FOCUS: PALERMO, LO SHOW DEI RECORD

FOCUS: PALERMO, LO SHOW DEI RECORD

di Leandro Ficarra
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di Leandro Ficarra

Spietato, famelico, incontentabile. Trovare gli aggettivi calzanti per descrivere fedelmente le gesta del Palermo di Beppe Iachini sta diventando esercizio davvero complesso. Ventesimo risultato utile consecutivo. Dodicesimo blitz esterno stagionale, record assoluto nella storia del campionato cadetto in materia di vittorie in trasferta. Non pago della maestosa cavalcata che ha sancito l’immediato ritorno in serie A, questo gruppo continua a collezionare primati. Due a zero senza appello al “Tombolato” con tanti saluti a chi profetizzava un Palermo distratto e destinato a cedere il passo alle impellenti ragioni salvezza dell’undici di Foscarini. Iachini ha preparato l’ennesimo ineccepibile copione, tenendo alta la concentrazione dei suoi, optando per un turn over minimo e ragionato e disponendo di un avversario, seppur modesto sul piano qualitativo, tosto e tatticamente organizzato.

Assodate competenze tecniche e doti strategiche del tecnico marchigiano, entusiasma la sua capacità di infondere stimoli e motivazioni ulteriori ai suoi uomini, già protagonisti di un trionfo e reduci da una settimana di legittimi festeggiamenti. Un Palermo sontuoso nei piedi ma ancor di più nella testa, nel recepire gli input del suo allenatore trasponendone sul terreno di gioco mentalità vincente, vis agonistica e straordinaria professionalità. Alimentare nuove sfide, inediti traguardi, tracciare più ardui confini da valicare. Ora parte la caccia al nuovo record: gli ottantacinque punti da superare come miglior score totale di sempre in cadetteria. Sarà questa la linfa motivazionale delle ultime tre gare congiuntamente ad una prestigiosa imbattibilità nel 2014 da salvaguardare.

Pisano ed Abel, con un capolavoro balistico, hanno griffato nella ripresa una vittoria limpida, al culmine di un match cominciato in sordina e conquistato in virtù di un progressivo crescendo. Chi si attendeva una passerella random delle seconde linee è stato smentito alla lettura delle formazioni. Nessun contentino ma avvicendamenti logici e figli delle contingenze. Nel 3-4-1-2 iniziale riposano Sorrentino, Munoz, Terzi e Barreto. Fuori causa Maresca e Morganella, out Daprelà. Davanti ad Ujkani, Vitiello e Milanovic affiancano Andelkovic. Pisano e Lazaar hanno l’egemonia sulle corsie. Ngoyi dà consistenza e nerbo all’asse centrale in coppia con Bolzoni. Vazquez ispira il tandem Abel-Belotti.

Nei primi venti minuti i rosa vengono sovrastati sul piano del ritmo. Devono metabolizzare le novità e stentano a trovare sincronismi e giuste distanze. Il 4-4-2 di Foscarini è corto, aggressivo e dinamico. I veneti sopperiscono con intensità e buoni automatismi senza palla all’evidente gap di natura tecnica nei confronti della capolista. Così il Palermo rischia un paio di volte con Coly , che non controlla a due passi da Ujkani, e  con Djuric che gira bene di destro un assist di Surraco alzando la mira. Senza Barreto, i rosa faticano a pressare ed accorciare con il tempo giusto e perdono linearità nella cucitura del gioco. La squadra è un po’ più lunga del solito e fatica a trovare Vazquez, sempre raddoppiato, con Abel e Belotti troppo isolati.

Iachini si sgola, Ngoyi inizia a crescere facendo valere stazza e veemenza in interdizione, Lazaar suona la carica con un paio di brillanti sgroppate mancine vanificate in fase di rifinitura. Punto nell’orgoglio, il Palermo aumenta i giri e crea tre palle gol nel giro di una decina di minuti. Prima Vazquez esalta i riflessi di Di Gennaro con un violento piattone sinistro, quindi sul corner susseguente il portiere veneto salva su sforbiciata di Milanovic. Belotti non centra il bersaglio dal limite disturbato da Abel. L’ex Rigoni imbuca per Djuric che prende alle spalle una linea difensiva rosa troppo statica e scavalca Ujkani con un lob sventato sulla linea da Andelkovic.

Qualcosa ci dice che Iachini nell’intervallo abbia fatto la voce grossa. Il Palermo che impatta la ripresa ha piglio ed intensità notevole fin da subito. Alza di qualche metro baricentro e linea difensiva, gira la sfera in modo più rapido e lineare, innesca con continuità gli stantuffi sui binari laterali. Vazquez sale in cattedra, pettina il pallone, lo nasconde da par suo, elude la marcatura con il consueto repertorio di dribbling e virtuosismi. Lazaar è ispirato, salta l’uomo sistematicamente sfornando cross tesi e precisi. Su uno di questi Abel tiene sul body check e scaglia un diagonale sulla cui ribattuta Belotti fallisce, da un metro, una chance clamorosa. Ancora Abel si esibisce in un’acrobatica rovesciata di poco a lato su invito del Mudo. Sarà Eros Pisano, in seguito all’ennesimo inserimento sul versante destro, a sbloccare il match incornando imperiosamente un preciso cambio di gioco di Ngoyi.

Barreto rileva Bolzoni. Il Cittadella prova a mettere la gara sul piano agonistico ma trova pane molto duro per i suoi denti. Il Palermo non fa sconti, vuole vincere, è attento, compatto e cattivo al punto giusto. Milanovic, Vitiello ed Andelkovic puliscono l’area con puntualità e precisione, alzano la linea coi tempi giusti lasciando le briciole a Djuric e Coralli. Ngoyi e Barreto esaltano la loro vena gladiatoria, con il francese che cresce col passare dei minuti distinguendosi per forza fisica, tempismo nei tackles e raziocinio nella gestione della palla. Vazquez e Lazaar guadagnano metri e punizioni sfruttando proprietà di palleggio e qualità nell’uno contro uno.

I cambi di Foscarini, con gli ingressi di Di Donato, Piscitella e Donnarumma non mutano l’inerzia della gara. Iachini fa rifiatare El Mudo e Belotti gettando nella mischia Troianiello e Verre. Ad una manciata di secondi dallo scadere arriva il giusto premio per un Abel Hernandez apparso reattivo, voglioso ed in crescita nelle ultime apparizioni. L’uruguaiano lavora di fino un pallone spalle alla porta: lo copre con il corpo, controlla con la coscia e  gira di collo pieno in diagonale sul secondo palo. Gesto tecnico armonioso, perfetta sintesi di coordinazione e capacità balistica. Il Cittadella la salvezza dovrà ancora sudarsela. Gli uomini di Iachini sono già proiettati verso il prossimo record. Pronti a dare sempre e comunque il massimo, per sé stessi, per la gente, a tutela della regolarità di un torneo che ha ancora importanti verdetti da emettere. Questo Palermo ha conquistato anche il primato della professionalità, i suoi tifosi possono esserne fieri.

 

 

 

 

 

 

 

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