FOCUS: TRA LE PIEGHE DI UN EPILOGO ANNUNCIATO

FOCUS: TRA LE PIEGHE DI UN EPILOGO ANNUNCIATO

Il tecnico marchigiano paga anche colpe non sue. Alla base dell’esonero un rapporto ormai logoro con il patron e una sostanziale divergenza sul reale valore dell’organico

5 commenti

di Leandro Ficarra

Epilogo annunciato. La domanda non era se e come ma semplicemente quando. Puntualmente l’esonero di Iachini si è materializzato. Epitaffio di un rapporto logoro, saturo, irrimediabilmente compromesso. L’idillio tra il tecnico marchigiano ed il patron si interrompe bruscamente subito dopo il successo contro il Chievo. Boccata d’ossigeno per la classifica, illusorio mastice inadeguato a tenere insieme i cocci di un legame ormai in frantumi.

Provvedimento di matrice interpersonale e relazionale ancor prima che tecnico. Quando, come nella fattispecie, viene meno il rapporto di stima e fiducia nella bontà dell’operato del professionista, qualsiasi divergenza di vedute diviene inconciliabile. Scavando un tunnel di conflittualità, ripicche ed incomprensioni, che diviene un rovinoso sentiero di non ritorno. Una torbida palude di incomunicabilità tra le parti alimentata da stilettate, provocazioni, insofferenza e tensioni represse, da cui la squadra finisce inevitabilmente con l’essere sommersa. Con il timore, concreto, di affogare.

Prima di entrare nel merito della decisione, preme fare un doveroso prologo. Che si traduce in un plauso, sentito ed incondizionato, rivolto all’ormai ex tecnico del Palermo. Senza piaggerie, in rispettoso ossequio alla verità. Impossibile omettere e dimenticare la qualità del lavoro svolto in questi circa due anni da Beppe Iachini. Il quale con saggezza, competenza e dedizione, restituì equilibrio, dimensione e rotta ad una nave reduce dalla retrocessione ed inopinatamente in balia delle onde del campionato cadetto.

Subentrando alla scommessa Gattuso, conferendo ben presto fisionomia, intensità ed anima ad una squadra qualitativamente un paio di spanne superiore alle contendenti. Che non era ancora tale, nei meccanismi e nello spirito, prima del suo arrivo. Il varo del 3-5-1-1, la densità, il pressing alto, la riscoperta di Vazquez, il rilancio di Munoz e Barreto, il training formativo a Lazaar e Morganella, la cura meticolosa e paziente nel coltivare il genio di Dybala, la vena di bomber di Belotti.

Valori aggiunti che il buon Beppe ha ottimizzato al massimo riconquistando a suon di record la massima serie, gettando le basi per un successivo brillante torneo al tavolo delle grandi.

Prodigi strategici, tattici, motivazionali che hanno trovato riscontro nei risultati e nei consensi della critica. Culminati nella scorsa stagione in esaltanti picchi prestazionali, dai blitz esterni di Milano e Roma al trionfo sul Napoli di Benitez, che consacrarono organizzazione, identità e qualità del suo Palermo.

Squadra solida, compatta e aggressiva esaltata dal talento cristallino dei gemelli diversi Vazquez e Dybala.

Meriti in termini di valorizzazione tecnica e patrimonializzazione dell’organico. Alla base dell’astronomica valutazione di Dybala, così come negli otto milioni sborsati da Cairo per Belotti, c’è molto del lavoro di Iachini. Stessa cosa dicasi per le future valutazioni di Vazquez e Lazaar, prossimi gioielli in vetrina in sede di mercato estivo.

Un biennio in cui raramente il tecnico marchigiano ha rubato l’occhio ma ha fatto molti punti. Forgiando le risorse in organico, limando difetti collettivi e individuali, perseguendo gli obiettivi richiesti. Conciliando le esigenze tecniche con quelle aziendali, spesso con veri e propri giochi di diplomazia ed equilibrismo dialettico. Incassando con sobrietà critiche e bacchettate presidenziali espresse in toni e forme non sempre gradevoli, spesso un po’ troppo colorite per usare un eufemismo.

Tabellini, risultati e plusvalenze certificano incontrovertibilmente la bontà del lavoro svolto da Iachini sulla panchina del Palermo. Dato oggettivo che nessuno potrà disconoscergli.

Il resto è storia recente. Il flirt effimero con la Sampdoria, da cui Iachini fu sedotto ed abbandonato nella primavera scorsa, infastidì non poco il patron friulano. Le integrazioni ed i correttivi da apportare nel Palermo del post Dybala costituirono presto aspro oggetto del contendere. Non un solo nome, tra quelli indicati da Iachini in un’ipotetica lista di rinforzi, veste ad oggi la maglia del Palermo. La sequenza inquietante di trattative fallite, da Viviani a Defrel, passando da Tonelli e Calleri, da Araujo a Campbell, fino alla cessione lampo di Belotti a pochi giorni dal via. Benzina sul fuoco dei nervi del tecnico che ritenne inadeguata la campagna trasferimenti palesando pubblicamente il suo pensiero.

Quel grido d’allarme, legittimo ed accorato, costituì lo squarcio definitivo per l’ego e la suscettibilità di Zamparini. La guerra di nervi tra i due, appena smorzata dalle due vittorie iniziali, si è progressivamente acuita all’insegna del sistematico botta e risposta. Il poker di sconfitte consecutive, il bivio tregua di Bologna, le pedate verbali post Napoli e la promessa di esonero ante Chievo. Mantenuta, nonostante la vittoria e la netta presa di posizione del gruppo.

Le lacune strutturali dell’ organico attuale sono obiettivamente evidenti. Figlie di un mercato asfittico, supponente, per certi versi presuntuoso. Sessione estiva in cui il club ha fallito gran parte degli obiettivi prefissati.
Vizio ascrivibile all’operato di presidente e direttore sportivo, alla base delle criticità emerse in quest’avvio di stagione. La grande colpa, se così si può definire, di Iachini è stata quella, pur tra mille rimbrotti, di accettare comunque la scommessa, esponendosi alla prevedibile gogna presidenziale, con tanto di scontata epurazione.

Tenuto in piedi da un monumentale Sorrentino, Iachini ha pagato la lunga crisi di Gonzalez, l’inizio in chiaroscuro di Vazquez, gli stenti di Rigoni, la condizione precaria di Gilardino. Ha provato a mischiare le carte sul piano tattico, trovando in Quaison, Trajkovski e Brugman alternative di prospettiva ma ad oggi acerbe. Orfano di una punta tecnica e di manovra come Dybala, ha provato a coniare una fase offensiva a trazione laterale, a misura di Gila,  vedendosi infrangere l’intento sul rendimento, fin qui mediocre, di Rispoli e Lazaar. Sperando di trovare in Hiljemark un incursore all’altezza di fraseggiare di fino con un Vazquez frustrato ed intristito. Quindi il ricorso al vecchio spartito ed al carisma dei senatori nei momenti più critici. Pragmatismo, concretezza e personalità per portare punti a casa.
Tutto inutile. Primo tempo contro l’Inter a parte, questa squadra non ha mai convinto. Né disposto dell’avversario sul piano del ritmo, della qualità del gioco. Arrancando quasi sempre, smarrendo intensità, aggressività e ferocia, prerogative vincenti del Palermo che fu.

Iachini, che sotto pressione ha indubbiamente commesso i suoi errori, non ha certo nella lettura della gara in corsa la sua migliore virtù ma, in relazione alla penuria di alternative nella rosa a sua disposizione, merita più di qualche attenuante.

L’esonero è  una scelta discutibile, tecnicamente ingiusta se parametrata al rapporto tra punti conquistati e qualità dell’organico. Al contempo è un provvedimento inevitabile quando si incrina totalmente il rapporto di fiducia tra presidente e allenatore. Prolungare l’agonia, tenendo il gruppo ostaggio di questo stillicidio di tensione e precarietà, avrebbe avuto poco senso.

Grazie a Beppe Iachini. In bocca al lupo a Davide Ballardini. A lui il compito di trasporre sul campo le convinzioni di Zamparini. Il presidente è certo che , con tre innesti di qualità a gennaio, questa squadra possa serenamente stazionare nella parte sinistra della graduatoria. Speriamo che abbia ragione. E, soprattutto, che gli obiettivi di mercato vengano centrati.

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  1. enzovinci121_982 - 2 anni fa

    questo articolo pro Iachini è imbarazzante….d’altra parte se fossimo in mano a questi commentatori e agli pseudo tifosi di questo sito saremmo ancora a navigare tra la c e la b e a collezionare fallimenti…zamparini ha solo commesso l’errore di non esonerarlo prima …sig. ficarra ma lei ci va allo stadio a vedere le partite? lei le ha contate le occasioni del chievo di domenica? ma lei le formazioni degli avversari le legge? lo sa che di gennaro ex giocatore del palermo ha ammesso che in b con quella rosa il campionato il palermo lo avrebbe vinto anche con le riserve? ma i gol presi l’anno scorso? il brutto girone di ritorno? ma come si fa a criticare un esonero quando la squadra non corre non fa tre passaggi di fila ha vinto 4 partite per 1 a zero e due pareggi per 1 a 1 solo grazie alla fortuna e a sorrentino…ma di che parliamo? in formazione ci sono diversi nazionali nei rispettivi paesi vazquez che ambisce alle grandi squadre gilardino che è sicuramente di altra caratura rispetto a pavoletti del genoa o floccari del sassuolo che vince le partite con biondini in campo…ma di cosa parla? se zamparini non fosse competente non avremmo avuto tutti questi anni di serie a con grandi vittorie e grandi giocatori…i pastore i dybala i cavani i barzagli ilicic ecc. ecc. hjelmark adesso li ha suggeriti lei a zamparini? abbia più rispetto per chi dall ormai lontano 2004 le consente di commentare la serie a di pregiarsi di vedere il palermo nelle testate nazionali e internazionali di vedere i campioni calpestare l’erba del barbera…i cambi di allenatore a palermo hanno a volte funzionato e a volte meno di certo io in 15 anni una squadra cosi allo sbando non l’avevo mai vista e andava presa una decisione che si puo non condividere ma va in ogni caso rispettata…e che non è immotivata……di certo bisogna dare fiducia a chi si occupa di una società e di una squadra che noi tutti ci limitiamo solo a guardare da spettatori mentre per costruire gestire e mantenere il tutto ci vogliono tempo denaro sacrifici testa soprattutto in un ambiente come palermo che negli anni è stato capace di fischiare chiunque da barzagli a zaccardo a biava a cavani a liverani a Simplicio a pastore ecc. ecc. quando capitava qualche partita storta considerando scarsa gente come glik darmian o un tale raimondi che domenica scorsa con l’atalanta da capitano è stato uno dei migliori in campo

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  2. Alberto-Londra - 2 anni fa

    Diciamoci la verita’: il Palermo e’ stato costruito male quest’estate; Iachini si e’ lamentato solo alla fine del calciomercato ed e’ rimasto quando si sarebbe potuto dimettere lui stesso (questo non toglie i suoi meriti in questi 2 anni, ma e’ un dato di fatto); Inchini non e’ riuscito a far giocare la squadra come voleva/pensava/credeva.
    Il gioco latitava nelle ultime settimane/mesi (eccezion fatta per la partita con l’inter e secondo me quella col Milan). Che fare? Tenerlo come aveva promesso o esonerarlo? Nonostante le parole, la panchina traballava e se il gioco non fosse arrivato, una scelta sarebbe stata fatta nei prossimi mesi. Ora, il problema e’ chi prendere e chi e’ in circolazione. Guidolin ha detto picche, idem Montella. Chi rimane? Ma anche, chi e’ li’ li’ per cambiare allenatore? Se in casa Samp, Lazio, Torino, Verona, Chievo si inizia ad esonerare, chi mi resta da prendere per sostituire Iachini? Ecco perché’ credo che la decisione sia arrivata oggi. Detto questo, se siamo arrivati a questo punto, l’origine e’ nella campagna acquisti che non ha visto un elemento indicato da Iachini vestire la maglia rosanero, nei profitti girati per coprire perdite della holding di famiglia, nell’assenza atavica di una qualsiasi progettualità, nell’assenza di vendere un gioiello di famiglia e comprane 3 da far crescere e costruire nel tempo una squadra che ambisca a traguardi prestigiosi (che credo sia il desiderio di ogni tifoso: vedere la sua squadra vincere e giocare bene…)

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  3. Willy Wonka Rosanero - 2 anni fa

    Alla c.a. del Dott. Ficarra.

    Non è la prima volta che leggo con interesse le Sue disanime, sempre attente ai dettagli e con toni in equilibrio fra professionalità giornalistica e vena da tifoso e intenditore sportivo.

    Ciò premesso, vorrei soffermarmi sull’ultimo passaggio del suo articolo, in cui Lei fa da eco alle prospettive del Presidente circa la prossima campagna acquisti.

    Io credo fermamente che almeno 4 giocatori saranno psicologicamente provati da questo cambio e sono convinto che, in modo progressivo, assisteremo lentamente al declino di gente come Sorrentino, Vasquez e Lazaar e della messa fuori rosa definitiva di Maresca (per il quale non vedo alternative ad un suo addio anticipato a gennaio, in considerazione della sua scadenza di contratto e, soprattutto, per l’effetto che il suo commento all’addio di Iachini ha sortito sul Presidente, vista la sua squallida replica) e con gente come Rigoni che vedremo come reaggirà.

    Se tale mia teoria non fosse del tutto lontana dalla realtà, non trova particolarmente folle il pensiero del Presidente secondo cui con soli “tre innesti di qualità” si può scongiurare il pericolo di replicare quanto accaduto non più di tre campionati orsono, quando ahimè il Palermo raccolse i frutti della totale mancanza di progettualità (con continui cambi di allenatori e dirigenti, allontanati e poi riavvicinati)?

    Intendo significare che quanto prospettato dal Presidente è pari ad un’offesa alla tifoseria palermitana che ha ben capito i limiti di questo organico ed è perfettamente allineata col pensiero di Iachini, il quale ha fatto il meglio che poteva fare. Ho, concludendo, percezione che il Sig. Ballardini (ma fosse stato anche Ancellotti o Guardiola al posto suo) non riuscirà a caverne di meglio… Non vorrei che prima di Natale, Zamparini, pur di non far rientrare Iachini, sostituisca Ballardini con un Di Carlo o con un Corini. Ma più di ogni altra cosa, spero di non rivedere il Palermo giocare di venerdì, sabato o lunedì (o a Santo Stefano) il prossimo anno.

    Sperando in una Sua replica, la ringrazio anticipatamente e porgo i miei più cordiali saluti.

    Giampiero F.

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  4. mistero - 2 anni fa

    E che avrai fatto mai Iachini… ha avuto solo il coraggio di dire in faccia a Zamparini la verità: campagna acquisti da miserabili! Ma poi con tutte le plusvalenze guadagnate il caro Presidente non si vergogna? Iachini ci avrebbe sicuramente fatto ottenere la quota salvezza (e questo MZ lo sa benissimo), ora con Ballardini tutto è più incerto! Iachini ha doti umane e capacità di ottenere il massimo dai giocatori che Ballardini non possiede, e in momenti di difficoltà questo spesso fa la differenza. Poi posiamo discutere sul fatto che Iachini spesso gioca in difensiva, mette in campo giocatori discutibili (come i vari Jajalo, Struna, e lascia fuori giocatori di talento come Brugman e Quaison) ma questo non toglie il valore del Mister della ns squadra. Chi ha preso in giro i tifosi è e rimane solo Zamparini, con quelle belle parole ad effetto: “squadra da Champions”, “se non licenzio Iachini in città mi ammazzano (quando Iachini è sempre stato difeso anche nei momenti più neri)”. Ora l’unico felice è Ballardini, il quale sa benissimo che cmq vada il suo stipendio per un anno è assicurato….

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  5. fedeaiell_475 - 2 anni fa

    Ballardini non farà meglio di Iachini,la squadra lotterà per non retrocedere

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