo di mercato e non è facile per un tifoso pensare a tutte queste cose. Il tifoso pensa al risultato, si infiamma per Cavani e Amauri, pensa a quello che è stato, al passato, a quello che non può esserci nel presente“.

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